Tg1, Minzolini verso il reintegro? La Rai contrattacca

Tg1, Minzolini verso il reintegro? La Rai contrattacca

La Rai 'sminuisce' la portata della sentenza della Cassazione indicata da Minzolini come 'carta vincente' per il suo reintegro al Tg1

    Il Natale Rai trascorre decisamente all’insegna del Caso Minzolini: nonostante i giorni di festa, continua il braccio di ferro tra l’ex direttore del Tg1, supportato dai consiglieri di maggioranza Rai, e la dg Lorenza Lei, appoggiata dal Presidente Garimberti e dai consiglieri di minoranza. Al centro la recente sentenza della Cassazione, che sancisce che la Rai debba essere considerata una Società per Azioni, elemento che secondo i sostenitori di Minzolini rende inapplicabile la norma che impone il trasferimento dei dipendenti investiti da un procedimento penale (come nel caso di Minzolini, rinviato a giudizio per peculato) ‘usato’ dalla Lei per motivare la rimozione del ‘direttorissimo’ dalla guida del Tg1. E così, mentre Minzolini e i suoi chiedono a gran voce un immediato (o quasi) reintegro nel precendente incarico, la Rai fa sapere che la sentenza della Cassazione non intacca minimamente i presupposti legali che hanno motivato la sua sostituzione. In alto una parte dell’intervento di Minzolini a Ma Anche No di ieri, contro Il Fatto Quotidiano.

    Venerdì 23 la Cassazione ha fornito un assist a Minzolini, ma la Rai è pronta a parare il ‘calcio di rigore’ piazzato sul dischetto dall’ex direttore del Tg1 e dai suoi sostenitori. L’azienda, infatti, ha diffuso una nota stampa, a firma dell’ufficio legale di Viale Mazzini, col quale ‘mitiga’ i potenziali effetti della sentenza della Cassazione che Minzolini ha ‘sventolato’ come carta ‘vincente’ per il suo ritorno al Tg1.

    In riferimento alle notizie relative alla sentenza della Cassazione, Sezioni Unite civili, n. 28329 del 22 dicembre 2011, di accoglimento del ricorso di Rai, la stessa RAI precisa che l’affermazione sulla natura di società per azioni di Rai non incide sulla applicabilità della legge n. 97 del 2001 (richiamata dalla Lei come ‘ratio’ della sostituzione di Minzolini, n.d.r.). Quest’ultima prevede infatti il trasferimento o la messa a disposizione del soggetto rinviato a giudizio per alcuni reati, ivi compreso il peculato, riferendosi non solo ai pubblici impiegati, ma anche ai dipendenti di ‘enti a prevalente partecipazione pubblica’, tra i quali va certamente ricompresa la Rai, si legge nella nota stampa destinata a raffreddare l’entusiasmo di Minzolini.

    Inoltre nella nota la Rai precisa che la stessa sentenza della Cassazione – richiamando le precedenti pronunce a Sezioni Unite del 2008 e del 2009 sulla assimilabilità di RAI ad un ente pubblico – riconosce che la RAI è ‘regolata secondo il regime generale delle società per azioni’, ma, al tempo stesso, è ‘soggetta ad una disciplina particolare per determinati aspetti ed a determinati fini, riguardanti anche la giurisdizione, chiaramente dettata da interessi di natura pubblica’.

    I legali delle due parti in causa sanno di certo come ‘occupare’ il proprio tempo in questo periodo di feste: al di là della questione strettamente legale, quella che si sta consumando tra Rai e Minzolini è una guerra di ‘nervi’, una battaglia di posizione, che il ‘direttorissimo’ cerca di ‘vincere’ con la carta del ‘perseguitato politico’. Come andrà a finire?

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