Tg 1 pronto allo sciopero contro i tagli

Tg1 pronto allo sciopero contro i tagli alle edizioni quotidiane decise dai vertici per evitare svrapposizioni 'inutili' con Rai News 24, sempre disponibile sul digitale terrestre

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    Tg1 pronto allo sciopero

    Questa volta il direttore Augusto Minzolini non c’entra: i redattori del Tg1 si sono riuniti in assemblea per discutere dei tagli previsti dalla Rai sul numero delle edizioni quotidiane e sono pronti allo sciopero. La questione è sorta all’annuncio di Antonio Marano, vicedirettore generale della Rai del piano di riorganizzazione dei contenuti dell’offerta del bouquet Rai, tenuto conto anche dei canali del digitale terrestre, che con Rai News 24 assicurano una copertura informativa 24/h.

    Facciamo un passo indietro: ieri vi davamo notizia della riorganizzazione dei contenuti dei canali Rai per evitare sovrapposizioni, tendendo conto della moltiplicazione dell’offerta di Viale Mazzini con il digitale terrestre e vi annunciavamo i tagli alle edizioni ‘brevi’ di Tg1 e Tg2, ritenute ‘superflue’ data la costante presenza di RaiNews 24.

    La redazione del Tg1 non l’ha presa benissimo, in primis perché non è arrivata nessuna comunicazione in merito al Comitato di Redazione né all’Usigrai, in secundis perché ritiene che non possa essere ignorata “la centralità del suo marchio nell’offerta della Rai, nella tradizione del ruolo che storicamente ha svolto e nella capacità di innovazione oggi più che mai richiesta” come si legge in una nota diffusa al termine di una lunga assemblea che ha visto riuniti i giornalisti nel pomeriggio di ieri.

    Senza la necessaria trasparenza sul disegno strategico che l’azienda intende perseguire, risulta ancor più irricevibile qualunque richiesta di tagli di edizioni del telegiornale, che non gravano economicamente sui conti dell’azienda e che garantiscono la copertura del flusso informativo” si legge nella nota diffusa nella tarda serata di ieri, votata all’unanimità dai 70 redattori presenti all’assemblea. “Il Tg1 – continua la nota – chiede preliminarmente l’apertura di un serio tavolo di confronto sul progetto strategico di riorganizzazione dell’offerta informativa aziendale, tenendo in giusto conto la pluralità e l’integrazione sempre più forte tra diverse piattaforme. Nella definizione del nuovo modello produttivo informativo il Tg1 rivendica la centralità del suo marchio nell’offerta della Rai, nella tradizione del ruolo che storicamente ha svolto e nella capacità di innovazione oggi più che mai richiesta“.

    Ma l’astio nasce primariamente dalla mancanza di una comunicazione preventiva da parte dei vertici della Rai. “E’ grave che le variazioni apportate ai palinsesti di tutti i telegiornali non siano state neanche comunicate ai Cdr e all’Usigrai” notano i giornalisti, che si chiedono “perché al Tg1 viene cancellata l’edizione di mezzasera o nella migliore delle ipotesi la si riduce a poco piu’ di un minuto? Una sottrazione che non può ritenersi compensata con l’arrivo di altre edizioni il sabato e la domenica mattina“. “Giudichiamo grave – aggiungono – che il piano sia ancora secretato, mentre circolano indiscrezioni su tagli pesanti al monte ore e alle edizioni del Tg1 nell’arco del triennio. La centralità del ruolo del Tg1 e della sua storia si difende anche con un’informazione completa, imparziale e autorevole e con il rispetto delle storie professionali di tutti i colleghi che ne fanno parte senza artificiose divisioni tra giovani e vecchi, tra volti e firme storiche e volti e firme emergenti“.

    I giornalisti del Tg1 chiudono quindi con una richiesta al direttore Minzolini e all’azienda perché “ai colleghi rimossi e demansionati vengano riconosciuti ruoli e posizioni da loro meritati nel corso degli anni” e danno mandato al Cdr perché “d’intesa con gli altri comitati di redazione e con l’Usigrai esiga dall’azienda l’apertura immediata della trattativa sindacale sul piano industriale“. Se ciò non dovesse avvenire rapidamente sono pronti a indire uno sciopero di tre giorni. Con la speranza che “il direttore Minzolini voglia difendere con forza gli spazi informativi del Tg1“.