Tv Spagna, senza pubblicità RTVE perde 47 milioni di euro

Tv Spagna, senza pubblicità RTVE perde 47 milioni di euro

Dal 1° gennaio 2010 dalla televisione pubblica spagnola sono scomparse le pubblicità, peccato che la scelta abbia riportato il bilancio di RTVE in rosso

    La televisione pubblica senza pubblicità, un’utopia almeno per l’Italia. Una realtà per Paesi come la Gran Bretagna (dove la zietta Bbc non ha mai avuto interruzioni pubblicitarie, gli unici spot permessi sono promo e pubblicità progresso) e la Spagna. Peccato che a distanza di un anno dall’eliminazione della pubblicità su RTVE (o più semplicemente Tve, la televisione di Stato spagnola) i conti della rete siano tornati in rosso. Con il nuovo sistema di finanziamento, completamente operativo dal 1° gennaio del 2010, la televisione spagnola ha perso ben 47,1 milioni di euro, secondo quanto pubblicato dal bilancio approvato dal CdA di Rtve. In alto l’ultimo spot trasmesso dall’emittente il 31 dicembre 2009.

    Le perdite maggiori si sono registrate soprattutto per quanto riguarda le entrate. Il direttore generale corporate di RTVE, Jaime Gaiteiro, ha stimato che le televisione private e gli operatori delle telecomunicazione hanno subito perdite per 62,3 milioni di euro (19,2 le prime e 43,1 i secondi), rispetto alle quantità che avrebbero dovuto cedere al gruppo statale.

    Nulla di strano, per compensare l’addio della pubblicità sulla Tve, la legge ha stabilito che le televisioni private diano ogni anno a RTVE il 3% delle loro entrate, mentre agli altri operatori di telecomunicazione spetta donare alla rete ammiraglia lo 0,9% dei loro guadagni. Non solo, lo Stato spagnolo apporta a RTVE l’80 per cento delle entrate provenienti dalla tassa a carico di radio, televisioni o imprese di telefonia per l’utilizzo dello spazio radioelettrico. Dunque, con la calcolatrice in mano, a conti fatti pubblicità ai 1.200 milioni del budget, lo Stato spagnolo ha aggiunto altri 579,4 milioni.

    I conti non quadrano, in quanto la rete ha erroneamente previsto le entrate provenienti dalla tassa sull’occupazione dell’etere.

    Nel budget del 2010 c’era scritto che RTVE avrebbe ricevuto 330 milioni di euro di euro (l’80% di quello che il Ministero dell’Industria sperava di guadagnare), ma in realtà le entrate si sono fermate a 250 milioni, come dire siamo sotto di ben 100 milioni di euro. Nonostante tutto il presidente del corporate RTVE Gaiteiro ha sottolineato che, al di fuori di queste mere questioni economiche la rete (che come la Rai raggruppa anche la radio nazionale spagnola e tutti i canali delle 17 comunità autonome, le regioni-stato spagnole) ha fatto il suo dovere: “Per quanto riguarda la capacità reale del corporate abbiamo speso meno e avuto più entrate di quelle previste dal nostro budget“.

    Mentre Gaiteiro faceva i conti con il suo pallotoliere, il presidente di Rete, il Masi spagnolo, Alberto Oliart ha sottolineato che se la rete nel 2010 avesse venduto i diritti di emissioni del Moto Gp avrebbe messo da parte 40 milioni di euro, calcolatrice alla mano… RTVE non avrebbe perso nulla. Nonostante i diritti sportivi siano una macchina per far soldi, in passato Oliart aveva detto di aver deciso di vendere i diritti di emissioni del mondiale di motociclismo (o eventualmente quelli della Champions League) a una rete privata, in pole position per l’acquisto c’era Telecinco, la prima rete di Silvio Berlusconi e dell’astro nascente della tv spagnola Sara Carbonero.

    Siamo certi che in Italia con i cachet milionari di certi conduttori (proprio delle reti pubbliche) la nostra Rai senza l’apporto della pubblicità e del canone (in Spagna non si paga canone) perderebbe molto di più di 40 milioni di euro…

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