Tutti In Piedi! di Santoro in streaming live su Televisionando

Tutti In Piedi! di Santoro in streaming live su Televisionando

A partire dalle 21 la diretta live streaming di Signori, Entra il Lavoro…

    tuttiinpiedi santoro

    Mentre la Fiom festeggia i suoi 110 anni, il passaparola per l’evento Signori, Entra il Lavoro….Tutti in piedi! accende il web e anche noi di Televisionando iniziamo a scaldarci. A partire dalle 21 in diretta dalla Villa Angeletti di Bologna, sarà possibile seguire l’evento condotto da Michele Santoro (qui il programma di Tutti in piedi!) su Current TV e qui, tramite la nostra diretta live streaming su Televisionando! La diretta di Tutti In Piedi! è dopo il salto. E l’attesa sorpresa della serata è Roberto Benigni.

    Coinvolti tutti i mezzi di comunicazione per un’informazione libera: la diretta tv è disponbile su Current TV, oppure su una delle decine di televisioni che hanno aderito all’iniziativa. Sul sito ufficiale dell’evento è possibile consultare la lista completa in base alle regioni. Lo streaming internet parte da il Fatto Quotidiano e viene diffuso da qualsiasi sito, network, blog che lo desideri! Intanto l’atmosfera è sempre più calda! I fan su Facebook della pagina ufficiale dell’evento Signori, Entra il Lavoro….Tutti in piedi! continuano a crescere vorticosamente: tantissime le foto delle persone che in tutte le piazze d’Italia stanno aspettando di alzarsi!!

    Noi di Televisionando seguiremo tutta la serata con voi e non staccheremo mai il naso dal monitor! Eccoci a seguire il secondo evento multipiattaforma promosso da Michele Santoro a un anno e poco più da Raiperunanotte.

    Roberto Benigni a Tutti In Piedi!
    Partiamo dal momento topico, la grande sorpresa di cui Santoro ha parlato per giorni, ovvero l’arrivo di Roberto Benigni, che torna ad affiancare Santoro nei suoi eventi multipiattaforma (l’anno scorso era a Raiperunanotte). In realtà un anno fa registrò un intervento con Ruotolo, mentra questa volta è sul palco per quella che Santoro definisce “una grande lezione civile”. Il suo breve intervento (circa 10 minuti) ruota, ovviamente, sul lavoro: un’elegia a quel che dovrebbe essere un diritto e che ciascuno dovrebbe poter amare. Non spara sulla Crocetta Rossa (ovvero Brunetta) per celebrare invece l’Italia migliore, quella che a quest’ora lavora (dai poliziotti ai camerieri, per intenderci) e che lotta per difenderlo. Non manca l’abbraccio acrobatico con Santoro, mentre il ‘vero’ evento è l’assenza della sua consueta ‘sigla di testa’, quella che in genere introduce le sue performance, La Banda Del Pinzimonio di Nicola Piovani.

    I conduttori
    L’anteprima della serata la conduce Serena Dandini, introdotta dalla voce di Santoro. “Sembra Woodstock” dice subito la Dandini, che poi aggiunge: “Si vede proprio che siete dei comunisti! Siete l’Italia peggiore! Avete occupato il parco di Angeletti della Uil (battuta)”. E sfodera una maglietta con su scritto Rai Pride: “Ho dato 5 euro alla Rai, le faranno cinque puntate?” scherza la Dandini riferendosi alla provocatoria proposta (caduta ovviamente nel vuoto) fatta nell’ultima puntata di Annozero. Ed è lei a chiudere l’anteprima stile Annozero: “Questa era solo l’anteprima, Tutti In Piedi! può comiciare!”. La sua missione? “Sono qui per riportare Santoro in Rai”.

    Dopo la Dandini compare Corrado Formigli, uno dei collaboratori storici di Santoro e di RaiTre, che lancia subito il video di Brunetta che epiteta i precari come la Peggiore Italia (potete rivederlo in coda al post). Parte quindi una staffetta tra i due. A Sandro Ruotolo, invece, l’onore di prendere la parola dopo l’intervento di Benigni per introdurre un nuovo tema, la parità dei diritti sul lavoro tra uomini e donne, tra autoctoni e migranti, tra lavoratori sindacalizzati e non.

    Gli ospiti
    Il primo a salire sul palco è Vauro, che compare ‘travestito’ da Dante Alighieri (per mandare tutti all’inferno) e presenta le sue vignette: si capovolge così la scaletta classica di Annozero, che vedeva il vignettista toscano chiudere la puntata. Tutto il blocco di vignette è a base di ombrelli che vagano alla ricerca di un ‘bersaglio’. Chiaro, no? Le sue incursioni fungono da ‘pausa’ tra i vari blocchi e i vari temi toccati nella serata. E all’inferno ci manda un po’ tutti, da Berlusconi a Masi, da Bossi alla Santanché, dalla Gelmini (costretta a dare ripetizioni al Trota) a Scilipoti. Senza dimenticare Minzolini… E alla fine Vauro chiosa ricolto ai 30.000 della piazza: “Ma si riuscirà tutti insieme a far cadere questo governo di mer**?”… Si è ‘trattenuto’ per tutta la serata, alla fine non ce l’ha fatta… e la piazza risponde con “Chi non salta Berlusconi è!”. Beh, la serata è volutamente e dichiaratamente faziosa, lo si è detto all’inizio.



    Antonio Ingroia: il magistrato siciliano allievo e amico di Borsellino racconta la sua storia, racconta di come ha deciso di fare il PM (“Un lavoro al servizio dei cittadini”) per contribuire a migliorare la sua terra e si scaglia contro l’ipocrisia di chi celebra i magistrati martiri dopo la loro morte, usandoli contro i ‘vivi’, senza tutelarli – anzi – mentre svolgono il proprio dovere. “Serve che ci lascino lavorare e per questo continuerò a battermi da magistrato, da cittadino, da lavoratore, senza dimenticare i modelli di umiltà e tenacia di uomini come Falcone e Borsellino“: e Ingroia conclude così il suo intervento.



    Maurizio Landini, segretario della Fiom: beh, più che essere un ospite è il padrone di casa… Anche lui, come Ingroia, ricorda la sua storia di lavoratore, iniziata a 15 anni come saldatore. La sua è una ideale risposta a distanza a Marchionne (appena comparso nell’imitazione di Crozza), con cui la Fiom ha in corso una lunga battaglia per i diritti degli operai Fiat.

    Alle 23.57 prende la parola Elisa Anzaldo che racconta cosa succede nelle riunione di redazione del Tg1: “Panico, arriva la notizia: che si fa, la si dà? Diamone mezza… no, diamola di notte, così nessuno può dire che non l’abbiamo data; anzi diamo le reazioni alla notizia, ma non la notizia, per la completezza dell’informazione“. Ah però, dritta contro Minzolini. “Ad esempio ci siamo persi l’Italia migliore, perché mancava metà frase… e noi siamo per la completezza!“. E poi: “Non possiamo dare il processo immediato, è troppo veloce per i tempi tv…“. Ironico tutto il pezzo dell’Anzaldo, che è davvero stanca di stare al Tg1, evidentemente. “E poi noi pensavamo che a casa parlavate di Michele Misseri, di Valentina, di Yara, Sarah e tutto vi abbiamo detto di loro… e pensavamo che vi interessasse dell’orso Yoghi, del gelato, meglio il cono o la coppetta, del tacco 15… noi tutto questo ve l’abiamo dato e invece voi parlavate dell’acqua pubblica, del nucleare, del leggittimo impedimento, della munnezza a Napoli, dei cassaintegrati… ma chi se lo poteva immaginare che stavate su Twitter, su FB a combattere per il quorum! Se c’è qualcosa sulla giustizia andiamo da Alfano, se si parla di scuola andiamo dalla Gelmini, e noi riportiamo quello che dicono… Intanto voi parlavate dei Referendum e vi siete persi Misseri che pota gli alberi del giardino“. E conclude: “Una notizia però voglio darvela: in Rai ci sono grandissimi professionisti, giornalisti, cineoperatori che arrivano dal cinema, grafici… tutti in attesa che la politica allenti la morsa perché un’informazione libera serve a tutti, anche ai Liberi Servi“… e qui la frecciata a Ferrara e alla sua manifestazione che ha raccolto i Liberi Servi di Berlusconi c’è tutta.
    E subito dopo di lei arriva Max Paiella nell’imitazione di Minzolini: il cacio sui maccheroni.

    Gli rmv della serata: dalle minorenni di Berlusconi al Mafioso di Guzzanti
    Beh, il tema del lavoro minorile è senza dubbio spinoso, no? E così: Tutti In Piedi! parte con un estratto di un’intervista a Iris Berardi, una delle minorenni dell’Olgettina che racconta i balli innocenti nella stanza del Bunga Bunga. Diciamo che il tono della serata è alquanto chiaro e il primo servizio video ‘sintetizza’ perfettamente il taglio dell’evento.

    Secondo video della serata il Mafioso di Corrado Guzzanti, lo sketch presentato ad Aniene, perfetto per introdurre il secondo ‘tema della serata’: Chi comanda in Italia? (E tra Mafia, Ps, P4, politica, ‘pilu’ per Guzzanti c’è l’imbarazzo della scelta).

    La terza clip della serata è tratta dal film We Want Sex (di Nigel Cole, 2010), utile per introdurre i temi della parità dei diritti tra uomini e donne, ancora discriminate sul lavoro sia per retribuzione che per tutela (non sempre fare figli è una benedizione per la famiglia).

    Si continua con un estratto di Italialand, programma di Maurizio Crozza su La7: compare nelle vesti di Marchionne, ‘il dritto di Detroit’.

    Le denunce dei precari e degli ‘indignati’
    Tutto il primo blocco è dedicato all’Italia peggiore di Brunetta (che ha fornito un ‘assist’ perfetto per la costruzione della scaletta della serata… che arrivi a chiedere i diritti?). Dopo l’intervista alla Berardi compare, per perfetto contrappasso, Maurizia Russo Spena, la precaria che Brunetta non ha fatto parlare: due lauree, un dottorato, vari master e 15 anni di precariato, conclusosi con un licenziamento dal dipartimento del Ministero del Lavoro per il quale lavorava (perfetto!) dopo anni di lavoro senza diritti. In basso il video.



    Quindi Barbara Evola, in rappresentanza dei lavoratori della scuola, messa in ginocchio (a suo avviso) dalla riforma Gelmini che mostra una maglietta “La Mafia ringrazia lo Stato che ha ucciso la scuola pubblica”. E ci siamo fatti amica anche la Gelmini…
    Altro pezzo dell’Italia peggiore un giovane ricercatore, Enrico Natalizio, laureatosi a 24 anni in Ingegneria Informatica e fuggito all’estero, che elenca tutti i motivi per cui i giovani dell’Accademia sono ‘incazzati’: dai concorsi truccati ai fondi tagliati, dai generosi fondi per le Università private e telematiche al comportamento contraddittorio dell’opposizione, etc. etc… la lista sarebbe davvero infinita.



    Tocca quindi all’indignazione dei lavoratori della Fincantieri, oggetto di una ristrutturazione da parte dell’azienda e di uno studente 26enne, che torna sui tagli alla scuola, all’università e agli sprechi della politica e del Governo (“precario quanto noi”).

    Alle 00.20 il giornalista Stefano Maria Bianchi, altro uomo di punta della redazione di Annozero, dà la parola a tre ‘indignati’, già ospiti della trasmissione di RaiDue: c’è Felice, il pastore sardo che denuncia le speculazioni della grande distribuzione; c’è Edda, che difendeva gli immigrati saliti sulle gru per protestare contro le leggi del Governo; infine Oscar, che vive in un palazzo pieno d’amianto mai bonificate dal comune di Milano.



    Marco Travaglio a Tutti In Piedi
    Marco Travaglio compare sul palco di Villa Angeletti a un’ora dall’inizio della trasmissione con un brano tratto dallo spettacolo che sta portando in giro in teatro con Isabella Ferrari, Anestesia Totale. Oggetto? Ovviamente Berlusconi e il suo governo, o meglio ‘LUI’. Ma affonda anche contro i ‘giornalisti di destra’ “che col giornalismo non hanno niente a che fare, sono solo leccaculi che gli danno sempre ragione”… diciamo che Travaglio non usa metafore e tiene la scena per circa mezz’ora.



    Maurizio Crozza a Tutti In Piedi! con Marchionne
    Maurizio Crozza non è sul palco di Villa Angeletti, ma compare in un rvm tratto da Italialand, ultima suo programma di La7, nella quale parodia Sergio Marchionne, Il Dritto di Detroit, ‘nemico numero uno’ della Fiom, che non sa cosa produce la Fiat e parla con accento italo-americano. L’rvm è simbolicamente intitolato ‘La Voce del Padrone’ (tutta la folla di Bologna temeva comparisse Berlusconi…).

    Gli ospiti musicali
    Sono i Subsonica, a un’ora e mezza dall’inizio della serata, a offrire il primo momento musicale con Liberi Tutti. Nel corso della loro esibizione parte, però, il primo blocco pubblicitario di Current.

    Alle 23.45 è il turno di Daniele Silvestri che canta Io Non Mi Sento Italiano di Giorgio Gaber. Subito dopo ancora pubblicità: gli inserti musicali, purtroppo, sono costretti a piegarsi alle logiche tv.

    Alle 00.51 Santoro, che ha appena terminato il suo monologo, lascia a Teresa De Sio la conclusione, sulle note di Todo Cambia.

    Michele Santoro, ‘il grande assente’
    Chi si aspettava un Santoro ‘cannibale’ si sarà dovuto ricredere: la sua presenza aleggia sul parco di Villa Angeletti, ma lui si ‘manifesta’ a sorpresa solo sul finale della serata, lasciando la scena alla Dandini e a Vauro (e ai vari ospiti della serata). A tenere alta la suspance su quel che farà anche il cartello che annuncia il primo blocco pubblicitario (ore 22.43). Ma alla fine eccolo per l”ante-ultima’, per presentare la sua sorpresa: ENTRA ROBERTO BENIGNI. Bissa quindi la partecipazione regalata a Raiperunanotte. Ma non è l’unica sorpresa che Santoro ha in serbo.

    Santoro ricompare alle 00.30 in tuta da metalmeccanico e si rivolge a Berlusconi: “Caro Presidente, lei sta facendo di tutto per farmi diventare un disoccupato, ma non ci riuscirà. Visto che lei una volta ha detto di essere un ‘presidente operaio’, mi rivolgo a lei da operaio“.
    Sento dire ogni giorno che l’Italia non cresce, persino dagli imprenditori, anche da quelli che non muovono un dito contro il suo colossale conflitto di interessi, anche da quelli che lasciano le aziende a figli che sono delle ‘trote’, anche da quelli che hanno trovato la soluzione di portare le aziende all’estero. Ma io pnso che questa soluzione si sia rivelata inadeguata e io ho un’altra soluzione..,” continua Santoro, che riserba la soluzione a fine intervento.

    Santoro elenca tutto quello che è stato portato via da questo Governo: la casa, il lavoro, la dignità di protestare, di rivendicare il proprio ruolo nel mondo del lavoro. Tutto è scomparso, anche dalla tv: “La Tv ti ha convinto che non esisti, a meno che tu non riesca a trovare un po’ di successo… e fare il Grande Fratello non è difficile…In tv in questi ultimi anni ci avete fatto mangiare dei cibi troppo semplici, come un McDonald’s. Il massimo della scelta è tra panino 1, 2 e 3 e sei pure felice e contento… ti hanno fregato e sei anche felice e contento. Finisci col pensare che se tuo figlio fa il panino 1 fa i soldi… solo che se prima di fare il panino 1 magari tua figlia deve fare la zoccola prima“. Senza freni, eh!
    Ma poi mi sono stancato di tutto questo e mi sono messo a vedere Fazio, Annozero, la Gabanelli… anche perché i Guzzanti li avevate portati via prima…L’unica spazzatura che andrebbe bruciata è quella che infesta la tv” continua a dire l’operaio Santoro. “Decidono le cricche in questo Paese, le lobby…prendiamo il caso dei grattacieli a Milano… a me, come a Celentano, mi fanno un po’ schifo e se non riuscite a venderli quegli appartamenti che avete fatto con i soldi delle banche finisce che facciamo la fine della Grecia“.
    E poi passa alla Rai: “Voi mi portate via la Rai, ma io la difendo lo stesso. Io voto per Santoro che deve restare in Rai… e che fate ora, tagliate tutte le mani di queste 30.000 persone che l’hanno alzata in questa piazza“.
    La mia soluzione? – conclude Santoro – Ci dobbiamo riprendere la scuola, la cultura, la televisione, ci dobbiamo riprendere quello che ci avete portato via, il futuro. Da operaio dico che se non partiamo dai lavoratori non ci sarà futuro per questo Paese. E se mi chiedete se nel nostro futuro ci saranno i lavoratori vi dico quattro volte sì“.



    Tutti In Piedi!, la vigilia: Travaglio incita a sostenere l’evento con una donazione


    Tutti In Piedi!, grande attesa per l’ospite segreto: la Fiom svela che potrebbe essere lo stesso Santoro
    Abbiamo appena sentito la segreteria di Maurizio Landini (segretario generale Fiom) che ci ha rilasciato un’intervista che presto sarà pubblicata nel nostro magazine di politica www.politica24.it. Ci ha anticipato che c’è grande attesa per l’ospite segreto, la cui identità è nota soltanto a Michele Santoro, ma che probabilmente potrebbe essere lo stesso conduttore.

    Tutti in Piedi! e i precari: Brunetta e le false scuse ai precari


    Sul palco, inoltre, saliranno anche alcuni lavoratori precari che, oltre a raccontare la loro testimonianza, risponderanno alle accuse di Brunetta di essere “la parte peggiore dell’Italia”.

    3118