Terremoto Abruzzo, L’Aquila un anno dopo (video)

Terremoto Abruzzo, L’Aquila un anno dopo (video)

A un anno dal disatroso terremoto in Abruzzo, L'Aquila ha ricordato le sue vittime in una veglia di preghiera, dolore e rabbia

    Questa notte alle 3.32 L’Aquila ha ricordato le 308 vittime del terribile terremoto che lo scorso anno, nella notte tra il 5 e il 6 aprile, ha scovolto il capoluogo abruzzese e la sua stretta provincia. Tutta L’Aquila si è stretta alle sue vittime con una fiaccolata e una veglia di preghiera che ha toccato il culmine proprio alle 3.32, l’ora in cui una scossa di 5.8 gradi della scala Richter lunga 20 secondi ha praticamente raso al suolo il centro storico della città. Proprio da lì sono ripartiti gli aquilani, chiedendo a gran voce giustizia e tempi rapidi perché la città torni a vivere.

    Rai News 24 ha seguito in diretta la lunga e commossa fiaccolata con cui L’Aquila ha ricordato le vittime del disastroso terremoto che ha colpito l’Abruzzo alle 3.32 della notte tra il 5 e il 6 aprile. Una Pasqua di dolore per i parenti e gli amici dei 308 morti che si sono ritrovati nel cuore de L’Aquila, uno dei luoghi più devastati insieme ai paesini di Paganica, Onna e tanti altri ormai rasi al suolo. In basso un video con l’audio delle prime richieste di aiuto nei primi concitati minuti del dopo scossa.



    Insieme per non dimenticare, ma del resto è impossibile dimenticare quella notte, il terrore, il dolore e la disperazione da cui si cerca faticosamente di uscire per guardare avanti, per ricostruire e tornare a vivere. Una missione che accomuna gli oltre 65.000 sfollati, di cui 15.000 hanno trovato un tetto sicuro (nelle villette di legno o nei condomini antisismici del progetto C.A.S.E), mentre ci sono ancora 52.000 persone in cerca di una nuova casa, in attesa che inizino i lavori di ristrutturazione, di cui ancora migliaia sono negli hotel della costa abruzzese.

    L’Aquila, però, è testarda e combattiva e non vuole (né deve) rassegnarsi alla diaspora dei suoi abitanti.

    Il dolore si sta trasformando in rabbia, una rabbia composta che si sta sfogando con il movimento delle carriole, nel quale gli abitanti si ritrovano per liberare dalle macerie la zona rossa, in attesa che venga ancora individuato un luogo di stoccaggio per i materiali.
    E la tensione si sente, manifestata con fischi ai messaggi dei vertici delle istituzioni, dal presidente del Senato, Renato Schifani, al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
    In basso uno dei tanti servizi realizzati in questi giorni, a un anno dal sisma: e immaginiamo che questa sera Bruno Vespa, aquilano doc, dedichi Porta a Porta alla sua città, così come fece esattamente un anno fa.

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