Tamara Donà a Televisionando: ‘Il mio #Hashtag? Condivisione’ [INTERVISTA]

Tamara Donà a Televisionando: ‘Il mio #Hashtag? Condivisione’ [INTERVISTA]
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    Tamara Donà a Televisionando: ‘Il mio #Hashtag? Condivisione’ [INTERVISTA]

    Televisionando intervista Tamara Donà, conduttrice di #Hashtag, il programma di LaEffe giunto alla seconda edizione, in onda per tre puntate da sabato 19 dicembre 2015 alle 18.15 sul canale 50 del digitale terrestre. Conduttrice televisiva e radiofonica, Tamara Donà approda a LaEffe dopo l’esperienza su La5 con Che Trucco! e lo fa prendendo il posto di Marco Maccarini, ora nel cast artistico di Amici 15. Nei tre appuntamenti che vedremo in onda, #Hashtag racconterà la realtà odierna attraverso tre parole chiave: scatto, realtà, commedia. Tanti i personaggi che, attraverso le interviste, si racconteranno a Tamara Donà e altrettanti gli ambiti che verranno toccati: Iacopo Fo, Gene Gnocchi, Rocco Moliterni, Claudio Bernardi sono solo alcuni degli esperti che interverranno ad Hashtag; insieme a loro e alla conduttrice ci sarà anche Alessandro Bergonzoni, che chiuderà ogni puntata, spiegando, in modo curioso e inaspettato, il significato della parola protagonista della tappa.

    Da sabato 19 dicembre condurrai la nuova stagione di #Hashtag, su LaEffe.
    Con questo nuovo programma corono un sogno perché è quello che mi è sempre piaciuto fare. Ho sempre amato molto fare le interviste, ne ho fatte tante in tv, tantissime in radio e finalmente ho lo spazio per poter raccontare. il programma parte da una parola, un hashtag, e la svisceriamo attraverso personaggi di vario calibro che intervistiamo. E’ interessante perché abbiamo proprio la possibilità di approfondire certi argomenti, è bello il taglio, il linguaggio che ha il programma perché con internet siamo abituati a un mondo molto veloce, frammentario, qui, invece, abbiamo un respiro più ampio.

    Possiamo dire che gli hashtag sono il fil rouge della contemporaneità?
    Sì, lo sono, infatti, fanno parte della nostra quotidianità, ormai è tutto un hashtag.

    Gli hashtag scelti sono ‘scatto’, ‘realtà’ e ‘commedia’: sono solo tre, ma ci saranno anche molte interviste e altrettanti approfondimenti?
    C’è un lavoro di pre e post-produzione molto complesso e nutrito: per ogni puntata c’è un buon lavoro e confezionarne più di tre diventava un po’ complesso; mgari più avanti ne faremo altre.

    Qual è il tuo rapporto con i social?
    E’ cambiato nel tempo, soprattutto negli utlimi due anni. Li ho sempre visti con sospetto, forse per paura di non saperli gestire, quindi per ignoranza, come tutte le cose a cui ci approcciamo e che ci spaventano. Poi ho comprato un ipod, un tablet e ora cerco di essere io a gestire la cosa e non il contrario, cerco di evitare di esserne dipendente, ed è divertente.

    Ti ricordiamo al timone di Fuego. Com’è cambiata la TV? #Hashtag è l’inzio per tornare a condurre, magari un talk?
    Magari, sarebbe un passo avanti! Sicuramente ho trovato che questo programma, che già vedevo, sta un po’ a metà: è moderno perché parla di cose moderne, ma ha anche un ritmo e un respiro, che erano quelli della televisione con la quale avevo cominciato negli anni Novanta e mi trovo a mio agio in una cosa così. Secondo me la TV sta un po’ cambiando, come tutto: cambia la società e cambia anche la televisione, di conseguenza si sta tornando un po’ a quella televisione meno urlata e un po’ più soft, più elegante. Questo cambiamento potrebbe essere il prossimo passo per me e per le cose che mi piacerebbe vedere da spettatrice.

    In questi anni non ti sei fermata e hai continuato a lavorare anche in radio. Come cambia l’aproccio e c’è, se c’è, un mezzo che per te prevale sull’altro?
    L’approccio è più o meno lo stesso, anche se forse la radio è più semplice: c’è sempre la diretta, che è più spontanea, e puoi essere il più possibile come sei. E’ il mezzo a cambiare: non avendo l’immagine, racconti attraverso la tua voce. La cosa che mi ha colpito della radio, soprattutto nei primi periodi, era che nei giorni in cui mi sentivo più tesa, più emozionata, si sentiva perché comunque la voce è una cosa molto intima e la percezione che da fuori arriava era qualcosa di diverso. La radio, secondo me, è un mezzo bellissimo, molto vero. Gli ultimi dati dicono che sta andando molto bene: negli utlimi anni era stata messa un po’ in crisi ed è tornata a essere il mezzo che è, un mezzo che arriva a tutti, in ogni momento, e ti può accompagnare.

    Una curiosità: gira voce della chiusura di LaEffe. Cosa c’è di vero?
    E’ una notizia che ho letto dai giornali in questi giorni. Fortunatamente di vero non c’è nulla: mi auguro che siano solo voci di corridoio o una cosa che poi andrà a finire positivamente. E’ normale che, essendoci tanti canali tematici, ogni canale debba trovare il suo posizionamento; magari stanno riguardando alcune cose per migliorarle. Da spettatrice, se non ci fosse più, mi spiacerebbe perché è un canale che ho seguito da subito e, poi, in questo momento ci sto lavorando, ma – ripeto – mi auguro che siano solo voci o che comunque si risolva positivamente.

    Il conduttore della prima edizione di #Hashtag è stato Marco Maccarini, adesso ad Amici 15. Ti auguri un percorso simile? Parteciperesti a un talent?
    Come concorrente non saprei come fare, visto che sono tutti bravissimi. Mi hanno invitato qualche volta a X Factor: è un grande circo, nel senso buono; devi essere molto strutturato per un programma così, per cui non ci ho mai pensato. Il nostro lavoro ci porta a fare anche cose che sembrano lontane, ma poi, quando le fai, ti ci ritrovi; quindi perché no? Se mi chiamassero, ci penserei.

    Il tuo hashtag qual è?
    Potrei dire ‘condivisione’. Siamo anche sotto Natale e, in generale, è un momento in cui mi piacerebbe che tutti condividessero un po’ di più, non la vita dei social, ma quella vera!

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN IntervisteProgrammi TVRadio Ultimo aggiornamento: Venerdì 18/12/2015 16:32
     
     
     
     
     
     
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