Spettatore umbro risarcito per la puntata di Annozero incentrata su “Sex, Crimes and the Vatican”

Spettatore umbro risarcito per la puntata di Annozero incentrata su “Sex, Crimes and the Vatican”

Spettatore umbro risarcito per la puntata di Annozero incentrata su “Sex, Crimes and the Vatican”

    un fotogramma del documentario

    (immagine tratta da http://anonimo-italiano.webboys.org/)

    Anche qui su televisionando abbiamo avuto modo di parlare di “Sex Crimes and the Vatican“, inchiesta della BBC inglese su casi (presunti) di pedofilia all’interno della Chiesa. La trasmissione ha suscitato forti reazioni, ma l’arrabbiatura non è bastata a Carlo Andrea Bollino, docente di economia politica a Perugia e presidente del Gestore Elettric (Gse).

    L’uomo si è infatti rivolto al giudice di Pace di Roma ritenendosi “offeso” dalla puntata di Annozero trasmessa il maggio scorso, dichiarando che la trasmissione era incentrata solo sui preti pedofili, come se solo tra i preti ci fossero pedofili. “Mi sento come Davide contro Golia, ha detto Bollino al ‘Giornale dell’Umbria’, ma mi ritengo abbastanza informato sull’argomento da poter giudicare insufficiente la trasmissione: ho letto Freud, diversi premi Pulitzer e Massimo Introvigne, secondo cui sulla percentuale di omosessualità e pedofilia non esiste differenza statistica fra i diversi segmenti di popolazione maschile”. Il giudice di pace ha accolto la tesi dell’uomo (sentenza depositata a dicembre, motivazioni rese note nei giorni scorsi), condannando la tv di stato a restituire 50 centesimi di canone e ad un risarcimento di 400 euro di danni (350 danni morali, 50 euro di danno materiale). La trasmissione, secondo l’avvocato Stefano Bertollini, “ha leso il principio costituzionalmente garantito del rispetto della libertà di culto, individuando una violazione sia contrattuale, a danno di chi è abbonato al servizio pubblico e paga il canone, sia extracontrattuale”. Ovviamente la Rai, difesa dall’esperto di diritto costituzionale Alessandro Pace, potrà ricorrere in Cassazione, ma la decisione darà la possibilità ad altri cittadini di chiedere un rimborso (qualora lo volessero).

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