Ti Lascio una Canzone, la fucina dei piccoli talenti

Ti Lascio una Canzone si conferma uno dei programmi di punta della Rai: vediamo però come vivono i piccoli protagonisti, che ogni mercoledì raggiungono Sanremo per preparare la puntata del sabato sera

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    Ti Lascio una Canzone si conferma uno dei programmi di punta della Rai: in attesa della puntata quarta puntata, in onda questa sera su RaiUno alle 21.10, scopriamo qualcosa di più della vita dei piccoli protagonisti, protetti dalle suore di Sanremo. In alto Luigi Fronte, 11 anni, candidato a prendere il posto di Ernestino Schinella, star della scorsa edizione.

    Non deve essere facile organizzare 22 ragazzini, di età compresa tra i 10 e 16 anni, tanto diversi tra loro per provenienza ed esigenze e in più piccole star di uno show tv del prime time del sabato di RaiUno. Tv Sorrisi e Canzoni ci aiuta a scoprire qualcosa di più del dietro le quinte di Ti Lascio una Canzone, talent show per minorenni ‘travestito’ da show musicale di grande successo, giunto quest’anno alla sua seconda edizione.

    Partiamo col dire che la settimana tv dei cantanti in erba inizia il mercoledì, quando tutti si danno appuntamento in quel di Sanremo accompagnati dalle mamme per fare le prove dello show, studiare le canzoni, sottoporsi alla prova costume, insomma lavorare per portare a casa un’esibizione perfetta. Si sa che da piccoli non si accettano gli errori: lo sa bene la piccola Sofia Buresta, 8 anni, scoppiata a piangere la scorsa settimana dopo un attacco sbagliato.

    Ma proprio i piccoli sembrano affrontare meglio delle proprie mamme l’avventura tv: mentre le mamme si preoccupano che i loro figlioli abbiano gli abiti migliori (anche se non possono mettere bocca sulle scelte dei costumisti) e che abbiano il giusto rilievo sulla stampa nazionale (quella locale è “una perdita di tempo”) i bambini si trovano a vivere in una sorta di ‘colonia’, seguite dalle suore della Casa del Clero di Sanremo, dove la superiora, Madre Elisa, li accudisce con le sue consorelle e dove i bambini, anche i più grandicelli, vengono ospitati durante la loro permanenza a Sanremo.

    Detta così sembra quasi una pacchia: ma i responsabili del programma stanno molto attenti al rendimento scolastico dei piccoli talenti. Se arriva qualche insufficienza vengono rispediti a casa a studiare. Gli autori, infatti, sono in continuo contatto con i presidi delle scuole frequentate dai ragazzi, che arrivano davvero da tutta Italia.

    Insomma una via di mezzo tra una gita scolastica e un regime di libertà vigilata: di certo c’è un grande lavoro organizzativo, un grande impegno per i cantanti in erba, con in più la difficoltà di far vivere ai più piccoli il tutto come un gioco. Una missione non facile per i responsabili del programma, che però vengono ripagati dagli ascolti e dall’affetto che il pubblico mostra per questi ‘enfants prodige’. Che sembrano davvero divertirsi: speriamo.