Tg1, l’addio di Gianni Riotta

Tg1, l’addio di Gianni Riotta

Gianni Riotta, il direttore del Tg, ha salutato questa sera il suo pubblico

    Giusto il tempo di vantarsi degli eccezionali risultati d’ascolto del suo Tg1 nel day-after del terremoto in Abruzzo e Gianni Riotta saluta il proprio pubblico. Lascia la direzione del Tg1 per passare a Il Sole-24 Ore. Un altro meraviglioso esempio della deriva dell’informazione giornalistica in Italia. Al suo posto arriva, temporaneamente, il vicedirettore Andrea Giubilo.

    Saremo all’antica, ma certe sceneggiate non ci piacciono. “Vi porto tutti nel cuore, a te, a te e anche a te” dice Gianni Riotta indicando punti vari nell’aria a favore di telecamera, volendo indicare chi lo sta seguendo da casa.

    Proprio qualche ora fa parlavamo della deriva dell’informazione nelle emergenze - e non solo -, della trasformazione di tg e contenitori informativi in eterni reality. E ora Gianni Riotta, colui che comunque ha ricoperto il ruolo centrale del tg più seguito d’Italia, come lui stesso sottolinea, sembra comportarsi come una Barbara D’Urso, che ha un rapporto con il proprio pubblico completamente diverso da quello che dovrebbe avere un serioso giornalista.

    E’ vero che Riotta ha sperimentato il giornalismo ‘in maniche di camicia”, simil stile Usa. Ma per noi ha fallito: non è ipocrisia, non è solo una questione di immagine. Un minimo di rispettabilità e di equilibrio ci vuole, soprattutto per il primo Tg d’Italia.

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