Star Academy, anche la seconda delude. Durerà?

Star Academy, anche la seconda delude. Durerà?

La seconda puntata di Star Academy non mostra reali correzioni di rotta

    Star Academy italia giudici

    Doveva essere l’esame di recupero, ma l’impressione è che non sia stato proprio superato: la seconda puntata di Star Academy è stata, se possibile, peggiore della prima. Per eliminare uno dei tre candidati all’uscita c’è voluta un’ora e dieci, tra esibizioni singole al limite dell’imbarazzante, commenti tecnici senza ritmo, battibecchi sterili tra tutor e giudici, il tutto concluso da un verdetto già letto, praticamente ‘anticipato’ da Sabato Academy (ovvero l’uscita di Alessandra Normanno). Tutto ancora più indigesto della prima puntata: anche questo è un record.

    Diciamolo, non è colpa di Facchinetti: certo, un po’ più di polso nel trattenere le lungaggini di giuria e tutor non avrebbe guastato, ma evidentemente anche lui è ancora tarato sullo schema di X Factor, format che in pratica si ‘gestisce’ da solo, con i suoi blocchi ben cadenzati, la liturgia netta e la sequenza rapida di esibizioni diverse.

    Complice la qualità non eccelsa dei talenti (poche le voci che affascinano, le altre probabilmente bloccate dall’esigenza del canto ‘corale’, decisamente – e fortunatamente – ridimensionata rispetto all’esordio ), la sensazione dominante è quella di una diffusa monotonia, aggravata dal fatto che, per distinguersi, i concorrenti tendono a strafare, con pessimi risultati. Se accogliamo con gioia l’eliminazione di quell’infernale meccanismo dell’iVote a favore delle più immediate palettine con i voti e il passaggio dal voto su base 20 a quello su base 10, dobbiamo però constatare che la settimana di riflessione, stimolata dai bassi ascolti della prima puntata, non ha portato i risultati sperati.

    Ribadiamo che il problema principale è nel format: una gara corale ha bisogno di personalità forti (che qui latitano), di una giuria convinta, educata sì, ma grintosa, di tutor sfacciati ma responsabili.

    E qui di tutto questo c’è poco. Fatto salvo il contributo di Ornella Vanoni (ogni sua parola è vangelo ed è da brividi quando intona Mi Sono Innamorata di Te per argomentare un voto), gli altri giudici supportano poco Facchinetti, dilungandosi in spiegazioni spesso non richieste e ridondanti. Ognuno vuole dire la sua (tutor, giudici e cantanti) e così è un gran parlare che in tv, forse, può mettersi solo Amici.

    Su tutto, poi, sembra dominare un’entità ‘superiore’ e ‘misteriosa’ che decide l’assegnazione dei pezzi, riuscendo a scontentare tutti, tutor, giudici e concorrenti. Che sia la stessa entità che a X Factor ha portato all’esasperazione prima Simona Ventura e poi Morgan?
    Ora si aspettano i dati Auditel: RaiDue accetterà un altro 6%?

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