Spot nella bufera/1: Coca Cola manda in ‘crisi’ politica ed economia

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La piccola Giulia di Pisa, protagonista del nuovo spot Coca Cola, ha fatto infuriare i commercianti della riviera adriatica. Il suo manifesto ‘anticrisi’ mette a repentaglio i consumi estivi, dicono dalla riviera, e per ripicca il sindaco di Caorle invita tutti a bere chinotto. In alto lo spot incriminato.

Che la crisi sia una ferita aperta e un tema delicato nel nostro Paese lo testimonia anche questo strano caso di ‘rivolta popolare’ contro l’ultimo spot della Coca Cola, che ha ingaggiato una virtuale bambina di Pisa, l’ormai nota Giulia, per presentare un comodo ‘vademecum anticrisi‘ che però ha fatto imbestialire i commercianti della riviera adriatica, soprattutto i veneti, che attendono con ansia la stagione estiva per mettere un po’ a posto i propri conti.

L’invito a preferire le lasagne della nonna a una cena al ristorante, di preferire la casa di famiglia ai costosi resort è parso a molti un ‘boicottaggio’ delle località di ferie e una minaccia per gli introiti delle strutture ricettive, che si preparano a un’estate sotto tono. E così, mentre i commercianti si ribellano, il sindaco di Caorle lancia la provocazione: “Al consumismo delle multinazionali noi rispondiamo con un chinotto, o con un buon bicchiere di vino. Non metto in discussione la bontà della Coca Cola, ma difendo il nostro prodotto: la genuinità di una vacanza nel nostro territorio“. Bere Chinotto, quindi, vuol dire salvaguardare il Veneto, e la mossa ha preso rapidamente piede, tanto da spingere Coca Cola Italia a fissare un appuntamento con il sindaco.

Beh, siamo d’accordo con la difesa del prodotto tipico, ma in fin dei conti Giulia non ha poi tanto torto. La sua ‘ricetta per la felicità’ è di una semplicità (e di una banalità, se si vuole) disarmante, difficile non essere d’accordo con lei: che debba essere una multinazionale come la Coca Cola a ricordare agli italiani come si risparmia è un altro discorso.

Mer 27/05/2009 da Giorgia Iovane in , ,

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27 maggio 2009 11:06
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Che sia poi così deletero per il belpaese il messaggio della bambina GIULIA, protagonista dello spot Coca Cola? Diciamo che il polverone suscitato è stato un’ottima strategia di marketing che fa contenta la Coca Cola e anche Caorle. Volevo Segnalare un simpatico gruppo di Facebook ispirato ai recenti fatti di cronaca, il nome del gruppo è: “W la Coca Cola, Bevilo tu un Havana con il Chinotto” Mi sembra la risposta giusta per abbassare i toni di questa polemica..

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Giorgia Iovane
Giorgia 27 maggio 2009 13:32
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ahahahahahaahah! Fantastico il gruppo! ahahahahahaahahhaha

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Marisa 28 maggio 2009 14:10
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puahauahauhauahauahah che forte!!!

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Ricky 27 maggio 2009 11:48
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bella pubblicità si fa il sindaco di caorle…

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Manu 31 maggio 2009 21:41
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Non è certamente la pubblicita della coca cola a scoraggiare eventuali clienti a caorle o in qualsiasi località italiana, ma i prezzi troppo alti!!! In un paese che ha piu di 2000 km di coste, il 70% delle bellezze storiche e archeologiche NEL MONDO, siamo al quarto posto come turismo?! C’e qualcosa che non va…

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Federica 4 giugno 2009 01:41
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Da una parte ritengo che questo spot sia quantomeno un po’ ingenuo, perché qualcuno che soffra la crisi non ha bisogno che venga Giulia a dirgli di non andare in vacanza in luoghi costosi, non mangiare sushi e caviale, divertirsi in modo semplice ed economico.
Insomma, di necessità virtù: i miei in vacanza non ci sono mai andati ma perché, di base, non hanno mai avuto soldi per andare in vacanza.
Quindi, da una parte, capisco chi ha le balle girate nel sentirsi dire: “E che ci vuole? Basta tornare alle cose semplici!” quando sta già tirando la cinghia.

[C'è da dire che per risparmiare ancora di più si potrebbe bere acqua e non cocacola, altro che chinotto!]

Tuttavia, la reazione del sindaco mi pare spropositata.
Come già detto se uno i soldi per andare in vacanza non ce l’ha non ce l’ha.
Non penso che qualcuno rinunci alle vacanze per via della pubblicità della Cocacola, se può permettersele… per cui mi sfugge quale sia il danno.

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