The Americans, FX dà il via libera ad un progetto sulle spie russe degli anni ’80

The Americans, FX dà il via libera ad un progetto sulle spie russe degli anni ’80

FX dà il via libera a The Americans, uno show sulle spie russe che si stabilivano in America per spiare gli americani durante la Guerra Fredda

    fx kgb pilot

    Si chiama The Americans, ed è un pilot ‘storico’ di FX creato e prodotto da Joe Weisberg (Falling Skies) e da lui prodotto insieme a Graham Yost (Justified) incentrato su due spie del KGB che si spacciano per americani nella periferia di Washington DC nei primi anni ’80: il loro matrimonio, inizialmente di convenienza, diventerà più appassionato e genuino con l’escalation della guerra fredda, ma sarà complicato dal fatto che piano piano i valori americani faranno presa in una delle due spie.

    Il 1980, la Guerra Fredda…e le spie russe che provavano ad essere americane: sono questi gli ingredienti di The Americans, lo show con protagonisti Phillip ed Elizabeth Jennings, due spie russe che si fingono una coppia sposata per ‘carpire’ segreti agli americani: il loro finto matrimonio diventerà giorno dopo giorno sempre più passionale e veritiero, una relazione messa però in pericoloso dalla Guerra Fredda sempre più ‘calda’ e dal dover comandare una fitta rete di spie e informatori. A complicare ulteriormente le cose, il fatto che Phillip – e insieme a lui i due figli della coppia, all’oscuro della vera identità dei genitori – senta sempre più un’affinità con i valori americani e con il modo di vivere.

    Il pilot è sceneggiato da Joe Weisberg (Falling Skies) che si è basato su un’idea propostagli dai due capoccia della DreamWorks TV, Darryl Frank e Justin Falvey, mentre tra i produttori figura lo showrunner di Justified Graham Yost: ‘Joe ha scritto una delle miglior sceneggiature che abbiamo mai letto – afferma Nick Grad, vicepresidente alla programmazione originale di FX – con due personaggi indelebili alle prese con un percorso eccitante e moralmente complesso’.

    The Americans non è il primo pilot del genere in lavorazione su una tv via cavo americana, nei mesi scorsi è emerso l’interesse di HBO per Reds, uno show sulle spie russe negli anni passati, basato su quanto accaduto al regista Martyn Burke (Pirates of Silicon Valley), che nel 1980 ha viaggiato per buona parte degli Stati Uniti per fare un documentario, portando con sé, a sua insaputa, un infiltrato.

    L’uomo, ufficialmente tecnico nel suono, era in realtà un colonnello del KGB, i servizi segreti russi, che approfittò del viaggio per approfondire la sua conoscenza sulla cultura americana, salvo essere pizzicato pochi anni dopo – a poca distanza da New York City – mentre tentava di costruirsi una vita da bravo americano.

    Entrambi i progetti prendono spunto dallo spionaggio russo ai danni americani durante la guerra fredda – un periodo durato mezzo secolo: tra i casi più noti, quello di Ethel e Julius Rosenberg – sposati, con due figli, arrestati nel 1950, processati sommariamente, condannati a morte e giustiziati per aver passato segreti ai russi. Uno spionaggio costante che continua anche oggi: il dissidente e transfuga dal Kgb, diventato poi un alto ufficiale dei servizi di intelligence britannici Oleg Gordievsky, negli Stati Uniti ci sarebbero una cinquantina di spie sotto copertura, al netto delle undici (tra le quali Anna Chapman) espulse l’anno scorso.

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