Spot, Sabrina Ferilli chiede i danni a Poltrone e Sofà

Spot, Sabrina Ferilli chiede i danni a Poltrone e Sofà

Sabrina Ferilli non firmerà più il vostro ordine di Poltrone&Sofà. L’attrice romana ha infatti citato in giudizio l’azienda perché non avrebbe rispettato il contratto da lei firmato. L’avvocato della Ferilli avrebbe avanzato all’azienda una richiesta di di danni per 5 milioni di euro per aver sovraesposto e sfruttato illegalmente l’immagine della sua assistita. (In apertura uno degli spot tv che vede protagonista l’attrice al centro del contenzioso).

Secondo quanto si legge su alcuni quotidiani e agenzie, il contratto di Sabrina Ferilli non doveva superare i 90 giorni consecutivi di messe in onda su radio e tv dal 1° aprile del 2008 fino al 31 marzo del 2009. A partire da questa data e per i successivi due anni i passaggi dello spot in tv sarebbero dovuti diminuire, secondo la Ferilli durante quell’intervallo di tempo la pubblicità sarebbe stata trasmessa ben 190 volte, a fare questa scoperta sarebbe stata proprio l’attrice di Fiano Romano.

A questo punto la testimonial ha preteso dalla ditta Poltrone&Sofà di rilasciarle l’elenco completo degli spot trasmessi, ma l’azienda non l’ha mai consegnato. A confermare la teoria della Ferilli anche il calendario Radio e Tv, che conta il numero degli spot andati in onda, 190 giornate contro le 90 presenti nel contratto, 109 contro le 86 in radio senza contare poi tutti gli annunci cartacei. L’azienda pugliese non ha ancora deciso la contromossa, ma siamo certi che Sabrina Ferilli non dirà più “beato chi se lo fa, il sofà”.

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Ven 27/05/2011 da in

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Namaste 28 maggio 2011 00:32

Ma fatemi capire: i 5 milioni di euro sarebbero per mancato guadagno? Per guadagnare bisognerebbe lavorare, e visto che la sua carriera “lavorativa”, se si escludono i soliti cine-panettoni e qualche trascurabile fiction televisiva, era finita da un pezzo, come pensava di guadagnarli? Una causa ridicola, come il personaggio. Ringrazi invece l’azienda dello spot per averle dato, mi auguro, l’ultimo lauto compenso della sua vita. Burina come poche.

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