Tg1, Minzolini e l’orgoglio di essere italiani

Nuove editoriale di Augusto Minzolini, direttore del Tg1, che esorta gli italiani ad essere orgogliosi del proprio Paese, riuscito meglio di altri ad affrontare la crisi economica, e ad ignorare il disfattismo di certa stampa

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    Il direttore del Tg1 Augusto Minzolini ha sfornato nell’edizione delle 20 di ieri un nuovo editoriale per presentare al pubblico la nuova veste grafica, ma soprattutto per rivedicare l’obiettività del proprio Tg (“il Tg con la T maiuscola” afferma soddisfatto Minzolini) che ha il merito di raccontare l’Italia reale – non quella virtuale di certa stampa – e per ‘esortare’ ‘gli italiani a essere orgogliosi della propria Nazione, riuscita meglio di altre a sopportare il peso della crisi economica. Il suo non è un ottimismo servile, dice fuori dai denti, è solo amore doveroso per la propria Patria.

    A circa un anno dal suo insediamento alla direzione del Tg1 e in occasione del restyling della sua creatura, Augusto Minzolini regala ai suoi telespettatori un altro editoriale da incorniciare. Una dichiarazione d’amore per il suo Tg (“quello con la T maiuscola“) e per il proprio Paese, che attraversa sì un momento difficile, ma che se la cava meglio di altri ed è ben lontano dalla catastrofe greca.

    E come già detto ieri in conferenza stampa, rivendica al suo tg il ruolo di ‘baricentro del Paese’, capace di raccontare l’Italia vera, di “accorciare la distanza che spesso divide la realtà virtuale, raccontata da una parte dei media, e quella che vedono tutti i giorni i cittadini“, di rendere conto di “quell’Italia che funziona, una realtà che a volte sui giornali è sottostimata e magari, se la racconti accanto alla dovuta denuncia delle disfunzioni e dei vizi italiani, qualche catastrofista di professione ti accusa di essere servile verso questo o quel potere“.

    Non è servilismo, è puro amor di Patria, dichiara Minzolini, “la dimostrazione di un pizzico di orgoglio nazionale, che manca a troppi, nel nostro Paese“. Insomma non è lui ad essere servile, ma gli altri ad essere disfattisti e ostili alla Patria!

    E chissà perché a noi viene in mente un vecchio slogan… “Taci, il nemico ti ascolta!”.