Touch, gli spoiler di Tim Kring (che parla anche di Heroes) per la seconda stagione

Touch, gli spoiler di Tim Kring (che parla anche di Heroes) per la seconda stagione

Touch, gli spoiler di Tim Kring (che parla anche di Heroes) per la seconda stagione

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    In una lunghissima intervista ad Assignment X Tim Kring parla della seconda stagione di Touch ma anche di Heroes, una serie che l’autore non rinnega, dicendo fondamentalmente che è arrivata in un periodo di grandi cambiamenti per NBC e che la colpa del crollo degli ascolti e anche della qualità è anche dello sciopero degli sceneggiatori. Alla domanda se avrebbe cambiato qualcosa dell’ultimo episodio se avesse saputo che quella sarebbe stata la fine, Kring risponde no, ‘volevamo chiudere la stagione con quel coming out, con Claire che, buttandosi da un grattacielo in costruzione, duplicava la prima scena del pilot, con la differenza che stavolta l’avrebbe fatto davanti al mondo intero. Va bene come finale di serie, anche se noi pensavamo alla prossima stagione, che sarebbe ripresa un anno dopo il volo di Claire, e in cui avremmo spiegato com’era per gli Heroes vivere alla luce del sole‘. L’autore parla anche del film da trarre dalla serie, ‘lo avrei fatto volentieri, i fan lo meritavano, il 2009 era un anno buono per farlo, eravamo lo show con più download al mondo, più di Lost e 24, lo show più registrato e con le migliori vendite di dvd: Heroes era uno show amato, ma la gente preferiva non guardarlo in tv, siamo stati il brand di supereroi più di successo dopo gli eroi della Marvel e di DC Comics, a Comcast o a Universal sarebbe sicuramente piaciuto averci‘. E dopo il salto, spoiler sulla seconda stagione di Touch!

    Touch tornerà per una seconda stagione, ma cosa ci aspetta dallo show con Kiefer Sutherland nel ruolo di Martin Bohm, vedovo e padre single che è frustrato per la sua incapacità di connettersi con il figlio undicenne muto, Jake (David Mazouz), capace di vedere – non con le parole, ma con i numeri – cose che nessun altro vede, lo schema che connette eventi apparentemente slegati tra loro? Ad Assignment X Tim Kring spiega che la prima stagione ‘ha cabiato tutto, la lavagna è completamente pulita, Jake e Martin hanno una nuova viva, in una nuova parte del mondo, senza alcun legame con la loro vita precedente. Lo show sarà tutto molto più serializzato, un meccanismo che è cominciato con la morte del personaggio di Danny Glover e si è completato nel season finale‘.

    Nuova vita senza legami significa che probabilmente non rivedremo a breve Clea, l’assistente sociale interpretata da Gugu Mbatha-Raw: ‘Noi la vogliamo far tornare e lei ci ha dato la sua disponibilità, ma ora come ora Martin e Jake sono in un luogo differenti: il pilot è partito da ‘Mi hanno portato via mio figlio’ e si è concluso con ‘Ho preso mio figlio e scappo di corsa’, il personaggio di Gugu, un’assistente sociale che si occupa di casi di minori e che diventa una parte integrante della fuga di Martin, ha chiuso un ciclo: non è come dire che non la rivedremo più, ma non andiamo in questa direzione‘. Per quanto riguarda invece Avram (Bodhi Elfman), Kring ha invece spiegato che il suo personaggio è molto collegato alla mitologia dello show, ‘ci piacerebbe riaverlo e se ci sarà la possibilità, faremo di tutto per riaverlo‘.

    Nella seconda stagione, Touch continuerà ad essere fortemente serializzato, ‘l’idea di queste storie satellite che connettono il mondo, che sono come una sorta di metafora che siamo tutti collegati, è il cuore e l’anima dello show: uno degli ingredienti della seconda stagione sarà una sottile tensione, il preoccuparsi per cosa succederà a personaggi che si amano o cui comunque si è legati‘. Tra le storie satellite preferite da Kring, ‘quella del piccolo ragazzo russo e quella in Sudagrica: mi piacciono quelle dove siamo stati in grado di mostrare con successo un’altra parte del mondo, mi piacerebbe continuare la storia di Abdul in Iraq e delle due giapponesi in giro per il mondo, l’obiettivo della seconda stagione è di unire ancora più saldamente queste storie alla narrativa principale‘.

    Chiudiamo con il come crede Tim Kring che il pubblico abbia reagito a Touch, l’autore risponde ‘bene, da quello che ho letto e da quello che la gente mi dice: l’obiettivo principale era di creare e promuovere un cambiamento positivo nel mondo, e nel mio piccolo cerco di farlo raccontando storie che partono tutte dall’idea di un mondo interconnesso e di una coscienza globale.

    Penso che alla gente lo show piaccia per questo, l’idea che ogni azione, non importa quanto piccola, potrebbe avere un grande significato nel mondo: è un’idea confortante – ha concluso Kring – e trovo molto appagante il fatto di fare uno show che non sia cinico e che possa far star meglio la gente‘.

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