Tutti i segreti della famiglia Kennedy nella nuova mini-serie tv puntata per puntata

Tutti i segreti della famiglia Kennedy nella nuova mini-serie tv puntata per puntata

Tutti i segreti dei Kennedy svelati dalla miniserie tv, puntata per puntata

da in Focus On TV, La 7, Serie TV Americane, Sky
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    Dopo la messa in onda in prima tv su History Channel lo scorso giugno, la miniserie in otto parti The Kennedys (I Kennedy per noi italiani) è approdata su La7, che ha già trasmesso le prime sei puntate a blocchi di tre a settimana e si prepara a mandare in onda gli ultimi due appuntamenti mercoledì 14 settembre dalle 21.10. Come noto, la miniserie segna il debutto di History Channel nella produzione fictional, ma la rete non ha potuto godere del privilegio di trasmettere il proprio kolossal in prima tv negli Usa visto l’ostruzionismo degli eredi Kennedy. La miniserie, infatti, scardina la canonica agiografia della famiglia più potente d’America, dipingendo il Presidente come un debole, dipendente dai farmaci e dalle scappatelle. Ma cerchiamo di ricostruire puntata per puntata tutti i segreti della Famiglia Kennedy dopo il more; in alto, invece, un backstage della serie tv.

    The Kennedys è senza dubbio una delle miniserie più curate e meglio realizzate di questi ultimi anni: coprodotta da Usa e Canada, il titolo doveva essere trasmesso negli Usa da History Channel, ma le proteste degli eredi Kennedy, non certo entusiasti della rappresentazione fatta della famiglia (tenuta insieme da segreti, intrighi, manovre di potere, ipocrisie, dipendenze, tutto molto lontano dall’iconografia classica), ne hanno bloccato la messa in onda. I diritti di trasmissione per gli Usa sono stati quindi acquistati da ReelzChannel, che ha trasmesso la miniserie dal 3 aprile 2011 con un discreto successo.

    In realtà, ad essere affascinati dalla saga dei Kennedy sembrano più gli europei, dove la serie è stata subito venduta e trasmessa con successo: in Italia la miniserie è stata trasmessa a giugno sul canale satellitare pay History Channel, quindi è approdata a La7, in chiaro, due settimane fa.
    Alla cura nella confezione (straordinari i costumi e le scenografie), alla forza della scrittura (che inserisce frequenti flashback nella timeline che parte dalla corsa di JFK alla Casa Bianca), alla meraviglia dell realizzazione (fotografia eccellente) si aggiunge un cast di tutto rispetto che coniuga alla somiglianza con i membri della famiglia Kennedy la bravura degli attori. Nel ruolo di JFK Greg Kinnear, affiancato da una credibile Katie Holmes nel ruolo di Jackie, mentre Barry Pepper è il determinato Bob e Tom Wilkinson ha il compito di far rivivere il patriarca Joe.
    Diamo un’occhiata agli aspetti controversi della miniserie puntata per puntata.

    Le grandi aspettative di un padre (A Father’s Great Expectations)
    The Kennedys, Joe Kennedy

    L’ambizione non è un vizio da gente di poco conto“: si apre con questa citazione di Montaigne la prima puntata di The Kennedys, che dichiara così le sue intenzioni narrative, rappresentare la saga kennedyana soprattutto come l’azione di un uomo ambizioso e pronto a tutto, e non stiamo parlando di JFK.
    Siamo alla vigilia delle elezioni presidenaziali del 1960, ma l’attenzione è tutta concentrata sul patriarca Joseph P. Kennedy: una carriera politica fulminante per lui, uomo di potere e di lucida intelligenza politica, che però viene costretto nel 1940 alle dimissioni dall’incarico di Ambasciatore in Gran Bretagna per il suo appoggio al Patto di Monaco, stipulato nel 1938 tra Francia, Italia, Germania e Gran Bretagna, cui si opponeva il Presidente Roosevelt (si tacciono qui, però, le presunte simpatie di Joe per Hitler, su cui puntano alcuni storici). Le sue speranze si concentrano quindi sul primogenito Joseph jr., che incarna per l’esigente padre tutte le qualità per una sfolgorante carriera politica, ma il ragazzo, arruolatosi nell’aviazione Usa, muore in un’operazione militare. Qui si mostra tutta la determinazione di Joe nel voler trasformare la sua famiglia nel gruppo di potere più forte degli Usa: il suo sogno di portare un erede alla Casa Bianca non svanisce, ma per forza di cose ‘ripiega’ sul figlio John Fitzgerald, meno capace ai suoi occhi, ma evidentemente spendibile politicamente. E fa di tutto per portarlo alla vittoria: dagli accordi per la conquista di un seggio al Senato, cui si frappongono le origini irlandesi e la fede cattolica della famiglia, alla candidatura alla Casa Bianca.

    Vittorie condivise, lotte intestine (Shared Victories, Private Struggles)
    The Kennedys

    Chiarito subito che lo slancio politico dei giovani Kennedy è figlio esclusivamente delle ambizioni del padre-padrone Joe, verso il quale mostrano sottomissione più che filiale rispetto, si inizia ad entrare nelle vicende private della famiglia. Un flashback ricostruisce il primo incontro tra JFK (ormai senatore) e Jacqueline Bouvier, che si sposano nel 1953. Ma ben presto Jackie deve scendere a compromessi con le regole non scritte della famiglia: John ha ereditato dal padre l’attitudine alle scappatelle e Jackie cerca di ribellarsi, pensando già nel 1954 al divorzio. Entrano quindi in campo Rose e Joe: la prima, perfetta incarnazione della moglie/madre pronta a tutto per il bene della famiglia, le illustra le dinamiche familiari (lei ha accolto la segretaria/amante del marito in casa), mentre Joe, più prosaicamente, le propone un accordo. Un divorzio nuocerebbe alla corsa di John alla Casa Bianca, per cui le promette un fondo fiduciario di milione di dollari se rimarrà con lui fino alle elezioni del 1960. Jackie accetta: e così la miniserie affonda il suo primo letale colpo all’immagine della First Lady più ammirata degli Usa (e del mondo), icona di stile e di idillio familiare. Intanto John, grazie anche al supporto di Bob - curatore della sua campagna elettorale – viene eletto Presidente. Bobby, a questo punto, intende ‘tradire’ le speranze del padre, ritirandosi a vita privata con la moglie Ethel e i loro sette figli e proseguendo la sua carriera legale. Joe abbozza, ma saprà come ‘costringere’ subdolamente il figlio minore a continuare la sua carriera politica.

    Invasioni fallite (Failed Invasion, Failed Fidelity)
    The Kennedys, Bob e JFK

    Joe fa leva sul senso del dovere di Bobby per ‘incastrarlo’ e non fargli lasciare la carriera politica: Bobby non può abbandonare John in questo momento, ha bisogno di lui. E infatti ben presto Bobby si rivelerà il vero Presidente degli Usa, colui che con i suoi interventi a gamba tesa e i suoi consigli orienterà la politica ‘illuminata’ del fratello. Accetta la nomina a ministro della Giustizia, ma la mossa scatena la rabbia del capo dell’FBI J. Edgar Hoover (indicato da Jackie, in un’intervista resa pubblica da poco, come mente dell’attentato di Dallas). Ma siamo alla prima crisi internazionale, il fallimento dell’operazione della Baia dei Porci. Un fallimento politico per il quale Bobby non si dà pace: si ritiene responsabile per non aver adeguatamente supportato il fratello e nel frattempo si rende conto di essergli essenziale. La serie, quindi, punta a sottolineare sempre più il peso di Bobby nella politica del fratello. Intanto le scappatelle di JFK, descritto come un uomo sostanzialmente debole, iniziano a diventare pericolose: Hoover, deciso a incastrare il Presidente, mostra a lui e a Bob foto di John in compagnia di Judith Campbell Exner, legata ad ambienti della criminalità organizzata. L’FBI inizia a tenere i Kennedy in pugno.

    Promesse infrante e barriere letali (Broken Promises and Deadly Barriers)
    The Kennedys, Jackie e Joe

    Bob si presenta al pubblico tv come il vero ‘eroe’ senza macchia in una famiglia dai mille segreti: nel 1961 lancia un’offensiva alla Mafia, agitando il Boss Sam Giancana cui Joe si era rivolto nel 1960 tramite il comune amico Frank Sinatra per conquistare Chicago all’insaputa di JFK. La risposta ambigua del Boss fa credere a Joe che Giancana appoggi Nixon, ma Sinatra convince Giancana a sostenere Kennedy in cambio di un atteggiamento più morbido da parte della nuova Ammistrazione, senza però che Joe ne sappia nulla. E il Sinatra tv mina un altro mito americano. Di fronte a un’intercettazione, sfoderata dall’FBI, che testimonia i rapporti tra il padre e la Mafia, John e Bob allontanano Joe dalla Casa Bianca; poco dopo Joe viene colpito da ictus.

    Il Presidente, nel frattempo, inizia ad assumere droghe per sopportare i lancinanti dolori alla schiena frutto del Morbo di Addison, che lo rendono quasi incapace di lavorare; lo segue a ruota Jackie, che si rifugia nei medicinali misteriosi del dott. Jacobson (leggi anfetamine) per reggere i ritmi da First Lady. Si aggiunge la costruzione del Muro di Berlino, che provoca nuove tensioni internazionali. La serie non calca troppo la mano sui rapporti dei Kennedy con la Mafia: pur ‘riconoscendo’ il ricorso al Boss Giancana, dipinge Joe come estraneo all’accordo che portà le famiglie di Chicago a votare per JFK. Anche l’assunzione di droghe sembra ‘involontaria’: John e Jackie sembrano non sapere la natura dei medicinali ‘miracolosi’ di Jacobson.

    Questioni morali e fermenti interni (Moral Issues and Inner Turmoil)
    the kennedys part 5 jackie kennedy jack kennedy

    Tensioni razziali agitano il Mississippi: il giovane James Meredith rivendica il suo diritto ad iscriversi all’Università nonostante sia di colore e l’amministrazione Kennedy, con Bobby in prima fila, si impone nettamente sul governatore, ma non senza difficoltà politiche, alimentate anche dalla diffidenza del Vice-Presidente Lyndon Johnson (anche lui secondo la ‘vera’ Jackie responsabile della morte del marito), espressione degli Stati del Sud. Sul fronte privato, Jackie confessa al marito di far uso di ‘droghe’ per superare la paura di non essere all’altezza del ruolo, iniziando però diradarne l’assunzione. Ma a fare da contraltare alle debolezze di Jackie spicca incrollabile fedeltà al clan della matriarca Rose, vicina a un uomo ora malato che si lascia imboccare dalla sua amante e non da lei. Non dimentica che nel 1941 ha fatto lobotomizzare la figlia Rosemary, mentalmente instabile. Anche qui però la serie non calca la mano, dando l’impressione che neanche Joe conoscesse le reali conseguenze dell’operazione, pur deciso ad allontanare una figlia che avrebbe potuto minare la scalata dei fratelli (e la miniserie insiste su un nerco scoperto del clan). Scatta una piccola vendetta di Rose, che allontana dalla propria casa l’amante di Joe.

    Sull’orlo della guerra (On the Brink of War)
    The Kennedys crisi Cuba

    L’installazione di missili russi a Cuba apre uno scenario pericoloso per il mondo: mentre i militari spingono il Presidente ad un intervento armato contro Castro, JFK punta su una linea più attendista, seguendo le indicazioni del fratello Bob. A John, però, viene attribuita l’idea del blocco navale contro l’armata russa, che dopo giorni di terrore (si teme un conflitto nucleare) si rivela la mossa giusta per uscire dalla crisi, insieme alla promessa di smantellare la base Usa in Turchia (indicata come una ‘cessione’ marginale, vista l’anzianità delle armi lì posizionate). La serie tace la possibile mediazione di Papa Giovanni XXIII, ma dipinge JFK e Kruschev come uomini ‘di pace’, sobillati da consiglieri estremisti ad azioni belliche. La crisi mondiale si incrocia con quella matrimoniale tra Jackie e John, di cui la moglie scopre l’ennesima scappatella con Mary Meyer (moglie di un ufficiale della Cia e uccisa nell’ottobre 1964, uhm). Un tradimento aggravato dal fatto di essere stato consumato nelle stanze della Casa Bianca: “Mi hai umiliata, non era nei patti” tuona Jackie lssciando la Casa Bianca con i figli. Sarà Ethel, la moglie di Bob, a convincerla a tornare dal marito, provato dalla crisi russa. Anche sul versante privato, Bobby e famiglia (finora perfetta incarnazione della purezza) si rivelano determinanti per la presidenza di John.

    L’inevitabile si avvicina (The Countdown to Tragedy)
    The kennedys jackie jfk


    E siamo al primo dei due episodi ancora ‘inediti’ per La7, in onda mercoledì 14. Entra in scena Marilyn Monroe, ossessionata dall’amore per John nei giorni precedenti al suo suicidio (la serie ne fornisce così un ‘movente’), mentre Jackie perde il suo terzo figlio, Patrick, morto due giorni dopo la sua nascita. Ma siamo alla vigilia della tragedia: John vola con la moglie a Dallas con l’intenzione di dissipare le voci che parlano di una rottura nel partito Democratico a poco meno di un anno dalle nuove elezioni presidenziali. Siamo infatti al fatale 22 novembre 1963 e per il viaggio del Presidente si mettono in campo precauzioni mai viste. Saranno inutili: verrà ucciso da un cecchino (e qui la letteratura si spreca). Rose, intanto, convince Joe a fare esercizio per stare in piedi, in modo da fare una sorpresa ai figli alla loro prossima visita: ma la notizia della morte di JFK, appresa dalla tv, fa definitivamente crollare Joe.

    L’epilogo (The Aftermath: A Family’s Curse of Misfortune and Heartbreak)
    The Kennedys bob omicidio

    Morto JFK, la serie procede velocemente verso il secondo grave colpo per la famiglia Kennedy. Bob si colpevolizza per la morte del fratello e, perseguendo il sogno del padre, decide di restare in politica, pur dovendosi scontrare con il fantasma del fratello. Va detto che solitamente l’immagine di Bob è stata ‘oscurata’ dalla grandezza di John, mentre la serie tv sembra voler fare ‘giustizia’, ribadendo con forza il ruolo nevralgico e strategico ricorperto da Bob durante la presidenza del fratello. Intanto Jackie cambia vita: taglia i fragili (e condizionati) ponti con il clan Kennedy per sposare un uomo controverso e ‘scandaloso’ (così lontano dai crismi dei Kennedy) come Aristotele Onassis. Non prima, però, di avere una relazione con il cognato Bobby, che intanto fa carriera: eletto senatore nello stato di New York, corre per la Casa Bianca nel 1968. Ma il suo sogno si ferma a Los Angeles, insieme al suo cuore. Viene ucciso da un cecchino al termine di un discorso. La maledizione (o il complotto) si è compiuta.

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