Tivù: Rai, Mediaset e La7 insieme sul satellite

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Tivù Sat

Dall’unione degli sforzi, e delle risorse, di Rai, Mediaset e Telecom Italia Media (La 7) nasce una nuova piattaforma satellitare gratuita. Si chiama Tivù e tra i suoi compiti c’è quello di promuovere i canali del digitale terrestre. Entro quest’anno la probabile attivazione.

Lanciare un’offerta satellitare gratuita dei canali free digitali e promuovere la piattaforma del digitale terrestre con relativo acquisto del decoder. Questa la mission di Tivù srl, la società costituitasi a fine settembre grazie all’intesa raggiunta da Rai, Mediaset e Telecom Italia Media. Tivù e Tivù Sat i nomi scelti per i due marchi della neonata società che vede Rai e Mediaset avere la maggioranza delle quote, entrambe possiedono il 48%, e l’editore di La 7 con il restante 4%.
In virtù di questi numeri la presidenza è toccata alla Rai con Luca Balestrieri, mentre il dirigente Mediaset Alberto Sigismondo è stato scelto come consigliere delegato.

Sebbene sarà attivata probabilmente entro la fine del 2008 (manca ancora l’ok definitivo da Agcom e Antitrust), per il lancio dell’offerta satellitare di Tivù bisognerà aspettare almeno marzo 2009.
Per visualizzare i canali della nuova piattaforma gratuita Tivù Sat (che ripetiamo riproporrà in un unico bouquet tutti quelli del digitale terrestre) sarà necessario comprare un decoder diverso da quello utilizzato per vedere Sky, dunque suo “indiretto” concorrente (perché non a pagamento). In ogni caso l’offerta è aperta anche ad altri operatori, diversi cioè dai soci fondatori.

Vi terremo informati. Ma, come osserva il Sole 24 Ore, sembra proprio che “i rapporti di forza del duopolio si riproducono dall’analogico al digitale, con la sola differenza che la copertura degli altri operatori, con il digitale, sarà la stessa di Rai e Mediaset”.

Fonte | Digital-Sat

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26 novembre 2008 12:27
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Il Digitale Terrestre in Italia nasce principalmente con lo scopo di introdurre uno strumento tecnologico per una migliore trasmissione e gestione delle frequenze in chiaro.

Per incentivare gli operatori esistenti sul mercato si é data la possibilitá di poter usufruire anche di canali a pagamento a condizione che si rispettino in primis i diritti dei consumatori (costi accessibili per i decoder) ed il pluralismo del mercato per gli operatori, garantendo se possibile una ripresa dei manufatturieri Italiani.

Per questo motivo le specifiche iniziali rilasciate dall’ente preposto DGTVi fornivano chiaramente la richiesta di utilizzo multiplo dei sistemi CAS (sistemi per il criptaggio dei contenuti a pagamento). Tale utilizzo doveva essere garantito in modo trasparente e in modo ugualitario per permettere agli operatori una scelta del sistema piú idoneo alle loro esigenze.

In questo contesto, Mediaset, con il beneplacido di DGTVi, impose l’introduzione del modulo NASC (Nagravision Advanced Security Concept) all’interno dei decoder, modificando conseguentemente la pluralità del mercato dei decoders. Perche?

Prima dell’introduzione del modulo NASC, i decoders avevano dei componenti di cryptaggio in formato software presenti su librerie separate l’una dall’altra. Questo permetteva ai vari oparatori in modo indipendente dagli altri di gestire il proprio software a costi limitati.
Il NASC viceversa é un modulo hardware che funge da “gateway” ed é controllato specificatamente da Mediaset impedendo ad altri operatori e manufatturieri di aggiornare e certificare i decoders a meno che non sia fornita una chiave di accesso da Mediaset/Nagravision stessa. Inoltre l’introduzione del modulo NASC ha obbligato tutti i manufatturieri ad una nuova licensa dei propri prodotti gestita interamente da Mediaset/Nagravision con il risulato che Mediaset controlla completamente chi puó entrare sul mercato o meno.

Questo approccio é infatti caratteristico degli operatori Pay-TV verticalisti come Sky che infatti hanno avuto molti problemi con Agcom in relazione ad abusi di monopolio.

Se lo stesso approccio viene ad essere adottato per il consorzio TIVU che ricordiamo essere composto da RAI 48,5%; Mediaset 48.5% e Telecom Italia Media 3% e che ha come obbligo la copertura del territorio per i canal in chiaro, si verrebbe a creare il controllo assoluto di Mediaset sui decoders che verranno ad essere rilasciati sul mercato.

In parole povere si verrebbe a creare un mercato gestito interamente da Mediaset in modo monopolistico con i soldi della RAI e di Telecom Italia.

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LKRE 23 gennaio 2009 19:33
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Articolo attimistico.
Sta andando in scena l’acquisizione a zero euro di RAI-WAY da parte di Mediaset, con la scusa della promozione si prendono i ponti RAI per il digitale terrestre, del satellite al nostro primo ministro non ne frega una cippa.

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Littlefrancy 30 gennaio 2009 16:39
Subtract karmaAdd karma-2 Punti

scusate ma a sto punto cn i digitali che dovremmo fare? li dovremmo buttare nel cestino per comprare il decoder satellitare? dopo che mediaset ci ha fatto la testa così per farcelo comprare…mah e meno male che è gratuito perchè nn pensano al digitale invece di creare piattaforme e far spendere sempre di più a noi poveracci!

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2 aprile 2009 15:00
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A QUAANTO HO CAPITO NASCE UN NUOVO GRUPPO DI CANALI IN DIGITALE MA VIA SAT. PER VEDERLO è NECESSARIO COMPRARE UN DECODER, CHE NON SARà QUELLO DI SKY. QUESTO SIGNIFICA CHE I CANALI NON SARANNO FREE, MA CRIPTATI CON UN SSITEMA CHE NON è L’NDS. A QUESTO PUNTO MI CHIEDO QUALE SISTEMA SI UTILIZZERà? QUANTE CARTE DOVREMO COMPRARE E A QUALE PREZZO?

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