Speciale Mike Bongiorno, la storia della tv italiana

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Come si può riassumere in pochi video la storia della tv? E’ una missione davvero difficile selezionare i momenti topici della carriera di Mike Bongiorno, definito nel momento del cordoglio ‘il padre della tv italiana’. Una definizione davvero poco retorica per chi ha segnato la nascita della tv pubblica, della tv privata e chiamato a battezzare ufficialmente Sky come terzo polo dell’intrattenimento tv. Di seguito il nostro personale tentativo.

Non ce la sentiamo di riassumere la carriera di Mike Bongiorno con un lapidario coccodrillo con l’estrema sintesi della sua carriera: in molti lo stanno facendo, in tv, sul web, domani toccherà alla stampa, ma preferiamo rimandarvi alla dettagliata pagina di Wikipedia.
Personalmente siamo sommersi dai ricordi e soprattutto dall’immenso valore (televisivo, sociale, culturale) che ogni trasmissione, ogni format, ogni apparizione di Mike ha ricoperto per il nostro Paese. I più giovani ne avranno un’immagine per lo più macchiettistica, favorita magari dai tanti video sulle sue gaffes trasmessi a loop da programmi come Paperissima e Striscia la Notizia, che ne hanno fatto forse un’icona trash senza però alcun intento denigratorio, ma con gli ‘afflati’ della più alta stima per chi, come ha ricordato Aldo Grasso, ha segnato le tre epoche finora vissute dalla tv italiana.
Mike Bongiorno non solo ha battezzato la tv in Italia ma l’ha accompagnata in questi suoi primi vorticosi 55 anni: forse meglio dire che ha traghettato la nostra tv nelle sue tre età, quella dell’infanzia caratterizzata dallo spirito educativo-pedagogico della Rai monopolista, quella dell’adolescenza, segnata dall’irrequietezza tipica di chi sta cercando una propria identità e che prova strade alternative alla via segnata dai ‘genitori’, come accaduto con l’avvento delle tv private, e quella della maturità, dove la tv cerca convergenze con le altre tecnologie della comunicazione.

Tre fasi della nostra storia, del nostro costume, della nostra vita sociale; tre fasi della comunicazione tv passata attraverso le sue ‘innovazioni’, le sue importazioni, la sua conoscenza del sistema americano, da cui importò a metà degli anni ’50, agli albori della tv, il quiz con il suo inimitabile Lascia o Raddoppia?, vera molla che spinse gli italiani ad affezionarsi alla tv e a occupare. Lo ricordiamo nell’omaggio che gli fece il cinema, con Totò, Lascia o Raddoppia.

Altro grandissimo successo fu Rischiatutto, vero cult degli anni ’70, che Mike aveva programmato di riportare in tv da novembre su SkyUno, in quella che sarebbe stato l’avvio della sua terza giovinezza. Ne rivediamo degli estratti con il suo commento, raccolto in una puntata de L’Era Glaciale, di Daria Bignardi, e un estratto della finalissima del quiz, datata 1972.

Innumerevoli nel frattempo i suoi Sanremo: resterà storica la sua rivalità con Pippo Baudo, che l’ha superato nel numero di festival condotti solo qualche anno fa.
Ma alla fine degli anni ’70 arriva la prima svolta, il trasloco a TeleMilano per sostenere il progetto decisamente ambizioso dell’imprenditore Silvio Berlusconi, intenzionato a dare nuove forme alla tv con la ‘rottura’ del monopolio pubblico.
Rivediamo Mike inaugurare le trasmissioni di TeleMilano, con l’entusiastica accoglienza rivolta all’editore Silvio Berlusconi.

Un azzardo per molti lasciare la Rai per approdare in una ‘piccola’ rete locale, che da quel momento si avvia a diventare il secondo polo televisivo italiano. Ed è Mike a fare da testa d’ariete, prima con Il Sogno nel Cassetto, poi con quiz che attraversano il ‘neonato’ daytime dei palinsesti nazionali e il prime time del giorno tradizionalmente affidato ai quiz, il giovedì, secondo un’abitudine creata proprio dal suo Lascia o Raddoppia?.

Bis!, Flash, Superflash, Telemike sono tutti quiz che chi ha una trentina d’anni ricorda come lontane immagini dell’infanzia. Questi anni in Fininvest/Mediaset (che lo hanno visto anche protagonista de La Ruota della Fortuna o di Genius negli ultimi anni) rappresentano anche il clou delle sue gaffes, ben presenti già in età monopolista, e delle sue furiose arrabbiature. Ma rivediamo alcuni video davvero storici, dalle liti con Antonella Elia a quella con Vittorio Sgarbi.

Trent’anni di idillio con Mediaset conclusisi in maniera a dir poco paradossale, con un contratto non rinnovato e senza alcun ringraziamento per quanto fatto per l’azienda. E’ stato lo stesso Mike a svelare i retroscena di questo ‘divorzio’ nell’ormai celebre intervista rilasciata a Fabio Fazio a Che Tempo che Fa. Rivediamo l’estratto ‘incriminato’.

Da qui si è consolidato il rapporto con l’amico Fiorello, con il quale aveva riscoperto una nuova giovinezza del tutto autoironica grazie al ruolo di testimonial per Wind-Infostrada, che ha svelato al pubblico un nuovo Mike. Rivediamo uno dei loro primi spot insieme.

E’ iniziato così un sodalizio fortunatissimo, che ha travalicato i confini della pubblicità: fu proprio a causa dell’amicizia con Fiore che si scatenò l’ormai celebre litigio con Loretta Goggi nella prima puntata di Miss Italia 2007. In basso il momento, che segnava di fatto uno straordinario ritorno di Mike in Rai dopo il Sanremo 1997 condotto con Piero Chiambretti e Valeria Marini.

Dopo la rottura con Mediaset il suo futuro era ormai su Sky, ‘accanto’ al suo amico Fiore: lo rivediamo nel lancio del Fiorello Show, che ha inaugurato le trasmissioni di SkyUno, un’intervista stile David Letterman Show sempre nello show dell’amico Fiore e il promo del suo Riskytutto con lo showman siciliano che ricambia il favore al ‘padre della tv italiana’.

Non chiedeteci perché ma vogliamo chiudere questa lacunosa rassegna con un altro cult della tv legato al suo nome, la mitica ‘reclame’ della Grappa Bocchino. Forse una spiegazione c’è: ricordarlo con una frase celebre diversa dall’ormai leggendario ‘Allegria’, ovvero ‘Sempre più in alto‘. Del resto questa potrebbe essere davvero la chiave della sua vita e della sua carriera, che non ha mai conosciuto momenti di calo. Addio Mike.

Mar 08/09/2009 da Giorgia Iovane

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Danzatriceorientale 8 settembre 2009 22:06
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Mi scuso in anticipo per il mio cinismo ma… lui era innegabilmente un grande intrattenitore, sono cresciuta guardando le sue trasmissioni, adoravo Tele Mike e BIS… però a essere sincera, la morte dei cosiddetti VIP non mi fa né caldo né freddo: in fondo lui è morto nel lusso, a Montecarlo, non dandosi fuoco in piazza perché non trovava lavoro o arso vivo in una fabbrica.
Con questo non voglio affatto dire che ne sono contenta, ma neanche mi sto tagliando le vene dalla disperazione e un “riposi in pace” non lo si nega a nessuno.

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Marisa 8 settembre 2009 22:32
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vabbè in fin dei conti hai detto cose giuste….solo che dispiace ecco, tutti non ce l’aspettavamo…..stava così bene…

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Michele sueri 9 settembre 2009 03:58
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Io seguivo Mike bongiorno da quando ero piccolo ed abitavo a casa dei nonni. Lui venne a carpi ed in una serata al teatro comunale menzionò mio padre e la sua opera ‘Divina catarsi’.. Il giovedì sera dopo il telegiornale vedevo flash e successivamente superflash poi a seguire le altre. ammiro quest’uomo per la sua precisione, costanza, metodicità e severa linea di conduzione ma soprattutto perché non faceva vedere di essere il protagonista del quiz, ma era il quik ad esserlo. Non era vanitoso, era umile, sapeva parlare alla gente. Lo conobbi pochi anni fa in occasione di un incontro alla scuola d’alta cucina ALMA di Colorno nella quale c’era anche Gualtiero marchesi e gli chiesi una foto: me la fece, io gli dissi che non aveva eredi come lui stesso disse invece di Jerry Scotti. Lui è solo Mike Bongiorno e basta: l’unificatore della lingua Italiana: il maestro unico della comunicazione.
Grazie Mike Bongiorno.

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