Tg1, Garimberti striglia Minzolini: “Ha superato i limiti”

Tg1, Garimberti striglia Minzolini: “Ha superato i limiti”

Il Presidente della Rai Paolo Garimberti invoca un intervento immediato del dg Mauro Masi nei confronti di Augusto Minzolini, il cui Tg1 ha "valicato i limiti" di una corretta informazione, necessaria per il servizio pubblico

    Il Presidente della Rai, Paolo Garimberti, ha inviato una lettera di fuoco al dg Mauro Masi perché intervenga su Augusto Minzolini, direttore del Tg1 che secondo il Presidente ha superato i limiti con l’editoriale andato in onda ieri nell’edizione delle 20.00. “Ci sono dei limiti che soprattutto l’informazione del servizio pubblico non può valicare. Ieri purtroppo sono stati valicati dal direttore Minzolini, con giudizi inopportuni, in quanto invasivi delle competenze e responsabilità di soggetti politici e istituzionali, che non competono all’informazione della Rai“. Il centrosinistra e l’Aiart appoggiano Garimberti, difeso a spada tratta dal portavoce del PdL, Daniele Capezzone. E Minzolini si difende (“Sono sempre stato rispettoso delle prerogative degli Organi Istituzionali a cominciare da quelle del Capo dello Stato“) col supporto di Masi che definisce il Tg1 imparziale e pluralista.

    Nuova gatta da pelare per il dg della Rai Mauro Masi, cui l’informazione Rai resta un argomento alquanto indigesto: a ‘richiamarlo’ all’ordine ci ha pensato il Presidente della Rai, Paolo Garimberti, che con una lettera chiede perentoriamente a Masi un intervento “diretto e immediato” nei confronti di Augusto Minzolini, protagonista ieri di un nuovo editoriale nel quale ha caldeggiato elezioni anticipate.

    Il punto, specifica Garimberti, non risiede nell’espressione della propria opinione, quanto sul rispetto dei limiti cui l’informazione, soprattutto quella pubblica, è tenuta. Limiti che ha detta di Garimberti sono stati definitivamente valicati, rendendo necessario un ‘raddrizzamento’ di rotta per il Tg1. “La delicata situazione politica, istituzionale, economica e sociale che sta attraversando il Paese richiede oggi un supplemento di attenzione da parte degli operatori del servizio pubblico – scrive Garimberti nella missiva di due cartelle indirizzata a Masi e inoltrata al CdA – e in questo complesso momento la Rai deve essere sempre al di sopra di ogni sospetto, ancorata a quei principi cardine richiamati dalla Commissione parlamentare di vigilanza e dai documenti aziendali, lontana da ogni ambiguità per riconfermarsi punto di riferimento dei cittadini che hanno il diritto di essere correttamente informati“.

    Oggi, ancor più di ieri – continua Garimberti – tutti gli operatori dell’informazione del servizio pubblico radiotelevisivo, ma più in generale tutti quelli che vi lavorano, debbono astenersi dall’esporre l’azienda a interventi anche di tipo sanzionatorio da parte degli organi di controllo“. Insomma, il presidente sembra giocare la carta della sanzione per convincere Masi a far qualcosa, richiamandolo anche agli obblighi della Carta dei doveri e degli obblighi degli operatori del servizio pubblico radiotelevisivo, “reciproco impegno che ciascun direttore di testata è tenuto a sottoscrivere al momento della nomina e che lo impegna, tra l’altro, al pieno rispetto degli obblighi in essa previsti quale elemento fondamentale del rapporto fiduciariio con l’editore” ricorda Garimberti a scanso di equivoci. “Il rispetto della completezza e dell’obiettività deve risultare evidente nelle modalità della comunicazione radiotelevisiva del servizio pubblico, la quale se da un lato deve risultare non aprioriticamente condizionata dalle opinioni e dai comportamenti dei detentori del potere politicod el momento, dall’altro deve rifuggire da atteggiamenti faziosi e di esasperato protagonismo individuale“, sottolinea ancora il presidente.

    Indipendentemente dalle misure di Masi, Garimberti è deciso a portare di nuovo la questione in CdA, nonostante le molteplici discussioni già fatte sull’argomento: “Più volte in Consiglio di amministrazione, e nel corso delle audizioni in Commissione parlamentare di vigilanza, ho manifestato la mia preoccupazione per la mancanza di pluralismo del Tg1 – ha ricordato Garimberti – preoccupazione che ha trovato conferma peraltro in una fase politica particolarmente delicata, e che richiederebbe massimo equilibrio“.
    Credo - aggiunge ancora il Presidente – che questo ‘esasperato protagonsimo individuale’, per citare testualmente la Carta, vada tempestivamente corretto nell’ambito dei doveri e delle competenze del direttore generale“. E annuncia, come anticipato, l’intezione di discutere dell’informazione del servizio pubblico nella prossima riunione del CdA Rai al fine di “poter ulteriormente verificare quali siano le proposte più utili per raggiungere quell’obiettivo di imparzialità, completezza, indipendenza, equilibrio e pluralità dell’informazione che, non è inutile ricordarlo, è un nostro preciso dovere“.

    In chiusura Garimberti accenna anche alla questione dei palinsesti e del ritardo con cui la stagione dell’informazione Rai si sta presentando in questo inizio di Autunno 2010, con evidente riferimento alla questione Annozero: “E’ anche necessario dare tempestivamente e rigorosamente seguito a tutte quelle decisioni che sono state prese in tema di palinsesti in Consiglio di amministrazione, senza ritardi che potrebbero anch’essi essere letti come strumentali e con valenza politica“.

    Non si è fatta attendere la risposta di Minzolini: “Io sono sempre stato rispettoso delle prerogative degli Organi Istituzionali a cominciare da quelle del Capo dello Stato. Una lettura attenta ed obiettiva dell’editoriale di ieri lo dimostra ancora una volta“. Come a dire che Garimberti è prevenuto e non ha seguito con la dovuta attenzione il suo discorso. “Il rispetto delle prerogative degli Organi Istituzionali non significa però che non si possano dare valutazioni sulla situazione politica ed i suoi sviluppi. Del resto, al di sopra di tutto c’è la Carta Costituzionale con l’art.

    21” aggiunge il direttore del Tg1, che richiama il principio costituzionale della libertà d’espressione.

    Breve e concisa, ma non lascia margini di discussione, la risposta di Mauro Masi: “Come ho avuto modo di affermare anche pubblicamente in Commissione Parlamentare di Vigilanza non condivido la Tua preoccupazione di una mancanza di pluralismo da parte del TG1 – scrive in una nota indirizzata a Garimberti – Nè ho rinvenuto sinora elementi tecnico/fattuali che la dimostrino“.

    Immediato anche il bailamme di dichiarazioni pro e contro la lettera di Garimberti: plaudono i consiglieri di centrosinistra, supportati anche dall’associazione di telespettatori cattolici Aiart che in una nota scrive che “lo scontro Garimberti-Minzolini è sola la punta dell’iceberg della crisi che il Tg1 sta vivendo. Non si può svendere in questo modo il servizio pubblico. Il Tg1 sta attraversando un calo di ascolti e di credibilità: che cosa si aspetta a capire che così non si può continuare?“.
    E mentre Gasparri auspica che la lettera sia un apocrifo di Garimberti, il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, si dice sconcertato dalle parole del Presidente Rai: “Desta sorpresa e sconcerto il contenuto della lettera inviata da Paolo Garimberti a Mauro Masi contro il Tg1 e contro Augusto Minzolini” scrive Capezzone in una nota nella quale elogia la condotta professionale e giornalistica del direttore del Tg1. “Minzolini ha il merito di avere rotto una cappa di conformismo, e ci auguriamo che nessuno, dentro e fuori l’azienda, pensi di poterlo intimidire o ‘normalizzare. I successi di ascolto sono ormai costanti, e quindi anche i telespettatori mostrano di gradire un’informazione non omologata ai desideri e alle abitudini di chi pensa a un’informazione a senso unico, magari malata di antiberlusconismo“, ha insistito. E gli ascolti di Annozero dove li mettiamo?

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