Spot, per l’Ue sono troppi in Italia. E intanto l’Agcom sanziona Mediaset

Spot, per l’Ue sono troppi in Italia. E intanto l’Agcom sanziona Mediaset

    Le bandiere italiana ed europea

    La Commissione Europea avvia contro l’Italia una procedura per la violazione delle regole comunitarie in materia di pubblicità in tv. Lo fa con una lettera in cui si sottolinea la necessità “di garantire una protezione efficace dei consumatori”. Mediaset risponde subito: “Abbiamo sempre rispettato tutti i limiti pubblicitari, nazionali e comunitari“. Per il Biscione l’Ue ha fatto male i calcoli.

    Ad essere nel mirino della Commissione Europea le norme che regolano i tetti pubblicitari in Italia, che violano, secondo Bruxelles, le regole previste dalla direttiva europea ‘Tv senza frontiere’. Come primo atto formale, il commissario europeo ai Media, Viviane Reding, ha inviato al governo una lettera di messa in mora, primo passo dell’azione legale Ue, a cui l’Italia dovrà rispondere entro due mesi, in modo convincente, pena il deferimento alla Corte Europea di Giustizia.

    Nello specifico, l’Ue contesta all’Italia la violazione del limite di 12 minuti di pubblicità all’ora, della regola sull’intervallo minimo di 20 minuti e l’infrazione della norma sulla pubblicità durante i film. In più, secondo Bruxelles, l’Italia non calcola nei tetti orari della pubblicità le telepromozioni e non rispetta la durata di 15 minuti prevista dalle norme Ue per le stesse telepromozioni.

    A ciò si aggiunge anche una puntualizzazione sulle disposizioni italiane relative alle autopromozioni, ovvero i promo per i programmi in onda sulle reti, che in base alle leggi nazionali non sono considerate pubblicità. “Questo comporta che in Italia i programmi come i notiziari vengano interrotti in modo indebito e i break pubblicitari siano più lunghi, in violazione della direttiva Ue in materia”. Non solo, ma, sempre secondo l’Europa, i messaggi autopromozionali, stando alle leggi italiane, non sono chiamati a rispettare alcune regole di base, come il rispetto della dignità umana e la non discriminazione.

    Le televisioni hanno bisogno della pubblicità e la pubblicità ha bisogno delle televisioni - afferma nella nota il commissario Reding -ma dobbiamo anche avere un’efficace protezione dei consumatori. Abbiamo bisogno di una una pubblicità responsabile“. Per il Commissario l’Italia “deve rispettare e soddisfare pienamente le norme europee in materia”.

    Risponde prontamente Mediaset, che non si limita ad una difesa, ma sferra un deciso attacco alla Commissione Europea.

    In una nota diffusa nel pomeriggio di ieri, Mediaset afferma di aver “sempre rispettato tutti i limiti pubblicitari, nazionali e comunitari” e sostiene che la protesta dell’Ue si basa su “conteggi errati basati su un’interpretazione arbitraria della realtà italiana“, come contestato già in primavera dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.

    Peraltro Mediaset specifica, in relazione alle finestre di televendite e ai messaggi di autopromozione che “l’Italia non era effettivamente allineata all’Europa. Ma la materia è stata sanata dal nuovo regolamento varato dall’Agcom, inviato già da giorni alla Ue per competenza, e pubblicato proprio oggi sul sito dell’Autorità”.

    L’emittenza privata conclude confermando il proprio impegno ad “attenersi pienamente anche a questo nuovo regolamento, come suo costume. Sorprende tuttavia – aggiunge Mediaset - che la Ue non abbia tenuto in alcun conto un atto ufficiale di un’Autorità nazionale che regolarizza la materia”. In breve, per Mediaset l’Unione Europea ha preso un abbaglio.

    Intanto però Agcom ha sanzionato sia Rai che Mediaset per l’”allegra” gestione degli spot pubblicitari. In particolare, la Commissione servizi e prodotti dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha inflitto alla Rai una multa di 230.000 Euro per la reiterata violazione delle norme sui “mini-spotnelle partite di calcio, non posizionati, come da regolamento, in fasi di riposo o recupero del match.

    Multa anche per Italia1, chiamata a pagare 20.000 Euro per aver trasmesso una pubblicità volta a reclamizzare i personaggi della serie Pokemon a ridosso allo stesso cartone animato. Neanche La7 è esclusa, visto che la Commissione l’ha diffidata per lo sforamento dei tetti pubblicitari.

    Che l’Agcom voglia dimostrare all’Unione Europea di svolgere appieno il proprio compito?

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