Spot, un finto Clooney contro lo sfruttamento delle piantagioni di caffè (video)

Spot, un finto Clooney contro lo sfruttamento delle piantagioni di caffè (video)

In uno spot un sosia di George Clooney viene picchiato: è l'iniziativa dell'Ong Solidar che vuole sensibilizzare l'attore sullo sfruttamento nelle piantagioni di caffè

    Nepresso, what else? George Clooney che beve quantità di caffè e che non viene neanche riconosciuto, George che incontra Dio Malkovich… quanti spot così abbiamo visto? Bene in questa versione George viene picchiato dalla pesante insegna del negozio, ma tranquille si tratta solo di un sosia. L’Ong svizzera Solidar ha diffuso questo spot in tre lingue (tedesco, francese e inglese) per denunciare lo sfruttamento nelle piantagioni di caffè e per chiedere allo stesso attore di difendere la causa dei lavoratori sfruttati. Il video parodia si sta diffondendo nella blogosfera e nel Web, il video dello spot è stato visto da migliaia di utenti online.

    A prima vista lo spot sembra uguale, ma ecco che qualcosa cambia. Come nello spot di George il nostro esce da un punto vendita Nespresso e viene “graziato” dalla caduta di un pianoforte, ma ecco che basta girare l’angolo e si ritrova a essere colpito al volto e poi nelle parti basse dall’insegna del negozio. Una voce off chiede scusa all’attore: “Scusa George, ma così ci si sente quando si è sfruttati nelle piantagioni di caffè“. E sottolinea come Nespresso si una delle poche case di caffè a non essere ancora solidale.

    Dopo averlo maltrattato, ecco che nello spot la Ong chiede a Clooney di intervenire per perorare la loro causa. Da anni infatti la Solidar si occupa dello sfruttamento nelle piantagioni di caffè in Nicaragua. Dal sito della Ong è poi possibile scrivere direttamente all’attore di Hollywood: “Caro George, in quanto ambasciatore di buona volontà dell’Onu, tu combatti per un mondo più giusto. È bellissimo.

    Dunque tu sei sicuramente infastidito dall’inattività di Nestlé nella lotta contro lo sfruttamento dei lavoratori e dei lavoratori delle piantagioni di caffè. Ti chiedo di fare una scelta: o Nestlé produce caffè in modo equo-solidale o tu smetti di promuovere i loro prodotti”.

    Da quando lo spot è stato messo online quasi 25mila sono state le lettere inviate a Clooney che ha da poco presentato un film alla 68esima Biennale del cinema a Venezia. A quanto pare la parodia ha sortito l’effetto desiderato visto che sul Web gli internauti si stanno scatenando e hanno iniziato anche a inondare la pagina Facebook della multinazionale svizzera chiedendo che venda prodotti equo-solidali. Un’utente Géraldine Coelho ha ripreso il tormentone dello spot: “Il commercio equo e solidale…voi lo conoscete? What else“.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN George ClooneySpotYouTube