Tamarreide, live e commento della terza puntata

Tamarreide, live e commento della terza puntata

Live e commento della terza puntata di Tamarreide

    cristiana tamarreide

    Il tour di Tamarreide fa tappa a Firenze, location scelta per la terza puntata della ‘docu-soap’ di Italia 1. Nonostante le crescenti critiche sui contenuti ‘diseducativi’ e inopportuni per la prima serata di una tv generalista, la saga dei tamarri made in Italy continua, con tanto di difesa della ‘genuina falsità’ dei tamarri pubblicata su Qui Mediaset. Tra accuse e difese il tour prosegue e animati dalla curiosità di capire ‘dove vogliono arrivare’ (ci viene in mente uno storico sketch di Totò) lo seguiremo in diretta per voi.

    Con abnegazione e un pizzico di masochismo ci accingiamo a seguire la terza puntata di Tamarreide, ambientata a Firenze (sulle orme di Jersey Shore) e di cui vi abbiamo dato le anticipazioni in un precedente post.
    Intanto il programma si difende dalle accuse mossegli dal Codacons e dalle atre associazioni di consumatori con un ‘simil’ comunicato apparso su Qui Mediaset e firmato da Viviana Sicurella, editor del sito. Lo riportiamo integralmente.

    Iniziamo con un banale esercizio di catalogazione televisiva: Tamarreide appartiene al genere della docu-soap. E allora? Direte voi. E allora ci sembra che il punto sia sfuggito a molti. Soprattutto a chi ha parlato di un programma volgare, esibizionista, di cattivo gusto“. E qui ci sfugge il nesso: perché, tali critiche non si possono muovere a una simil fiction?
    Ma continuiamo: “Tutte definizioni perfettamente calzanti, per carità, ma se applicate alla realtà che il programma cerca di descrivere, e non al programma stesso (?, n.d.r). Il vissuto quotidiano dei cosiddetti tamarri, e non lo sguardo che su di esso si posa. Perché se volgari sono le minigonne inguinali, i bicipiti pompati e i fanatismi di ogni specie, volgare non può essere definita l’ambizione di mostrare un certo milieu sociale e provare a conoscerlo. Altrimenti dovremmo definire antisemita ogni documentario sull’Olocausto, “schifoso” ogni documentario sugli insetti. Con le dovute differenze ovviamente“. Ci sia concesso un pizzico di perplessità, le cui ragioni sono talmente ovvie a nostro avviso da rendere superflua ogni argomentazione. Il punto intorno cui ruotano le critiche è proprio questo: se siamo immersi nella tamarraggine, perché eleggerlo a fenomeno tv, con l’inevitabile effetto ‘d’esaltazione’ che ne consegue, per di più con ben sette puntate tutte rigorosamente ‘scritte’ e prive, quindi, di qualunque spirito ‘d’osservazione’ socio-culturale che potrebbe ‘giustificare’ la testionianza di un fenomeno?

    Ma andiamo avanti: “Tamarreide lascia al telespettatore l’onere del giudizio. Ma l’ironia di un titolo che paragona le imprese di otto tamarri a una nobile epopea non può che essere evidente. E poi va detto: più significativo di ciò che approviamo è spesso ciò che non approviamo. E interessante è indagare le ragioni per cui qualcosa ci attira, anche se è poco edificante. Tamarreide prova a farlo con un fenomeno, quello dei tamarri, che almeno mediaticamente ha una sua rilevanza“. Il titolo sarà anche ironico, ma poi l’anelito ironico si ferma lì… tutti si prendono fin troppo sul serio…
    “Certo, i rischi sono tanti – aggiunge la Sicurella – Non da ultimo quello di cadere in qualche forma di compiacimento. Dopo tutto, non siamo mica su Discovery. Eppure, anche quando indulge alla soap, Tamarreide non smette di documentare. Perché questi tamarri che ostentano le loro vicende sentimental-sessuali, che inscenano litigi per un nonnulla, sono verissimi nel loro essere finti: sono veri come chiunque si fa caricatura di se stesso davanti a una telecamera, e sgomita per apparire in tv“. E se poi ci mettiamo che qualcuno scrive le parti per loro viene meno anche la ‘scusa’ del fingere di essere diversi da quello che si è per non far ‘brutta’ figura davanti alle telecamere (o come in questo caso, caricare un personaggio perché è quello che viene richiesto dal programma).

    E siamo alla chiosa: “[I tamarri] sono, in fin dei conti, umani. Forse non fighi come i tamarri d’oltreoceano ( perché anche quando si tratta di tamarri, a quanto pare, quelli a stelle e strisce sono comunque “meglio”), ma pur sempre nostri. E conoscerli, conoscerci, non fa mai male“. Mah, sarà che quelli di Jersey Shore ci sembrano più sinceri (o forse semplicemente scritti meglio, più verosimili, come una docu-soap ‘richiede’), ma noi riteniamo contraddittoria la scelta di documentare e poi la precisazione che non siamo su Discovery. Forse è proprio l’ibrido ‘mal costruito’ a dare noia, prima ancora degli atteggiamenti e dei comportamenti dei singoli concorrenti, pronti a tutto pur di conquistare i famosi 15′ di celebrità. In ogni caso si va avanti: l’Auditel non sembra volerci fare la grazia questa volta… E illuminati dalla spiegazione ricevuta, diamo un’occhiata a questa terza puntata di Tamarreide e alle gesta di Marika Baldini, Melissa Ceroni, Antonio Dugo, Marco Mascis, Cristiana Mirò, Claudio Pallitto, Manuel Ribeca.

    21.10
    Subito dopo The Mentalist ecco Tamarreide: inevitabile riepilogo delle puntate precedenti, incentrato sulle love story tra i tamarri. Beh, le dinamiche dell’accoppiamento sono un must dei documentari…
    Siamo a Firenze: la città è ai piedi dei tamarri che, affacciati sul belvedere di Piazzale Michelangelo, commentano il panorama. Se Marco si dice affascinato dalla città, Claudio non fa mistero di preferire Roma a tutto, mentre a Cristiana Firenze non piace, ‘sa di vecchio’…. uhm…
    Dopo di che, dopo questo primo assaggio della città, venduta dagli autori come la città dell’amore, spazio a Marika e Manuel: la tamarra chiede a Manuel ‘Ma io e te cosa siamo?’. Non è un po’ presto per dare un nome alle cose? E poi che fine ha fatto la trasgressione?
    Spazio anche per Claudio e Cristiana: la milanese snob è contrariata per l’atteggiamento del romano, che sembra ricordarsi di lei solo la notte; Claudio, invece, mette le cose in chiaro: “Io se vedo ‘na bella ragazza me giro, eh! Forse lei credeva in qualcosa di più serio, ma mica ci vadio solo io a letto da lei, anche lei viene a letto con me”. Non fa una grinza.
    E riecco Abruzzese che spiega le fenomenologia della donna tamarra, in linea con la tendenza più spregiudicata e decisa in materia di ‘amor carnale’ del gentil sesso (beh, Sex & The City non è nato sotto un cavolo…)

    21.23
    Lasciata per il momento la storyline sentimentale, si passa alla missione di Antonio, che in una palestra di Firenze si prepara a un incontro di Thai Boxing. A vederlo sul ring le donne sbavano: persino Cristiana lo definisce ‘un figo della Madonna’, visto che da lassù passa in secondo piano la sua ‘bassezza’ (e a lei uno basso non può piacere, eh!). “E così Antonio, il timido contadino, si è conquistato il rispetto del gruppo” commenta Fiammetta Cicogna che introduce così la ‘svolta’ di Antonio, ora lodato persino da Manuel e Claudio.
    E aridalle con il commento di Abruzzese, che ci illumina sulle dinamiche del gruppo: il leader è quello più forte e quello con più donne… beh, come insegna la letteratura sugli istinti animali.
    E così Antonio, finalmente notato dai maschietti, diventa l’allievo prediletto, cui illustrare le strategie per l’acchiappo, ovviamente esercitato per le vie di Firenze con straniere e non.
    Anche le donne si danno da fare: Melissa cerca un operaio, assolutamente in controtendenza con le compagnelle, che si emozionano davanti al Perseo perché nudo e violento (“Aho, questo c’ha ‘na testa in mano…, Marika”), mentre il David (“col pisello piccolo”) non entusiasma Cristiana.

    Vera chicca, oltre a “Zeus re dei Giudei” di Marika… noi stiamo per cambiare canale, quando è troppo è troppo. Melissa intanto rivela di avere avuto 10 in storia dell’arte a scuola, mentre Claudio cerca di spiccicare un po’ di inglese pro-conquista. Ma alla fine pare che Antonio riesca a pescare qualcosa: è lui il protagonista della puntata, visto che nella sua rete sembra cadere anche Marika (come anticipato questa mattina). Beh, bisogna pur alimentare la continuing story, eh.

    E Abruzzese ci illustra la differenza tra cafone e Tamarro, definito come ‘colui che cerca la sua nicchia di affermazione’… meditate, gente, meditate.

    21.35
    Fermi tutti, l’angolo del sociale: Claudio dice di guadagnare 800 euro al mese e di non arrivare alla fine (“Tra auto, assicurazione, bollette me magno al massimo ‘na pizza al mese“), Antonio apre uno squarcio sullo sfruttamento del lavoro agricolo in Sicilia (“I soldi per partecipare a questo provino me li ha prestati un amico” confessa), mentre le ragazze si danno allo shopping: Marika spende 150 euro di make-up, Cristiana prova finte pellicce… “Nun se li sono mai guadagnati i soldi” commenta Claudio… due mondi che non si possono incontrare, eh.

    21.39
    Antonio telefona alla ragazza rimorchiata a Ponte Vecchio, fiorentina di nome Elena che evidentemente non ha saputo dire di no alla telecamera. Il seguito dopo la pubblicità.

    21.45
    Eccolo l’appuntamento tra Elena e Antonio: 30′ di attesa e di Elena nessuna traccia. Palo per Antonio! Lui prova a chiamarla, lei gli chiude il telefono in faccia e poi lo stacca… beh, un tamarro non ci resterebbe male, le direbbe contro le ‘peggio cose’ e poi avanti verso una nuova conquista. Ma il giovanotto è timido…uhm. E confessa che è il primo ‘pacco’ della sua vita… beh, proprio in tv doveva decidere di prenderlo?

    21.50
    Spazio ora a Melissa, tamarra decisamente alternativa: in amore non è disposta a scendere a compromessi e dopo una relazione durata 6 anni ora non sa se affidare il proprio cuore a qualcuno. La sceneggiatura gioca sul contrasto tra Melissa e Cristiana, due anime diverse del mondo tamarro.

    22.00
    Puntata particolarmente fiacca stasera, tutta incentrata su inutili discussioni stile Uomini e Donne. Atteso guizzo dalla serata al Tenax, la principale discoteca di Firenze, dove le tamarre si sono esibite in mise da ‘casalingue’, i tamarri in bretelle verdi fluo e occhialini in tinta, ad eccezione di Marco, vestito da Nerd. Cosa che indigna Marika: “Perché i fisicati mostrano i muscoli e a lui lo vestono da sfigato?“. Indignazione tamarra. Beh il gruppo non lo ama molto, i maschi non perdono occasione per criticarlo per il fisico alla Homer, le donne non lo calcolano. Ma la domanda è un’altra: il cuore di un tamarro batte davvero solo in discoteca? Manuel: “Divento un animale in discoteca, adrenalina pura, mi piace troppo, mi sento un gran figo… mi chiamano The Punisher…” ah beh!
    Scatta inevitabile la scenata di gelosia di Cristiana nei confronti di Claudio… ma c’è la pubblicità.

    22.13
    Si riprende proprio dalla scenata di gelosia, con tanto di lacrime da parte da Cristiana, che ritiene ‘ingestibile’ la situazione (suvvia, per così poco?). Claudio se ne dispiace, ma dalle dichiarazioni in ‘confessionale’ Cristiana dà l’impressione di rosicare per lo più per orgoglio: “Alla fine ci dormo insieme perché da sola non so dormire…“. Uhm. E beccati la ‘sintesi’ di Fiammetta: esistono due specie di tamarri e le tamarre reagiscono in maniera diversa. Mentre Marika si avvicina sempre più pericolosamente ad Antonio…

    Tamarreide Marika Baldini Antonio

    Comunque, al di là di tutto, due ore sul nulla: gente che si parla addosso, che finge di provare sentimenti che non prova, che crea situazioni inutili credendo di appassionare la gente… possibile che per ben 20 minuti si debba parlare della ‘scenata di gelosia’ di Cristiana a Claudio? “Sai qual è il vero problema – dice Cristiana a Marika a proposito di Claudio - è che siamo già andati a letto...”. Commento perfetto di Marika: “Ma che è, siamo nell’Ottocento? Mica siamo bigotte…“. Peccato che gli sceneggiatori ragionino come degli autori di melodramma (in questo la nota soap c’è tutta) e non come ‘sperimentatori’. Insomma, si continua a svilire persino l’immagine dei tamarri.

    22.38
    Ancoraaaaaa???? Ancora con ‘ste tamarre che avanzano pretese sui tamarri??? Mah… Pure Marika Baldini si dice delusa dal comportamento di Manuel, anche se lei ha dormito con Antonio “ma da amici, eh!, perché per dormire ho bisogno della presenza maschile”, come Cristiana praticamente. Cioè, Marika e Manuel si danno ad altre avventure per ingelosire il ‘partner’… roba da 15enni incalliti. L’insicurezza galoppa nello sleeper bus di Tamarreide

    22.44
    Ohhh, ecco finalmente ‘la resa dei conti’ tra Antonio e Manuel: quest’ultimo dà del pettegolo ad Antonio perché di intromette nelle storie altrui. Falsi e costruiti come pochi… E immancabile arriva la frase di rito in questi casi: “Mi dispiace, io la ruota di scorta non la faccio a nessuno” die Antonio quando Manuel gli spiega che Marika cerca solo di farlo ingelosire. Moto di orgoglio tamarro? Beh, no, sarebbe la reazione di una qualunque persona in una situazione analoga. La Cicogna, intanto, dice che a Manuel la situazione con Marika l’ha ferito e chiede ancora un chiarimento ad Antonio. Marika, invece, si dice ‘impaurita’ del sentimento che prova per Manuel. Prova a parlargli, ma lui va via: “Ahò, a questo le lampade gli hanno fatto male al cervello!” commenta Marika. Sensazione? Sono i tamarri più ‘pesanti’ della storia del mondo!

    22.50
    E anche questa terza puntata di Tamarreide, particolarmente infarcita di pubblicità (e con qualche errore di montaggio o di trasmissione) volge al termine. Sul finale Marika cerca la mamma! Solo lei può aiutarla a capire la situazione con Manuel, al quale chiede se può dormire con lui. “Ne ho bisogno…” dice con voce lacrimevole e capricciosa Marika… mah, chissà, la specie delle donne tamarre non riesce a dormire da sola? Abruzzese non ci illumina sul fenomeno? Intanto raggiunge l’obiettivo…

    Nella prossima puntata tappa a Lido di Camaiore… noi andiamo a disintossicarci dalla noia.

    2410