Ti Lascio una Canzone, l’unico talent show della tv italiana

Ti Lascio una Canzone, l'unico talent show della tv italiana

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    Ti Lascio una Canzone, l’unico talent show della tv italiana

    Per fortuna che ci sono i bambini, quelli veri! Se gli adulti di XFactor e i ventenni di Amici litigano con i maestri e dimostrano un grado di immaturità sconcertante – non sempre supportato da indiscutibili qualità artistiche -, i piccoli protagonisti di Ti Lascio Una Canzone, il nuovo programma del sabato sera di RaiUno condotto da Antonella Clerici, hanno qualità da vendere. Voci bellissime, presenza scenica invidiabile, voglia di imparare, simpatia e costanza: un mix che fa impallidire i concorrenti. E dire che non è neanche un “vero” talent show, ma una gara tra grandi classici della musica italiana. In alto la sigla.

    Ti Lascio una Canzone è sbarcato nel prime time di RaiUno sabato scorso e in sole due puntate ha raggiunto la tanto temuta Corrida: la Clerici fa segnare 4.824.000 spettatori e uno share del 24,11% contro il 24,13% de La Corrida e i suoi 5.171.000 spettatori. Siamo già al giro di boa, visto che sono previsti solo quattro appuntamenti per definire la canzone più amata dal pubblico tra quelle presentate dai giovani interpreti. Già, perchè questa è la qualifica attribuita ai 19 partecipanti, di età compresa tra i 9 e i 16 anni. L’obiettivo del programma non è incoronare il più bravo tra loro, ma premiare la canzone che il pubblico a casa ha amato di più tra quelle proposte ogni sabato sera. Chiaro che l’interpretazione gioca un ruolo importante, ma per evitare che si tacci il programma di “sfuttamento di minori”, la formula adottata punta sulle canzoni e non sui “cantanti”, e ci sembra un’ottima scelta.

    In un panorama che finora ha offerto quintali di rvm incentrati sui litigi tra allievi e docenti, tra “artisti” e vocal coach, tra concorrenti desiderosi di accaparrarsi il sostanzioso montepremi finale, veder sfilare l’uno dopo l’altro dei bambini/ragazzini che sembrano usciti da un catalogo di Pitti Bimbo (abiti chiari e a balze per le “femminucce”, giacca cravatta e gilet per i maschietti), che afferrano microfono e palco con una sicurezza che forse solo l’incoscienza può garantire ed esibirsi in prove difficilissime (da Mina a Baroni, dalla Oxa a Giorgia) è una vera consolazione.

    Orchestra alle spalle, coreografie misurate e non invasive di fianco, pubblico divertito e conivolto di fronte, pronto a cantare e a ballare il Gioca Jouer (chi ha più di trent’anni sa di cosa stiamo parlando), costituiscono una cornice perfetta per esaltare delle voci che già di per sè lasciano di stucco. Altro che timbri sabbiati, altro che velleità artistiche figlie della presunzione: qui c’è lo show, qui c’è il talent, in un clima di serenità e di allegria che rende la trasmissione sorprendente e piacevolissima.

    Per darvene un assaggio e una testimonianza rivediamo le esibizioni di Caterina Frola con Le Mille Bolle Blu (vincitrice del Premio della Giuria di qualità la scorsa settimana), Giuliana Danzè, vincitrice del Premio ieri sera con una straordinaria Volami nel Cuore e Andrea Faustini, che ha reso omaggio ad Alex Baroni, di cui oggi ricorre il sesto anniverario della scomparsa, con Cambiare.

    Caterina Frola – Le Mille Bolle Blu

    Giuliana Danzè – Volami nel Cuore

    Andrea Faustini – Cambiare

    Ah, da notare che qui si cantano le versioni integrali dei brani, non riduzioni di 1’15”, non si cercano arrangiamenti particolari e non si discute su quanto il brano sia adatto alla giovane età degli interpreti: far cantare Volami nel cuore a una tredicenne non è considerato reato di lesa maestà. Altra considerazione è che l’ideatore del programma, nonché regista, è Roberto Cenci, già regista di diverse edizioni di Amici, prima maniera.

    Anche gli ospiti, nazionali ed internazionali, mostrano di divertirsi con i cantanti in erba: rivediamo i duetti di Paul Anka, Gigi d’Alessio e Anna Tatangelo.

    Paul Anka con Teresa Chironna – Put your head on my shoulder

    Gigi D’Alessio ed Ernesto Schinella – Come suona il Corazon

    Anna Tatangelo e Simona Collura – Ragazza di Periferia

    Insomma, uno spettacolo piacevolissimo che ci ha sorpreso. Non nascondiamo che alla presentazione del programma eravamo non poco perplessi, timorosi di incontrare un clima da “piccoli mostri” che, onestamente, ci avrebbe inorridito. Ma nonostante la perfezione dell’abbilgliamento, il sapore retrò di alcune canzoni e la visibile accuratezza delle esecuzioni, figlie senza dubbio di qualche anno di studio, la sensazione del “fenomeno da baraccone” non ci ha sfiorato. Merito forse della conduzione della Clerici, che non dimentica mai di avere a che fare con dei bambini, sebbene il tutto vada in onda in prima serata, il sabato sera, nella cornice dell’Ariston di Sanremo ancora vestito della coreografia del Festival e con in prima fila il direttore Fabrizio del Noce. Roba da mozzare il fiato, non ai giovani interpreti, però, che meritano tutti i nostri complimenti. Vi lasciamo elencando i loro nomi, dal più piccolo al più grande, sicuri che di qualcuno di loro sentiremo ancora parlare.

    • Teresa Chironna, 10 anni;
    • Vincenzo Civita, 10 anni;
    • Simona Collura, 11 anni;
    • Pasquale Greco, 11 anni
    • Ernesto Schinella, 11 anni;
    • Maria Luce Gamboni, 12 anni;
    • Giuliana Danzè, 13 anni;
    • Giulia D’Andrea, 13 anni;
    • Andrea Faustini, 13 anni;
    • Caterina Frola, 13 anni;
    • Nicole Morigi, 13 anni;
    • Gabriele Tufi, 13 anni;
    • Laura Adriani, 14 anni;
    • Beatrice Belvisi, 14 anni;
    • Milena Scano, 14 anni;
    • Luigi Dragone, 15 anni;
    • Giovanna Ferrara, 15 anni;
    • Ilaria Mongiovì, 15 anni;
    • Manuela Rinaldi, 15 anni;
    • Serena Rizzetto, 15 anni;
    • Stefano Colazzo, 16 anni;
    • Daniele Colletta, 16 anni.

    Ah, ultima annotazione: consigliamo a Mara Maionchi, che domani torna con XFactor su Raidue (che seguiremo con la nostra blogcronaca) di programmare per il prossimo weekend una scappata a Sanremo… non si sa mai.