Striscia la notizia, ex inviato Mingo indagato per truffa

Striscia la notizia, ex inviato Mingo indagato per truffa

Chiuse le indagini su Domenico De Pasquale e la moglie Corinne Martino

    Striscia la notizia, ex inviato Mingo indagato per truffa

    La Procura di Bari chiude le indagini sull’ex inviato di Striscia la notizia Mingo e la moglie Corinne Martino, a capo della società che aveva sottoscritto un contratto con Mediaset. Nell’inchiesta, coordinata dalla pm Isabella Ginefra, l’accusa resta di aver confezionato ”servizi falsi”; Mingo e la moglie avrebbero truffato l’azienda tv percependo compensi per una decina di servizi che denunciavano casi di malaffare in realtà mai verificatisi, ma frutto di fantasia.

    L’inchiesta era partita nel 2015 dopo un servizio ”sospetto” di Mingo trasmesso a Striscia la notizia, con la storia raccontata di un falso avvocato, interpretato da un attore, al quale seguì un approfondimento della polizia giudiziaria.

    Del resto, ancora oggi restano attenzionati una decina di servizi, per i quali la parte offesa – Mediaset ha pagato alla società di Mingo e della moglie compensi per un valore di 21.000 euro, oltre al fisso annuale di 160.000 euro lordi.

    Secondo quanto si apprende, Corinne Martino, amministratore della società e moglie di Mingo, avrebbe truffato Mediaset con la richiesta di un rimborso di 150.000 euro per l’impiego di cinque figuranti e attori, ”un modo per coprire altre spese dell’azienda’. Nelle indagini per fatti riconducibili al 2013, è stata indagata anche la segretaria della società; mentre, invece, Fabio, l’altra metà della coppia di inviati, sarebbe stato all’oscuro dei fatti.

    Sull’intera vicenda, di recente si è espresso anche Antonio Ricci, patron di Striscia la notizia: ‘Purtroppo per loro hanno scelto una strategia difensiva molto particolare e non mi sembra che possa essere una via d’uscita‘, ha detto l’inventore del tg satirico di Canale 5 durante la conferenza stampa di presentazione della nuova edizione del programma.

    Mediaset – ricorderete – aveva prima sospeso e poi licenziato i due inviati Fabio e Mingo, in seguito a varie segnalazioni su ”servizi sospetti”. Inizialmente Mingo si è difeso dicendo di essere un attore, e non un giornalista. Successivamente, anche Codacons si è espressa sulla vicenda, promettendo di voler vedere chiaro su tutto.

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