Telerisse, maglia nera ai politici

Telerisse, maglia nera ai politici

Un monitoraggio dell'associazione Comunicazione Perbene evidenzia che ogni giorno la tv propone 38 ore di programmi ad alto potenziale di litigiosità

    Il 2009, ormai al termine, conferma la passione della tv per le risse: fanno audience, hanno solitamente un’ampia eco mediatica e rendono ‘famosi’, anche se solo per qualche ora, personaggi spesso sconosciuti. L’associazione Comunicazione Perbene ha monitorato la programmazione Rai, Mediaset e La7, stimando che in media in tv c’è una rissa ogni 3 minuti: a stimolarla non i soliti noti (vedi Fabrizio Corona), ma i politici, veri campioni del genere. La maglia nera, a sorpresa, la detengono i tg. In alto un imperdibile florilegio, con annessa rissa Binetti-Mussolini in un mitico Porta a Porta del 2001.

    Allarme rosso per la tv italiana: a lanciarlo l’associazione Comunicazione Perbene che ha reso pubblici i risultati di un monitoraggio sui programmi delle sette principali emittenti italiane arricchito da interviste a esperti di tv. Stando al monitoraggio, ogni giorno la tv trasmette circa 38 ore di programmi ad alto potenziale di telerissa, la maggior parte in fascia protetta: con una base del genere sembra quindi un ‘miracolo’ che si segnalino poi pochi episodi a settimana.

    In pole position ci sarebbero i Tg, segnalati per una serie di comportamenti scorretti, potenzialmente pericolosi, seguito dalle trasmissioni di informazione, sia quelle legate alla politica che all’attualità, per le quali gli esperti segnalano una media di comportamenti e gesti scorretti di 1 ogni 7-8 minuti di programma. Al terzo posto i programmi sportivi e solo al quarto i reality show, che vedono un intervallo di ‘ben’ 12-13 minuti tra una scorrettezza e un’altra. Una classifica che sovverte l’opinione comune e che va attribuita alla presenza dei politici, i più ‘scorretti’ (tra urla, cattiva gestione della conversazione, facce inappropriate etc) secondo gli esperti.
    Insomma, le intemperanze di Fabrizio Corona sarebbero solo un epifenomeno in un contesto di ‘violenza verbale e comunicativa’ ben più sottile e diffusa che fa leva soprattutto sulla comunicazione non verbale.


    I risultati sono stati commentati da Luca Borgomeo, presidente del Consiglio Nazionale degli Utenti (CNU), organismo dell’Agcom, che ha colto l’occasione per ribadire i toni accesi della nostra tv e l’alto tasso di ‘violenza’ (nelle sua varie forme) della nostra dieta tv.
    Non conosciamo la metodologia usata per conoscere il tasso di litigiosità sul piccolo schermo – ha detto Borgomeo – ma è da tempo che segnaliamo come la rissosità sia diventata una costante di molte trasmissioni. Un fenomeno pericoloso, soprattutto per i più piccoli. Abbiamo più volte invitato le emittenti ad abbassare i toni, ma la voglia di scalare l’audience a suon di urla sembra più forte. C’è però tanta gente che apprezza la pacatezza e il sereno confronto“. Su questo pochi dubbi, ma si sa, il bene non fa notizia.

    482

     
     
     
     
     
     
    PIÙ POPOLARI