Tutti Pazzi per Amore 3, i video della prima puntata: un debutto sottotono

Tutti Pazzi per Amore 3, i video (e la recensione) della prima puntata

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    Tutti Pazzi per Amore è tornato su RaiUno e con le prime due puntate della terza stagione vince la serata Auditel di domenica 6 novembre. Fin qui nulla di strano: il risultato era atteso e il confronto diretto con Distretto di Polizia 11, reso più interessante dalla presenza nel cast della fiction di RaiUno di Ricky Memphis, volto storico del poliziesco Taodue/Mediaset, non ha mai seriamente impensierito l’ammiraglia Rai, che deve più che altro preoccuparsi della concorrenza ‘interna’ (non a caso Report ha conquistato la seconda posizione nella classifica Auditel della prima serata di ieri). Non c’è stato l’atteso boom, forse anche a causa di un debutto sottotono. Vediamo perché. In alto il primo inserto musical di Tutti Pazzi per Amore 3, We Are Family.

    Il debutto di Tutti Pazzi per Amore 3 non convince del tutto: la crisi (che ha imposto un drastico taglio al budget) non snatura i personaggi, ma ‘impoverisce’ la narrazione, che perde alcuni dei suoi cardini. Si sente la mancanza del dott. Freiss (Giuseppe Battiston) e della Signorina (Carla Signoris), mentre gli inserti musical – oltre ad essere ridotti – sembrano quanto mai forzati. Il primo lo si liquida subito all’inizio del primo episodio, con la famiglia Giorgi-Del Fiore impegnata a ricordare al pubblico che ‘We are family‘ (colonna sonora anche degli spot di Mediaset Premium, sigh), il secondo serve a sottolineare la ‘scelta’ di Monica (Carlotta Natoli) di dire basta agli uomini per dedicarsi esclusivamente al suo Michelino sulle note di Che m’importa del mondo. In basso il video del secondo inserto musical.

    A differenza di quanto avvenuto nel passato, questa volta gli ‘intermezzi musicali’ risultano meno armonici e integrati nella struttura narrativa, apparendo piuttosto giustapposti, in qualche maniera ‘dovuti’. Certo, vale la pena attendere almeno un altro paio di puntate per ‘stabilire’ se questo possa essere effittivamente inquadrato come un ‘difetto’, una mancanza, una ‘perdita’ di smalto della serie, o piuttosto non possa essere limitato a un ‘incidente di percorso’.

    In ogni caso non perde mordente la caratterizzazione dei personaggi, punto forte della fiction: i protagonisti mantengono le proprie prerogative, restando così fedeli alle attese del pubblico. La gravidanza di Cristina prefigura, però, un ulteriore ammorbidimento del personaggio, cui fa eco il progressivo addolcimento di Emanuele, smussato dall’amore per Viola. Stona Martina Stella: beh, il personaggio della pedante maestrina bon ton le calza a pennello, ma l’interpretazione risulta eccessiva persino in un contesto sopra le righe come quello di Tutti Pazzi per Amore. Poco integrate anche le ‘visioni oniriche’ di Monica, che trascina sé e il pediatra Giampaolo (Ricky Memphis) in una serie di sogni a occhi aperti a sfondo sentimentale che non sempre centrano l’effetto comico, declinando più nel ‘ridicolo’ (per quanto vedere Memphis in veste di cavernicolo non abbia prezzo).

    Ciò non toglie che la serie si confermi una delle più piacevoli del panorama italiano. L’impressione è che la scrittura abbia risentito di un certo contraccolpo, dovuto anche agli ostacoli incontrati nella realizzazione di questa terza stagione. Difficile, poi, rinnovare un prodotto partito già ottimamente: il rischio di un passo indietro è sempre dietro l’angolo. Ma siamo all’inizio e le ‘vere’ sorprese della stagione devono ancora arrivare: siamo davvero curiosi di vedere come sarà trattata la storia lesbo tra Lucrezia Lante della Rovere (madre di Raoul e Viola) e Anita Caprioli (Eva, nuova socia di Paolo). Del resto i temi omosessuali sono sempre stati in tralice in Tutti Pazzi per Amore: non si vede spesso in una fiction italiana il padre di un protagonista (nonché ex marito di un’altra – e ci riferiamo all’ex marito di Laura) felicemente in coppia con un uomo.