Spot Ikea con picciotti italo-americani, è polemica

Spot Ikea con picciotti italo-americani, è polemica

Polemiche per uno spot di Ikea considerato razzista nei confronti dei meridionali

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    Da giorni in tv c’è uno spot che secondo molti è razzista. Nella pubblicità di Ikea “The Very Good Fellas” si vedono dei picciotti che parlano con un forte accento napoletano intenti in alcune azioni al limite del legale, anche se alla fine si scopre che tutte questi piccoli gesti sono invece buone azioni. Lo spot ideato dall’agenzia milanese 1861united guidata da Pino Rozzi e Roberto Battaglia, è in onda sia in tv che sul web dallo scorso 3 aprile, ma ha destato molte polemiche soprattutto fra alcuni cittadini meridionali.

    Ideato dai direttori creativi Francesco Poletti e Serena di Bruno, lo scopo della pubblicità è lanciare un nuovo tipo di cucine che non inquinano e per farlo ha puntato su un gruppo di picciotti all’apparenza loschi, ma che invece compiono buone azioni perché come dice lo slogan finale: “Comportarsi bene in una cucina Ikea è più naturale“. Sarà ma lo spot non è piaciuto molto soprattutto ai meridionali. In molti sono stati offesi e hanno bombardato di messaggi la pagina Facebook dell’azienda produttrice di mobili svedese: “Ah perché poi Napoli è solo questa?” e un altro le fa eco: “Ah no, giusto, bisogna far vedere al mondo solo la faccia sporca (che tra l’altro è stata sporcata da altre persone e non dai diretti interessati)… Già non compravo da ikea, pensa ora… Questo spot è una vergogna!!!”.

    Non solo, lo spot ha anche raccolto vari consensi: “Ma cosa ha di offensivo questo video? Cosa vi turba e vi indigna? A sto punto censuriamo anche Il Padrino o serie televisive come I Soprano. Eppure la pubblicità aveva convinto il marketing manager di Ikea Italia Fabrizio Concas: “Prima di tutto devo constatare che, al contrario di ciò che comunemente si dice, la pubblicità è molto seguita.

    In secondo luogo ci tengo molto a sottolineare che abbiamo scelto un taglio simile in totale buona fede e che, naturalmente, non credevamo che il messaggio dello spot avrebbe potuto in qualche modo offendere i meridionali o essere frainteso in questo modo“, ha spiegato il manager al Corriere del Mezzogiorno.

    Secondo Concas il problema è di chi non ha saputo leggere fra le righe dello spot: “Evidentemente ci sono persone che cavalcano alcuni sentimenti di divisione e che utilizzano la strumentalizzazione ogni volta che possono. Ero convinto che oggi si fosse superato il tema di contrasto tra Nord e Sud del paese ma, dopo le reazioni che ho registrato, devo dire che forse mi sbagliavo. In ogni caso ci teniamo a scusarci con tutti i meridionali che si sono sentiti offesi dalla nostra pubblicità“. In ogni caso, come insegna anche quel buontempone di Don Draper, la pubblicità è riuscita a far parlare di sé (e del prodotto) nel bene e nel male, e poi siamo davvero sicuri che questo ironico spot sia un insulto nei confronti dei meridionali… un po’ di ironia su!

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