Televoto, nuove regole dall’Agcom: stop ai call center

da , il

    call center televoto

    Sono state approvate dall’Autorità Garante delle Comunicazioni nuove regole per il televoto per “assicurare agli utenti più trasparenza sul complessivo funzionamento del servizio e soprattutto sulla sua affidabilità, perché chi vota possa confidare sul fatto di partecipare seriamente alla competizione in corso“. Stop ai call center e all’acquisto di pacchetti voti, fondamentali negli ultimi anni per definire il vincitore nei principali reality show italiani, Sanremo compreso. Di seguito i dettagli.

    L’Agcom cerca di mettere un freno ai tanti scandali scatenatisi negli ultimi anni sui televoti dei principali reality italiani. Ricordiamo gli scoop di Striscia sui pacchetti voti acquistati da Mora (a detta sua almeno) per portare Walter Nudo alla vittoria della prima Isola dei Famosi, così come sempre Striscia ha indagato più volte sui call center che garantivano spedizioni automatiche di sms e telefonate a pagamento, senza considerare il gran bailamme che si scatenò sulle votazioni finali di Sanremo 2010.

    Oggi l’Autority ha approvato nuove norme che regolamentano il televoto: cerchiamo di sintetizzarne i punti fondamentali.

    1) Esclusione dei voti provenienti da centralini, call center o comunque da sistemi ripetitivi di invio, che alterano l’effettiva rilevazione delle preferenze espresse. “I risultati del televoto non devono poter essere alterati da chiamate provenienti da call center, da sistemi automatizzati di invio di SMS” scrive l’Agcom. A seguito di contestazioni sui pacchetti voto e per garantire a tutti parità di possibilità, l’Agcom vieta “tetti di voto molto elevati, che non tutti possono economicamente raggiungere. Il televoto – aggiunge l’Agcom – è un servizio che, per definizione, serve a rilevare le preferenze fra il pubblico che partecipa da casa, non a premiare la capacità organizzativa o economica di creare o acquistare eventuali ‘pacchetti di voti’. Per questi motivi l’Autorità, ricevute numerose segnalazioni e contestazioni al riguardo, ha deciso di intervenire, migliorando innanzitutto la trasparenza del servizio e dei suoi costi e, soprattutto, vietando l’invio dei voti dai call center e da sistemi automatizzati, che dunque devono essere appositamente bloccati”.

    2) Per lo stesso motivo sono stati fissati tetti massimi al numero dei voti che ogni utente può inviare “tutelando così la possibilità di interagire con i programmi e di scegliere i partecipanti preferiti, ma con un buon controllo della spesa”. Concessi 5 e 10 voti dalla stessa utenza, a seconda della durata della sessione di voto, con un massimo di 50 voti settimanali.

    3) Sempre per tutelare i consumatori, “l’Autorità ha previsto per gli eventi di particolare rilevanza la presenza alle operazioni di televoto di un rappresentante dei consumatori e utenti designato dal Consiglio nazionale utenti e ha infine predisposto una serie di strumenti di verifica e controllo, che permetteranno, tra l’altro, di rettificare o annullare risultati falsati, dandone idonea pubblicità“.

    4) Inoltre, l’Agcom ha stabilito che gli utenti abbiano la possibilità di conoscere le caratteristiche essenziali del televoto almeno 7 giorni prima dell’inizio della trasmissione, compresi i recapiti per eventuali segnalazioni o reclami;

    5) i voti invalidi (es. quelli in eccesso) non saranno addebitati all’utente;

    6) durante il programma bisognerà ripetere le informazioni principali sul servizio sui costi del servizio e sul suo complessivo funzionamento e sulla reperibilità del regolamento di televoto;

    7) i risultati del televoto dovranno essere pubblicati anche online, in dettaglio, per almeno 60 giorni.

    Le emittenti dovranno adeguarsi in tempi brevi, mentre “gli interventi tecnici da realizzare sui sistemi per escludere i call center e gli invii automatizzati dei voti dovranno essere conclusi entro l’anno” scrive l’Agcom. Nel frattempo, però, l’Autorità non resta con le mani in mano: già previsto l’utilizzo di “strumenti per effettuare, in caso di contestazioni, idonee verifiche anche sui servizi di televoto delle prossime trasmissioni, per rilevare eventuali invii non validi”.

    Il televoto potrà davvero diventare trasparente e ‘uguale per tutti’?