Spike TV ordina Coal, un reality sui minatori dopo il miracolo cileno (oscurato dalla Rai)

Spike TV ordina Coal, un reality sui minatori dopo il miracolo cileno (oscurato dalla Rai)

Spike TV ordina Coal, un reality sui minatori dopo il miracolo cileno (oscurato dalla Rai) che sarà prodotto dai produttori di Deadliest Catch

    Spike TV ed i produttori di “Deadliest Catch” starebbero pensando a Coal, una docuserie-reality che alla luce della tragedia/miracolo dei 33 minatori cileni rimasti intrappolati per settimane sotto terra, faccia scoprire ai telespettatori i pericoli della professione di minatore. Lo show – prodotto da Thom Beers con la sua Original Prods – andrà in onda ad aprile 2011, e sarà ambientato in una miniera del West Virginia, con protagonisti i lavoratori, le loro famiglie e tutta la comunità intorno alla miniera.

    Il pessimo gusto dei reality show rischia di giungere ad un punto di non ritorno, e l’unica cosa “positiva” e che questa linea non verrà varcata dalla tv nostrana ma da quella a stelle e strisce: secondo i siti americani, la rete via cavo Spike TV ed i produttori di “Deadliest Catch” – già al centro della bufera per la morte trasmessa in tv – stanno pensando ad una docuserie/reality (intitolata Coal, ossia carbone) che racconterà i pericoli e le difficoltà del mestiere di minatori.

    Un mestiere finito al centro dei riflettori grazie al salvataggio dei 33 minatori cileni intrappolati da un paio di mesi nelle viscere della Terra, tramesso in diretta monopolizzando le programmazioni live in tutto il mondo – a parte di quello che dovrebbe essere il servizio pubblico in Italia: come sottolinea Aldo Grasso, Raiuno trasmetteva “Ti lascio una canzone” con Antonella Clerici, Raidue proponeva “Voyager” di Roberto Giacobbo, e su Raitre c’era Federica Sciarelli che, evidentemente non paga delle polemiche dei giorni scorsi – ha dedicato Chi l’ha visto quasi tutto a Sarah Scazzi. A parte qualche servizio di RaiNews 24 e le dirette web, l’unico accenno alla vicenda è arrivato solo a mezzanotte con Porta a porta.


    Tornando all’America, Coal sarà in particolare incentrato su Mike Crowder e Tom Roberts, co-proprietari della Cobalt Mine di Westchester, e sulla comunità locale, minatori, famiglie e altri cittadini; la minierà ha 40 “impiegati”, e di questi ci sarà mostrata la vita e tutti gli aspetti del loro lavoro, dagli esplosivi che permettono di scoprire nuovi filoni, al lavoro ‘tradizionale’. Per ora Spike ha ordinato 10 episodi, che andranno in onda ad aprile 2011.

    In realtà – secondo Spike – Coal è in fase di sviluppo da tempo e non è dovuto alla vicenda dei minatori cileni, “non serviva una tragedia ed il successivo miracolo – spiega Sharon Levy, vicepresidente alla programmazione originale – per farci entusiasmare ad un progetto come questo, da tempo siamo fan degli show di Thom che celebrano l’uomo di tutti i giorni. Quando ci ha proposto Coal, lo abbiamo comprato subito, un soggetto del genere può interessare i telespettatori, tutti hanno paura di essere sepolti vivi: è un omaggio a queste persone che tutti i giorni mettono a rischio la loro vita per far sì che il mondo possa andare avanti, e tanto di noi non pensano minimamente al da dove arriva l’energia”.

    Non ci resta allora che criticare la scelta della tempistica dell’annuncio, arrivato dopo poche ore dall’attenzione mondiale che ha riscosso la vicenda dei minatori cileni salvati poche ore fa; parafrasando Humphfrey Bogart, “è il marketing, bellezza. E tu non ci puoi fare niente. Niente”.

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