Tamara Donà “rischia” il processo per diffamazione

Tamara Donà “rischia” il processo per diffamazione

E’ Tamara Donà l’imputata di un processo per diffamazione che cadrà presto in prescrizione: l’attrice e conduttrice televisiva è finita nei guai a causa di “Shout”, dimenticabilissimo programma in onda su Rai Due in cui dei ragazzi urlavano dai tetti delle loro scuole di tutto, di più

    tamara donà

    E’ Tamara Donà l’imputata di un processo per diffamazione che cadrà presto in prescrizione: l’attrice e conduttrice televisiva è finita nei guai a causa di “Shout”, dimenticabilissimo programma in onda su Rai Due in cui dei ragazzi urlavano dai tetti delle loro scuole di tutto, di più.

    In una puntata andata in onda nel 2001 ci fu una ragazzina che urlò di voler rivedere il fratello, che il padre, secondo l’urlatrice, aveva portato via da lei e dalla madre contro la sua (del ragazzino) volontà. La conduttrice invitò il bambino, undicenne all’epoca dei fatti, ad allontanarsi dal padre e a mettersi in contatto con trasmissione, ma il ragazzino, che in quel momento era davanti alla tv, rimase “molto scosso” da quello che affermava la sorella. Secondo la “Voce Nuova dell’Umbria” che ieri riportava la notizia, il legale del padre dei ragazzi, Maria Siniscalco, ha spiegato che “M. (il ragazzino, ndr) era stato prima affidato alla madre che vive a Perugia, poi il tribunale dei minori lo affidò al padre, si è trasferito a Perugia ed ha iniziato un percorso di inserimento grazie agli assistenti sociali. Quel fatto (la messa in onda della puntata incriminata, ndr) lo ha sconvolto, inoltre vivendo in una piccola realtà si poteva facilmente risalire a lui e si poteva davvero pensare che il padre lo avesse portato via con la forza”. Per questo l’uomo ha deciso di querelare chi ha sottovalutato la vicenda come trapelata dalle dichiarazioni della ragazzina, verificando fino in fondo le condizioni familiari della giovane.

    La denuncia, che risale al 2001, non ha avuto seguito fino al 2005, con il dibattimento che è cominciato nel 2006: vista l’assenza di testimonianze e i continui problemi di notifica, comunque, il dibattimento rischia di finire con un nulla di fatto. La prossima udienza, in cui probabilmente il processo sarà già prescritto, è fissata per il 21 maggio: il padre del bambino comunque, annuncia battaglia e chiede che venga fatta giustizia.

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