To the bone, il film di Netflix sull’anoressia arriva in Italia: le polemiche

È arrivato in Italia To the bone, il film di Netflix sull'anoressia con protagonista Lily Collins per la regia di Marti Noxon. Alla sua prima uscita oltreoceano, il film è stato accompagnato dalle polemiche di medici ed ex pazienti che temono l'apologia dell'anoressia e un effetto emulazione. A queste polemiche si accompagnano anche accuse di superficialità per come è stato trattato il tema.

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    To the bone, il film di Netflix sull’anoressia arriva in Italia: le polemiche

    To the bone – Fino all’osso, il film di Netflix sull’anoressia, è arrivato in Italia lo scorso 14 luglio. Le polemiche d’oltreoceano sul film con protagonista Lily Collins si stanno riproponendo anche da noi, per via del tema delicato trattato dalla pellicola girata da Marti Noxon. C’è chi si chiede se un film su una ventenne affetta da anoressia nervosa possa creare dei fenomeni di emulazione, un rischio che si correrebbe laddove il tema della malattia venga trattato in maniera superficiale e con uno stile patinato e accattivante.

    Le prime polemiche su ‘To the bone’ sono nate in America, ad opera di medici ed ex pazienti, ma sono state poi sollevate anche da psichiatri inglesi e austrialiani. Anche in Italia, ora, ci si interroga sulla possibilità che il film di Marti Noxon possa presentare dei negativi ‘effetti collaterali’ o sul fatto che possa peccare di superficialità, benché sia la regista che l’attrice protagonista abbiano vissuto sulla loro pelle il dramma dell’anoressia.

    To the bone – Fino all’osso: la trama del film di Netflix

    La trama di To the bone ruota attorno alla vita di Ellen

    Ellen è una ragazza di vent’anni affetta da anoressia nervosa. I genitori sono divorziati e lei vive con il padre, la sua nuova moglie e una sorella nata da questa nuova unione.

    Saranno proprio la ‘matrigna’ e la sorella a cercare di aiutarla a superare il suo problema con il cibo, che i numerosi ricoveri in ospedali e cliniche specializzate non sono riusciti a debellare.

    La lotta con la malattia, però, è dura e estenuante. Ad aiutare Ellen, finalmente, ecco arrivare il dottor William Beckham, interpretato da Keanu Reeves, che la convince ad unirsi ad un gruppo di recupero con persone affette dallo stesso disturbo.

    Da questo momento Ellen inizia un percorso di accettazione di sè, una lotta contro le sue fissazioni sul cibo e sul peso perfetto, grazie all’aiuto dei suoi nuovi compagni d’avventura.

    To the bone – Fino all’osso: le polemiche

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    L’uscita di To the bone su Netflix è stata accompagnata da polemiche che si stanno ora riproponendo anche in Italia.

    In America a lanciare l’allarme sono stati medici ed ex pazienti, a cui hanno fatto seguito le polemiche sollevate dagli psichiatri inglesi e da quelli australiani.

    Gli psichiatri hanno chiesto che il film venga trasmesso accompagnato da una nota informativa circa la pericolosità di certe scene.

    Inoltre, gli specialisti del settore hanno criticato alcune scelte della regista Marti Noxon, accusandola di aver reso glamour e patinata la malattia, con il rischio di fenomeni di emulazione del fenomeno.

    C’è poi chi ha accusato To the bone di mostrare troppo nei dettagli i trucchi per non mangiare delle giovani affette da questo disturbo, in un periodo storico in cui si cerca di mettere un freno a tutti i fenomeni di apologia dell’anoressia.

    To the bone: i problemi di anoressia della regista Marti Noxon e dell’attrice Lily Collins

    Al di là delle polemiche, c’è – però – anche chi difende il film, facendo notare come sia la regista Marti Noxon che l’attrice protagonista Lily Collins conoscano bene e sulla propria pelle il dramma dell’anoressia.

    La storia raccontata da To the bone, per Marti Noxon, è in un certo senso autobiografica. La regista non ha mai fatto mistero dei suoi problemi alimentari, vissuti nel periodo tra le superiori e l’università e sfociati poi in alcolismo, poi felicemente risolti.

    Così come non ha mai nascosto il suo passato l’attrice protagonista Lily Collins, che lo ha anzi raccontato nel romanzo ‘Unfliltered: No Shame, No Regrets, Just Me’.

    A chi le chiede delle polemiche su To the bone, la Collins replica: ‘Il film potrebbe innescare discussioni positive sull’argomento, ancora oggi e troppo spesso, un enorme tabù. Io sono un’attrice e come tale mi immergo nel personaggio, ma quel personaggio non sono io. O almeno non più’.

    Certo è che, a vederla pelle e ossa durante le scene del film, viene da chiedersi se dover dimagrire così tanto per girare la pellicola sia stata la scelta più opportuna, per una ragazza che ha già vissuto il dramma dell’anoressia.