Tv italiana inadatta ai minori: si rischia una multa dall’UE

L'Italia rischia una procedura d'infrazione da parte della Commissione Europea per alcune norme contenute nel Decreto Romani e per alcune disposizioni dell'Agcom in materia di tutela dei minori

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    TV e Minori

    La Commissione Europea tiene sotto esame la programmazione tv italiana: alcune disposizioni contenute nel Testo unico dei servizi di media audiovisivi (ovvero il d. lgs. 15/3/10 n. 44, ‘per gli amici’ Decreto Romani) violerebbero, infatti, il divieto assoluto di trasmissione di programmi esplicitamente violenti e pornografici imposto dall’Unione Europea. Strasburgo ha rigettato le spiegazioni fornite dal ‘vecchio’ Governo e ha annunciato possibili procedure d’infrazione per le disposizioni di legge attualmente in vigore nel nostro Paese. Ad aggravare la situazione anche una recente disposizione dell’Agcom.

    La tv italiana è poco rispettosa dei minori e rischia sanzioni dalla Commissione Europea: a paventare il rischio di una ‘multa’ da parte dell’UE è Franco Mugerli, presidente del Comitato media e minori, intervenuto alla Giornata nazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, promossa dalla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza e svoltasi ieri a Montecitorio.

    Sotto osservazione alcune disposizioni del Decreto Romani, che non sembra aver recepito appieno il divieto imposto dalla Commissione Europea alla messa in onda nelle fasce protette di programmi gravemente nocivi per i minori, che contengano cioè violenza esplicita e pornografia.

    Ad aggravare la situazione alcune delibere emesse dall’Agcom lo scorso luglio, con le quali l’Autorità Garante delle Comunicazioni ha permesso la trasmissione di film vietati ai minori di 14 anni anche in fascia protetta purché ‘coperte’ dal parental control, ampliando così le ‘restrizioni’ previste dal Decreto Romani.

    Chissà perché, ma a noi il pensiero corre subito alla contestata serie de I Borgia, trasmessa qualche mese fa da Sky. Beh, certo, non può essere certo considerato come unico esempio di contenuto ‘nocivo’ per i minori: da tempo predichiamo la nocività di certi contenitori tv pomeridiani. Fatto sta che la normativa vigente violerebbe le direttive UE e in questi casi c’è poco da fare se non rivedere le norme. Dal canto proprio Comitato e Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza rinnovano il proprio impegno a garanzia dei più piccoli, auspicando la redazione di un Codice di tutela dei minori nei Media e una profonda campagna di educazione ai mezzi di comunicazione. Beh, la campagna, a nostro avviso, dovrebbe essere indirizzata agli adulti, genitori e docenti in primis, perché imparino a gestire contenuti e messaggi.

    Intanto chi ‘tutela gli adulti’ da certe derive della programmazione tv?