Tetris si tinge di rosso Trevi

Tetris si tinge di rosso Trevi

Graziano Cecchini, il vandalo della Fontana di Trevi, racconta il suo gesto a Tetris

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    Tetris si tinge di rosso Trevi

    Tetris, la rubrica di approfondimento curata e condotta da Luca Telese su La7, ha mandato in onda nella scorsa puntata un’interessante intervista a Graziano Cecchini, l’ormai celebre tintore della Fontana di Trevi.

    Non si tratta certo di uno sprovveduto vandalo, come dimostrano gli spezzoni tratti dalla trasmissione che potete vedere continuando a leggere il nostro articolo. In alto il promo della puntata, andata in onda venerdi 26 ottobre, un breve excursus della storia del monumento da La Dolce Vita a Totò. Colonna sonora? Profondo rosso, naturalmente.

    E’ nata una stella. Dopo aver raccolto il plauso di Vittorio Sgarbi (le cui dichiarazioni sono riportate nell’articolo che abbiamo già dedicato all’evento), ha suscitato l’interesse, tra gli altri, del New York Times e di Oliviero Toscani, che ha interpretato ironicamente il gesto come un segno della nuova giovinezza della città, anche se non in maniera proprio elegante (“Sembra che Roma abbia le mestruazioni, non si può dire che sia in menopausa”).

    A parte lo stucchevole giochetto sul “sono io/non sono io”, in questo continuo ribattere di conferme di colpevolezza e di subitanee smentite, Graziano Cecchini, 54 anni, esponente della destra capitolina, non mostra affatto di essere uno sprovveduto vandalo. Non ci interessano le appartenenze politiche o le rivendicazioni sociali che l’autore dichiara essere alla base della sua iniziativa. Ci interessa il risvolto mediatico conseguente al suo atto e l’immagine che ne sta scaturendo. Vittorio Sgarbi, sempre lui, lo ha invitato all’apertura di una mostra trasmissioni e giornali se lo contendono. Una cosa è certa, la sua vita è cambiata.

    Lo ha dichiarato lo stesso Cecchini che prima di intervenire a Tetris ha rilasciato un’intervista telefonica a Radio24 (La Zanzara) in cui ha anche descritto con dovizia di particolari la preparazione del gesto. La scelta del colorante è stata ben ponderata ed è stata preceduta da un’attenta analisi dell’acqua e della condizione dei marmi. Ha spiegato che il gesto è stato deciso dopo aver constatato che lo spesso strato di calcare che ricopre la fontana avrebbe reso assolutamente innocua la tintura: proprio il pessimo stato in cui versa il monumento avrebbe garantito la salvaguardia dello stesso da una sostanza che comunque non sarebbe stata dannosa.

    Vale la pena di conoscerlo meglio, attraverso le clip tratte dalla trasmissione de La7. Ciascuno, poi, ne trarrà le conclusioni che considererà più opportune.

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