Tg1 cala? E la rubrica Media fa i conti in tasca alla stampa

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    Minzolini ascolti tg1

    Torniamo subito ad occuparci del Tg1 per commentare a caldo la rubrica Media, tradizionale appuntamento del venerdì, andata in onda in coda all’edizione delle 13.30 del 30 settembre. L’attenzione è concentrata sul calo delle tirature dei grandi quotidiani nazionali nel mese di giugno, in relazione allo stesso periodo del 2010, che segna un 2,3% in meno per il Corriere della Sera (passato dalle 500.000 copie alle attuali 488.000), un 5,3% per La Stampa, un 3,9% per Repubblica e via così in negativo per tutte le testate. Difficile non trovarci una indiretta ‘difesa’ per il drastico calo di ascolti del Tg1, che preoccupa sempre di più i vertici Rai. A confermare il confronto ‘concorrenziale’ tra Tg1 e stampa quotidiana la chiosa del servizio, nella quale si attacca direttamente il Corriere della Sera, reo di aver ‘spacciato’ per esclusiva un’intervista a De Gregori, che però si era già concesso al Tg1 qualche giorno prima.

    Il Tg1 parte dai dati ADS sulla diffusione dei quotidiani nel mese di giugno 2011 (consultabili qui) per costruire una difesa al preoccupante calo di ascolti del Tg1, che nel periodo maggio-luglio 2011 perde oltre oltre 3 punti di share nell’edizione delle 13.30 e quasi il 5% in quella delle 20 rispetto allo stesso periodo del 2010.

    Più volte il presidente della Rai Garimberti si è trovato a dover puntualizzare i dati di ascolto, passati dal 26,45% medio per l’edizione delle 20 nel 2010 ai picchi negativi del 20% nell’estate 2011, e il tono della rubrica Media di oggi sembra proprio voler ‘inquadrare’ il calo del Tg1 in un contesto complessivo caratterizzato dalla flessione di tutti i principali quotidiani (che quindi sono indirettamente chiamati ad astenersi dal commentare).

    Poco importa, evidentemente, che altri Tg continuino a crescere o si mantegano stabili (si pensi al Tg La7 di Mentana o al Tg5, arrivato a superare il ‘colosso’ Tg1), si preferisce costruire una sorta di ‘taciuto’ confronto con la stampa.

    Che poi il servizio di Media non sia un asettico ‘report’ sui dati Ads diffusi lo scorso 26 settembre lo dimostra il fatto che in chiusura il Tg1 rivendica la paternità di un’intervista esclusiva a De Gregori (in realtà protagonista di una videochat con Vincenzo Mollica il 27 settembre) attaccando il Corriere della Sera che ha ‘proditoriamente’ (secondo il Tg1) usurpato il titolo di esclusiva nel lanciare il proprio articolo, tratto a propria volta da un’intervista a Corriere.tv. Il Tg1 contesta i contenuti simili? Beh, da un artista in promozione che rilascia due interviste in tre giorni che cosa ci si può aspettare? Facile che dica le stesse cose, no?

    La semiotica e l’interpretazione del testo non sono bruscolini: evidentemente il Tg1 si sente in concorrenza con la carta stampata più che con i ‘rivali’ tv e alla luce di questa osservazione, ci sembra chiara l’intenzione di ‘mettere’ a confronto anche i dati d’ascolto/diffusione.

    In chiusura vi proponiamo il link al sito del Tg1 dove potete vedere il servizio della rubrica Media di oggi, 30 settembre 2011. A voi le valutazioni.

    PS. Piccola lezione di giornalismo: un artista può legittimamente concedere un’esclusiva a un quotidiano e una a un tg, senza che per questo si possa parlare di ‘plagio’ o di scorrettezza ‘professionale’. Nella fattispecie, poi, De Gregori ha concesso una videochat al sito web del Tg1 e un’intervista al programma Spotlight della web tv di Corriere.tv: due cose diverse, quindi, peraltro corredate da immagini diverse. Al Tg1, infatti, sono state mostrate immagini tratte dallo spettacolo in tournée dal 6 ottobre, mentre su Corriere.tv è comparso in anteprima un estratto del video I Matti. Insomma la domanda sorge spontanea: per cosa protesta il Tg1? A noi, forse sbagliando, sfugge.