Take Me Out, la nuova edizione raccontata da Gabriele Corsi [INTERVISTA]

Take Me Out, la nuova edizione raccontata da Gabriele Corsi [INTERVISTA]

Il conduttore svela le novità della stagione 2016-2017

    Take Me Out, la nuova edizione raccontata da Gabriele Corsi [INTERVISTA]

    Lunedì 5 settembre comincia una nuova stagione di Take Me Out, il dating show di Real Time, che la scorsa stagione ha riscosso notevole successo, consacrando, così, Gabriele Corsi nell’alveo dei conduttori della nuova generazione degni di questo appellativo. Televisionando ha intervistato Gabriele Corsi per conoscere le novità di questa edizione e, soprattutto, se il suo obiettivo è rimasto lo stesso di qualche mese fa: vincere l’Oscar.

    Quali saranno le novità di Take Me Out?
    Il format del programma rimane lo stesso: un single, trenta ragazze, tre prove per un appuntamento. In ogni puntata abbiamo cercato di inserire una piccola novità, un imprevisto, qualcosa che rompesse la routine. Ci saranno molti single accompagnati da genitori, dalla mamma, dalla nonna, che lo aiuteranno nella scelta definitiva. Avremo anche coppie di ragazzi, gemelli, qualche ex, qualche ragazza del gruppo che porta il papà per scegliere il ragazzo definitivo. Infine avremo anche dei VIP.

    Cosa faranno gli ospiti VIP?
    Giocheranno con noi e, alla fine, usciranno per l’appuntamento. Al momento posso dire che si tratta di una coppia: non posso rivelare i nomi, ma vi posso dire che sono simpaticissimi. La cosa più bella è vedere la faccia dei ragazzi quando li vedono uscire dall’ascensore. E’ molto, molto divertente.

    Alla fine trovano le ragazze con cui uscire?
    Sì, e mi fa molto piacere perché, oltre a essere bellissimi, sono pure bravissimi e simpatici.

    Vedremo qualche concorrente fuori dal comune, un personaggio a cui il pubblico si potrà affezionare?
    I concorrenti maschi purtroppo hanno un lasso di tempo troppo breve perché il pubblico si affezioni, ma ti assicuro che qualcuno avrà grande successo sui social. Credo, però, che la gente si affezionerà tantissimo alle ragazze perché sono ancor più eterogenee rispetto alla precedente versione, più rappresentative delle donne in generale, avendo avuto la possibilità di scegliere su 17.000 candidature.

    Parlando, invece, di Ninja Warriors.

    Com’è andata?
    Mi sono divertito tantissimo, è un programma nelle mie corde. E’ stato molto difficile dal punto di vista produttivo perché i ragazzi non hanno limiti per fare il percorso; sono circa 40 concorrenti a puntata e a volte siamo impegnati per quattro o cinque ore. Devo dire, però, che con Discovery sto lavorando molto bene, nel senso che mi corrisponde molto come stile, come mentalità, come modo di fare, e anche i progetti che mi propongono li trovo molto adatti a me. Non penso di essere l’uomo buono per tutte le stagioni che può fare qualsiasi cosa, ma mi sembra che con loro si stia facendo un buon discorso.

    Dopo Take Me Out, cosa bolle in pentola?
    Spero che ci siano altri progetti. Penso di essere un presentatore sui generis che mette in campo se stesso. Con Discovery siamo rimasti che ci vediamo tra poco, dopo la prima settimana di Take Me Out, che, a questo punto, deve andare benissimo!

    Quando tornerai con il Trio Medusa?
    Lunedì (5 settembre, ndr) ricominciamo in radio. Poi, per quanto riguarda Take me Out, non è possibile condurre il programma in tre, quindi o fai Le Iene, che come conduzione è radiofonica e va bene, o è veramente difficile trovare un programma giusto. Abbiamo parlato con Real Time, abbiamo qualche progetto, vediamo cosa succede.

    Qualche mese fa ci hai detto che il tuo sogno più grande sarebbe vincere l’Oscar, obiettivo non impossibile, visto che avevi lo stesso numero di statuette vinte da Leonardo Di Caprio, cioè zero. Adesso sei in svantaggio. Punti a recuperare nel 2018?
    Di Caprio ne ha solo uno più di me, io continuo a crederci. Innanzitutto, non ho preso la nomination per Romanzo Siciliano e ci sono rimasto molto male (ride, ndr). Punto all’Oscar nel 2018, almeno nella categoria “Attore non protagonista”, anzi rilancio: ci sentiamo il prossimo anno e vinco anche un Pulitzer!

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