Tg1 e Tg2 bocciano il Piano Editoriale della Rai

Tg1 e Tg2 bocciano il Piano Editoriale e il piano Industriale della Rai

da , il

    I loghi del Tg1 e del Tg2

    Tira aria di bufera sul Piano Editoriale della Rai approvato qualche giorno fa con un’adesione bipartisan dal CdA della Tv di Stato. Sul piede di guerra il Tg2, che in un comunicato parla di “preoccupante vaghezza” in tema di “qualità, competitività e attenzione ai temi sociali“, e il Tg1, cha ha nettamente bocciato il piano e annunciato tre giorni di sciopero.

    La “rivolta” delle testate giornalistiche è soprattutto dovuta alla ristrutturazione delle redazioni previste dal piano editoriale e dal piano industriale, che mirano al prepensionamento di numerosi giornalisti e alla riconversione della figura del giornalista in un “reporter tuttofare“. Il piano, infatti, taglia nei prossimi 3 anni la figura del montatore nelle redazioni tv, ruolo che dovrà essere quindi incarnato dagli stessi giornalisti, i quali dovranno imparare a realizzare in toto (quindi anche nella parte audiovideo) i propri pezzi.

    Il Comitato di Redazione del Tg2 si è mostrato meno intransigente dei colleghi del Tg1, ma ha denunciato, in un comunicato, la debolezza del piano, nel quale non riconosce “quale ruolo viene riservato ai vari tg, a cominciare dal nostro, quali figure professionali possono essere penalizzate. Il Cdr del TG2, in attesa di conoscere nel dettaglio il piano editoriale, riafferma che i giornalisti della Testata vogliono essere protagonisti, insieme agli altri lavoratori, di una fase molto importante e delicata per la Rai. Una Rai che, pur nelle difficoltà di una situazione economica preoccupante, deve guardare al proprio orizzonte con uno slancio di sviluppo e non soltanto, e tristemente, con una volontà di risparmio. La giusta lotta agli sprechi deve essere coerente e non può confondersi con una pericolosa logica di ridimensionamento. Vogliamo – continua la nota – una Rai dove le varie testate giornalistiche, e quindi anche il TG2, possano esprimere al meglio e negli spazi più significativi la propria offerta di notizie ed approfondimenti”.

    Confermano inoltre la propria disponibilità a “sperimentare il processo di rinnovamento tecnologico che porterà alla ”digitalizzazione” delle testate generaliste della Rai. Si tratta di un impegno gravoso, molto significativo e, ci auguriamo, esaltante. Ma ogni passo andrà fatto con un confronto sindacale permanente e la ristrutturazione tecnica non dovrà, in nessun caso, mortificare le figure professionali”.

    Il comunicato si chiude con una richiesta urgente di confronto “una conferenza di produzione, una discussione tra sindacato, giornalisti, direzione, azienda e rappresentanti degli altri lavoratori che concorrono alla realizzazione del nostro telegiornale e delle nostre rubriche. La pur importante innovazione tecnologica non può creare da sola alcun reale progresso; sono le professionalità, come avviene nelle televisioni di tutto il mondo, a dare il contributo decisivo ad un’informazione completa e di qualità”.

    Più netta la posizione della redazione dei Tg1, che boccia all’unanimità sia il piano editoriale che il piano industriale 2008-2010. Entrambi vengono infatti ritenuti “non innovativi” e colpevoli di penalizzare l’informazione e mettere a rischio posti di lavoro. In particolare il Tg1 si ribella alla riduzione degli spazi , con la cancellazione di alcune edizioni e di approfondimenti della testata, e incarica il proprio CdR di illustrare all’assemblea dei comitati di redazione delle testate Rai e ai vertici aziendali nell’incontro previsto per il 4 febbraio, tutti i motivi della loro contrarietà”. In attesa di conoscere i risultati di tale incontro, il Tg1 affida al comitato di redazione un pacchetto di 3 giorni di sciopero, da gestire in base agli sviluppi del confronto.