Tv Talk riparte da Santoro in esclusiva e Ferrara che ‘sbraca’

Tv Talk riparte da Santoro in esclusiva e Ferrara che ‘sbraca’

Tv Talk torna su RaiTre con un'intervista esclusiva a Michele Santoro e Bernardini si becca un anatema da Giuliano Ferrara

    Riparte questo pomeriggio alle 14.50 su RaiTre Tv Talk, l’approfondimento settimanale sulla tv condotto da Massimo Bernardini che apre questa nuova stagione con un’intervista a Michele Santoro e un duro faccia a faccia con Giuliano Ferrara sul tema delle intercettazioni. Se Santoro continua a dichiarare di essere “un uomo Rai“, pronto a tornare a Viale Mazzini, Ferrara attacca Bernardini lanciandogli un anatema che dà il polso dei tempi. In alto nel video.

    La prima puntata della nuova stagione di Tv Talk deve ancora andare in onda, ma le agenzie hanno già riportato ampi stralci dell’intervista a Santoro. Approfittando delle dichiarazioni rilasciate dal neodirettore di RaiDue, Pasquale D’Alessandro, dettosi affranto per la ‘dipartita’ di Santoro e di Annozero dalla sua rete – costretta a far fronte a un buco di ascolti difficilmente colmabile – Santoro ha cercato nuovamente uno spiraglio per tornare in Rai: l’obiettivo è sempre lo stesso, costringere i vertici a prendere una posizione netta nei suoi confronti e liberarlo così dell’immagine di ‘correo’ nel divorzio con Viale Mazzini. “Io sono uno della Rai in libera uscita. Per cui quando la Rai mi vuole io sono della Rai. Ho detto che sono più della Rai di tante persone che sono rimaste nella Rai. Quindi io mi sento un giornalista della Rai anche adesso che sono fuori dalla Rai” dice Santoro, che cerca così non solo di mettere in difficoltà la Tv di Stato, ma anche di inchiodarla alle sue responsabilità.

    Santoro si esprime anche sulle possibilità di crescita di La7: “Dubito che La7 possa diventare la nuova RaiTre – afferma il giornalista - RaiTre nasceva in condizioni completamente diverse dal punto di vista politico, dal punto di vista economico e sociale.

    C’è il rischio che La7 erediti una parte del pubblico di RaiTre, cioè che RaiTre, in una crisi di identità, regali un pubblico a La7 che sarebbe un pubblico tradizionale di RaiTre. Soprattutto grazie al fatto che La7 ha un grande professionista che si chiama Enrico Mentana, che ha illuminato, diciamo, di modernità una televisione che in generale non è che presenti tantissimi aspetti innovativi”.

    Per quanto riguarda poi il suo progetto web-tv, Santoro ritiene ormai realmente concretizzatosi l’assunto di McLuhan: “Mai come questa volta è vero quello che ci hanno insegnato: che il medium è il messaggio. Cioè l’esistenza di un programma che va fuori dai network esistenti e che comunque vive e che può arrivare a contare milioni di persone che lo guardano, come abbiamo dimostrato che si può fare con “Tutti in piedi” e con “Rai per una notte”. Beh, questa è una rivoluzione strutturale”. E al critico del Corriere della Sera Aldo Grasso, che ha ritenuto impossibile una versione settimanale degli eventi tv à la Santoro, il giornalista ribatte: “Proveremo a dimostrare che Aldo Grasso si sbaglia”.

    Per riscaldare il clima, il compito di commentare l’intervista a Santoro c’è Giuliano Ferrara: l’occasione è gradita a Bernardini anche per entrare nel merito del suo programma, Qui, Radio Londra, e nel merito del rapporto tra stampa, tv e intercettazioni, senza dimenticare l’esordio ‘choc’ del programma, con l’incipit “Berlusconi è un eroe popolare” coniato da Ferrara. Un scambio piuttosto agitato che vede Ferrara lanciare un vero e proprio anatema nei confronti di Bernardini, augurandogli di essere beccato a ridere al telefono con una escort. Ormai non c’è peggior ‘maledizione’ in Italia…

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