The Sleep of Reason, un esperimento italiano di web fiction

The Sleep of Reason, un esperimento italiano di web fiction

The Sleep of Reason, micro-docufiction thriller italiana, in onda su Studio Universal

    The Sleep of Reason, un esperimento italiano di web fiction

    Verrà presentato in anteprima il 30 ottobre al Ravenna Nightmare Festival The Sleep of Reason, esperimento di micro-docufiction particolamente originale sia per il formato, 8 puntate da 10′, sia per il genere, che spazia dal thriller di sapore paranormale all’horror, con un taglio da inchiesta giornalistica.

    La docu-serie è prodotta da una “misteriosa” casa di produzione, Less Visible Things, cui appartengono i registi Giovanni Pedde e Vittorio Testa, con il supporto di Studio Universal, che la trasmetterà il 31 ottobre alle 20.45 all’interno della sua maratona horror di Halloween.
    In alto il video promozionale della serie.

    Inutile dire che il prodotto ci ha incuriosito, e per molteplici motivi. Innanzitutto il formato. Sembra che il progetto sia nato principalmente per una diffusione podcast, che di fatto però avverrà solo a gennaio. Le otto puntate della prima serie (la seconda è già in lavorazione) verranno trasmesse in realtà da Studio Universal, come detto co-produttrice, è gia questo appare un po’ misterioso.

    In secondo luogo l’alone oscuro che circonda il progetto e la casa di produzione, i cui membri preferiscono mantenere l’anonimato, infine la storia che ruota intorno ad un fantomatico giornalista inglese, Steve Bell – di cui la produzione declina curriculum vitae et studiorum – che decide di indagare sull’inspiegabile scomparsa, nel novembre 2006, di una psichiatra americana trasferitasi a Roma. Da qui inizia un pellegrinaggio nelle pieghe della mente, tra fenomeni ultraterreni e dei misteri della psiche.

    La presentazione è alquanto pretenziosa, ma ci riserviamo di vedere di cosa si tratta prima di trarre giudizi affrettati. Di certo il sito della produzione e l’annesso blog ci hanno fatto venire subito in mente The Lost Experience, l’alternate reality game basato sulla seconda serie di Lost, creato dagli sceneggiatori e dai produttori della serie (ABC in testa) per atmosfere, stile, per quell’effetto di “realtà” che Steve Bell sembra voler ricreare seguendo la scia della misteriosa Persephone, alias Rachel Blake, che gira il mondo sulle tracce della Hanso Foundation e dei misteri dell’isola.
    In attesa di seguire le avventure di Steve Bell – e di scoprire se ci sarà una nuova Lost Experience – plaudiamo all’avvento di format sperimentali per la fiction firmati Italia.

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