Tutti Pazzi per Amore, Piera Degli Esposti: “Che fatica diventare Clelia”

Tutti Pazzi per Amore, Piera Degli Esposti: “Che fatica diventare Clelia”

    Giunta al Giffoni Film Festival 2010 per presentare Come si Deve, cortometraggio diretto da Davide Minnella nel quale regala l’ennesima preziosa interpretazione, Piera Degli Esposti è stata accolta da un’ovazione dei giovanissimi, perdutamente innamorati dell’algida, cinica e spigolosa Clelia di Tutti Pazzi Per Amore, che la vedrà protagonista anche nella terza stagione. “Non mi aspettavo che il personaggio di Clelia conquistasse il pubblico più giovane: è la prima volta che sono tanto amata dai bambini” dice l’attrice a Televisionando, che l’ha intervistata rubando un po’ di tempo al suo meritato riposo.

    Istrionica, avvolgente, passionale sul palco, Piera Degli Esposti si presenta invece sul palco del Cinema Truffaut emozionata e commossa per l’incontro con i giurati del GFF 2010. Colpita dall’affetto dimostratole dai 700 ragazzi che affollavano la sala, ha la voce realmente rotta dall’emozione quando presenta il cortometraggio Come Si Deve, realizzato da Davide Minnella e presentato alla Berlinale 2010, nel quale ricopre il ruolo di una puntigliosa chef destinata a un incarico particolarmente difficile non solo sul piano professionale, ma soprattutto su quello umano: preparare l’ultimo pasto ai condannati a morte.

    Una prospettiva inusuale e per questo più incisiva per sensibilizzare il pubblico alla barbarie della pena di morte, resa con una delicatezza, si potrebbe dire, poetica dalla Maestra (lo sappiamo, al femminile il termine rende meno) e dall”allieva’ Diane Fleri, altra protagonista del corto scritto da Stefano Sardo e prodotto dalla Master Five. Accoglienza entusiasta dei ragazzi, che però non hanno saputo resistere alla tentazione di farle i complimenti per il ruolo di Clelia in Tutti Pazzi per Amore, apprezzandone una volta in più la sua straordinaria perfomance in Single Ladies di Beyoncè.

    Ci vuole davvero molto coraggio a ballare Beyoncè e a fare Barbie – dice con un sorriso l’attrice ai giurati – Quando mi hanno fatto vedere il video della canzone ho pensato che non sarei mai stata in grado di rifarlo.

    Avevo mille paure: temevo di non avere abbastanza fiato, di certo non avevo il corpo giusto e mi mancavano le movenze, la gestualità necessaria. Ho portato a casa il video, l’ho rivisto migliaia di volte, l’ho studiato con e senza il coreografo, e alla fine ce l’ho fatta. Tornata a casa dalla registrazione ho rivisto il video e ho detto a Beyoncè: ‘Ce l’abbiamo fatta, ragazza!“.

    E’ solo un assaggio del grande lavoro che c’è stato, e continua ad esserci, per l’interpretazione di Clelia, un personaggio innovativo per la fiction italiana soprattutto per la sua ‘sincerità’, dimostrazione di come ci voglia davvero ‘poco’ (dove per ‘poco’ ci riferiamo in primis all’odio per gli stereotipi e una scrittura intelligente), per il raro coraggio di infrangere il tabù della ‘donna/madre italiana’ tutta cuccioli e lasagne fatte in casa.

    Difficile immaginare un personaggio più distante da me – racconta a Televisionando l’attrice -, che nella vita cerco garbo, grazia, educazione e che vivo cullando la lentezza, l’unica cosa che permette ancora di conoscere davvero gli altri, di dialogare con le persone. Clelia al contrario è sempre frenetica, nervosa, iperattiva: fa tutto in maniera ‘furiosa’, urla, mostra insensibilità, è una che calpesta gli altri… Per me, anti-Clelia per antonomasia, all’inizio non è stato facile per amare questo personaggio, riversare su di lei quell’amore necessario che passa tra interprete e personaggio: credevo che una donna così dura, sboccata, rude, perennemente polemica, finisse per essere irrimediabilmente antipatica e invece ha attirato l’affetto di tutti“.

    Clelia è il frutto di un attento lavoro sul personaggio: “C’è stato un grande studio su di lei, come del resto sono abituata a fare: ho lavorato attentamente sulle battute, devo dire realizzate con finezza dagli sceneggiatori, facendo uscire fuori da esse la gestualità di Clelia, il suo modo di camminare rapido e nervoso, il suo modo di parlare… Ma essendo così lontana da me, credo di averle dato una dolcezza intima, particolare, che poi emerge nella narrazione, nonostante i modi bruschi e diretti.
    Credo di averle dato quella porzione di umanità che finisce per giustificarne l’antipatia e il cinismo e che magari Clelia non avrebbe avuto se ad interpretarla ci fosse stata un’attrice caratterialmente più simile a lei
    “.

    Resta ancora sorpresa a vedere il grande amore che per Clelia hanno i ragazzi: “Non me l’aspettavo, davvero, credevo che il personaggio incontrasse più il favore degli adulti… e invece, chissà, forse ci rivedono le loro mamme e le loro nonne…“: la tanta agognata aderenza tra reality e fiction passa da qui, da una bella scrittura e una straordinaria interprete: altro che reality!

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