The Killing, il mistero sulla morte Rosie Larsen risolto nella seconda stagione (senza impegno)

The Killing risolverà i suoi misteri alla fine della seconda stagione (che debutterà il primo aprile in America); lo anticipa (ma senza impegno) Veena Sud

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    The Killing risolverà i suoi misteri alla fine della seconda stagione (che debutterà il primo aprile in America), un’ipotesi che non è un impegno e che AMC non ha commentato: a rivelarlo è stata la creatrice dello show americano Veena Sud, che nell’ultimo numero di Written By, a proposito dei fan rimasti spiazzati dal cliffhanger finale, spiega che è sua intenzione risolvere l’omicidio di Rosie Larsen nella seconda stagione (in cui potrebbe, almeno stando alle indiscrezioni circolate nei mesi scorsi, esserci anche un altro caso rilevante).

    Non proporremo un omicidio per ogni settimana come i classici procedurali, ma non vogliamo neanche riproporre formule già note: vogliamo soprendere i nostri fan e sappiamo che corriamo il rischio di deludere qualcuno (ma d’altronde lo hanno fatto pure Lost e I Soprano‘: così, all’indomani del season finale di The Killing andato in onda a giugno, la creatrice Veena Sud rispondeva a chi gli chiedeva dei piani per la seconda stagione. ‘Seguiremo la storia in modo organico anche se non sappiamo ancora se verrà risolta alla fine – aveva aggiunto la Sud – durante la prossima stagione i detective lavoreranno sul caso Larsen e su un altro caso, avremo due casi sovrapposti‘.

    Pochi giorni fa, in un’intervista al mensile Written By, la Sud ha confermato che l’omicidio non verrà risolto prima della fine della seconda stagione – ‘una cosa che però non è sicura‘ – aggiungendo che ‘The Killing ha il ritmo e i toni della vita di tutti i giorni, le esitazioni, i silenzi, il non sapere cosa dire, ma anche i casini e la vita non sempre certa delle persone, cose che in tv non veniamo incoraggiati a mostrare, perché si preferisce collegare un insieme di punti in una linea retta, di non deviare dal percorso stabilito per mostrare che le cose sono incasinate e non lineari‘.

    A molti fan – probabilmente abituati ai procedurali à la CSI, e per fortuna che lo show si ispirava a Twin Peaks fin dallo slogan nel poster – la serie (e/o il suo finale della prima stagione) non è piaciuto, ma la Sud spiega di non aver letto tutti i commenti su internet (tra cui ‘Ma lo show non sarebbe stato meglio se se ne fosse occupato un uomo?‘) e che comunque ‘il nostro intento non era di tradire o trarre in inganno, certo teniamo in conto i fan, la loro passione e le cose che dicono su internet, ma alla fine della fiera gli sceneggiatori siamo noi e il nostro lavoro era ed è raccontare quello che ci sembra giusto‘.

    Intervistata ai Golden Globes, la protagonista Mireille Enos ha invitato i fan a non mollare, ‘se tornate per la seconda stagione vi divertirete molto, se il viaggio vi è piaciuto la prima volta, perché non continuare?‘, si è chiesta l’attrice, secondo cui la serie ‘riprenderà da dove è finita, per poi far salire a mille le aspettative: il mistero verrà risolto a fine stagione, ma prima si approfondirà e tutte le cose diventeranno più personali per tutti i personaggi‘. Quanto al rapporto di Sarah Linden con Stephen Holder (questi i nomi dei due protagonisti), ‘Sarah si fida molto poco delle persone, sicuramente si sentirà tradita dagli atteggiamenti del partner e le cose continueranno così per un po’‘.