Tv Talk si sposta alla domenica per tre speciali sulla stagione tv

Tv Talk si sposta alla domenica per tre speciali sulla stagione tv

Tv Talk si sposta dal sabato alla domenica per tre speciali sulle tendenze della stagione tv al termine, in onda alle 18

    Tv Talk Massimo Bernardini

    Cambio di collocazione per Tv Talk, l’approfondimento settimale di RaiTre condotto da Massimo Bernardini dedicato alla tv italiana e internazionale: da oggi e per tutto il mese di maggio Tv Talk va in onda di domenica alle 18.05, sempre su RaiTre, per tre puntate speciali, tre riflessioni sulle tendenze della stagione televisiva che si avvia alla conclusione. Si parte con un approfondimento sul successo tv della cronaca nera: in studio Salvo Sottile, Ilaria Cavo, Alessio Vinci, Milo Infante e Piero Badaloni.

    La stagione tv che volge al termine è stata indubbiamente dominata dalla cronaca nera, che ha imperversato nei palinsesti senza soluzione di continuità e con grandi ascolti: i casi di Sarah Scazzi e Yara Gambirasio, su tutti, hanno monopolizzato i contenutori tv di ogni fascia oraria e in maniera bipartisan, portando alla nascita anche di nuovi programmi, come Quarto Grado su Rete 4, che ha cercato di fondere i modelli di Chi l’Ha Visto? e di Matrix - sempre più spostatosi sulla cronaca a dispetto della politica. Tv Talk riflette sul fenomeno con il primo dei suoi tre speciali di maggio, in onda da oggi nella nuova collocazione domenicale e in una nuova fascia oraria, quella delle 18.05, sempre su RaiTre.

    A ragionare con il conduttore e con gli analisti in studio ci saranno Salvo Sottile, giornalista e conduttore di Quarto Grado, Ilaria Cavo, già ‘specialista’ del caso Cogne per Porta a Porta e da tempo risorsa di Matrix per i casi di nera, Alessio Vinci, al timone di Matrix, Milo Infante, conduttore di Pomeriggio sul Due, e Piero Badaloni, volto storico della Rai cui toccò gran parte della diretta su Alfredino Rampi.

    Come tradizione del programma, aperto anche un sondaggio sul sito ufficiale del programma nel quale si chiede quale siano i possibili motivi del successo della cronaca nera in tv: che sia dovuto solo all’aumento dei casi, all’intramontabile fascino del giallo, alla curiosità morbosa dell’audience o alla crisi degli altri generi tv?

    Di fatto, però, il fenomeno è decisamente pervasivo in Italia se consideriamo che solo qualche mese fa una ricerca europea notava come anche i TG italiani siano sempre più ‘simili’ a CSI, mostrando un interesse ‘mostruoso’ per la cronaca. Beh, sempre meglio ‘perdere’ tempo giocando a fare i detective piuttosto che affrontare i problemi sociali e politici del nostro Paese. La cronaca come ‘mezzo di distrazione di massa’? Beh, non è una strategia del tutto nuova…

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