Spot, tifoso risarcito per danni esistenziali

la cassazione conferma risarcimento per danni esistenziali a tifoso innervosito per spot promozionali durante semifinali di champions

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    Tifoso Champions league ottiene risarcimento per spot durante telecronaca

    Immaginate di trovarvi nella situazione che sto per descrivere. Siete davanti alla tv concentrati a guardare un’importante partita di calcio o a seguire una fase cruciale di un Gran Premio di MotoGp e il telecronista di turno lancia una volta di troppo uno spot o un promo pubblicitario. Come reagite?

    Se anche voi vi infastidite, per meglio dire, vi innervosite per tutta la pubblicità che bisogna sorbirsi anche durante un evento sportivo, allora potreste avere diritto anche voi a un risarcimento per danni esistenziali.

    Questo infatti è quello che è successo a un tifoso napoletano che si è visto riconoscere dalle Sezioni unite di Cassazione il “danno esistenziale da alterazione psichica e stress” provocato dal bombardamento di spot promozionali per una rivista sportiva durante le semifinali di Champions League (mi sembra ancora di sentire: tutto il film della partita nel Controcampo in edicola domani!).

    Facciamo un passo indietro. Nel 2003 il tifoso, innervosito da quella che riteneva “pubblicità occulta”, si era rivolto al giudice di pace che, con pronuncia equitativa, gli aveva dato ragione e aveva condannato in solido Mediaset e Rti a 100 euro di risarcimento per “lesione del diritto alla tranquillità esistenziale”.

    L’emittente però aveva fatto ricorso sottolineando che le segnalazioni fatte dal telecronista erano “autopromozione lecita di un prodotto editoriale collaterale” e la vicenda è quindi arrivata in Cassazione. Qui le Sezioni unite hanno invece confermato la sentenza di merito del giudice di pace ravvisando la illeicità degli spot promozionali che sono stati definiti “messaggi pubblicitari in contrasto con la normativa vigente (legge n. 249 del 1997)”.

    Certo 100 euro sembra una cifra irrisoria per Mediaset (che però ha fatto ricorso!) ma è la sentenza (giusta) che conta e che ora potrà diventare un precedente per altri casi simili.

    Ad esempio trovo insopportabile quando Guido Meda durante le telecronache di MotoGp su Italia 1 dice “mini stop and go” (e poi sono minuti interminabili di pubblicità) e “attenzione al riquadrino” (che è così piccolo su un televisore 14 pollici che non si vede nulla!).

    Siete ancora qui o già in fila dal giudice?!