Spartacus, la terza stagione si chiamerà War of the Damned e sarà l’ultima [FOTO+VIDEO]

Spartacus, la terza stagione si chiamerà War of the Damned e sarà l’ultima [FOTO+VIDEO]

Spartacus, la terza stagione si chiamerà War of the Damned e sarà l'ultima [FOTO+VIDEO] e la traduzione di una lunga intervista al creatore Steven S

    Spartacus chiuderà alla fine della terza stagione, intitolata War of the Damned (in alto un particolare del poster promozionale diffuso da EW.com che dopo il salto vi proponiamo per intero): ad annunciarlo lo stesso creatore della serie, Steven S.DeKnight, che parla di una decisione ‘estremamente difficile ed emozionante‘ presa da lui e dai suoi colleghi, che perà alla fine hanno deciso di ‘chiudere la storia quando ancora siamo all’apice e quando il pubblico ci cerca: la terza stagione sarà epica ed estremamente soddisfacente per chi ci ha seguito dall’inizio‘. Appuntamento con l’inizio della fine per gennaio 2013, quando Starz trasmetterà l’ultimo ciclo da 10 episodi di una storia che ha saputo coniugare forti personaggi, computer grafica e tanto cuore.

    Dopo essere stata rinnovata per due volte prima della messa in onda della premiere di prima e seconda stagione (peraltro con un nuovo protagonista che doveva sostituire Andy Whitfield, amatissimo dai fan), stavolta Spartacus dà un colpo al cuore ai suoi fan: un paio d’ore fa Starz ha ufficialmente annunciato che la terza stagione avrà come ‘sottotitolo’ War of the Damned, la guerra dei dannati, e che sarà anche l’ultima.

    I fan – dice il creatore e produttore Steven S. DeKnight nella nota ufficiale di Starzci hanno sempre mostrato il loro supporto, non abbiamo preso questa decisione alla leggera, è stata una decisione difficile sia per me che per i miei partner: ma alla fine abbiamo deciso che sarebbe stato meglio concentrare in una stagione tutta l’azione che mancava di qui alla fine di Spartacus, una stagione che sarà epica e che sarà estremamente soddisfacente per chi ci ha sempre seguito‘.

    Che la terza stagione sarà qualcosa di grandioso è intuibile anche dalle prime informazioni diffuse da Starz, ‘Spartacus: War of the Damned’ è attualmente in fase di riprese in Nuova Zelanda, e riprenderà da dopo gli eventi del season finale della seconda stagione: nella premiere scopriremo che dopo una serie di vittorie contro tutte le legioni mandate dai Romani, non solo la fama di Spartacus è diventata leggenda, ma gli schiavi sono diventati oltre 30.000 e Roma comincia a tremare per quello che Spartaco rappresenta.

    Molte di queste vittorie non ci verranno mostrate per precisa scelta dei produttori: se qualche mese fa si parlava di uno Spartacus che sarebbe potuto andare avanti per cinque o addirittura sette stagioni, gli sceneggiatori hanno deciso invece di concentrare tutta la roba buona in una sola stagione: ‘Preferisco di gran lunga chiudere una serie quando ancora i telespettatori ne vogliono di più, piuttosto che quando anche i fan più duri e puri rimpiangano che la serie non sia finita prima – spiega DeKnight ad IGN – vogliamo fare i migliori 10 episodi possibili, non vedo l’ora che vengano messi in onda‘.

    L’autore ripercorre gli inizi di Spartacus – ‘uno show contestato, per usare un eufemismo, in molti modi‘ – e ringrazia Starz, che nonostante le sfide imposte da Spartacus ha deciso di andare avanti: ‘Sono particolarmente grato a Starz, qualsiasi altro netwrok, se l’attore protagonista si fosse ammalato e poi fosse morto, avrebbe cancellato lo show, invece Starz ha sentito che dovevamo finire di raccontare la storia, per i telespettatori e anche per Andy‘. Proprio la morte di Andy Whitfield, avvenuta qualche mese fa a causa di un tumore, ha convinto De Knight a non tirare troppo la corda: ‘Fortunatamente Starz è molto attaccata allo show, volevano che arrivassimo fino alla fine, non volevano ingannare i telespettatori e staccare la spina all’improvviso: ci hanno dato la possibilità di concludere la storia, e noi abbiamo deciso di farlo con la più grande stagione che abbiamo mai prodotto‘.

    Per quanto riguarda il futuro del producer, questo continuerà a lavorare con Starz, ma non più nel genere drama storico: ‘Sto sviluppando qualcosa ma è un progetto super segreto, sarà annunciato verso la fine dell’anno: ne ho parlato a Starz lo scorso agosto (ho un contratto con loro) e alla rete la mia idea è piaciuta, ho scritto un pilot che ora è in fase di sviluppo: ho diverse persone che lavorano con me, e per la fine dell’estate spero di essere abbastanza avanti da potervi dire di cosa si tratta, per ora posso dire che è qualcosa che ho sempre voluto fare‘.

    (Attenzione, dopo le prime due immagini promozionali e il video/teaser su Spartacus 3 seguono spoiler sulla seconda e terza stagione).

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    Spartacus

    Dopo gli eventi del season finale della seconda stagione, quando Spartaco e i suoi schiavi sconfiggono l’esercito romano guidato da Gaio Claudio Glabro nella terza stagione di Spartacus vedremo – oltre al ritorno del cast storico, ossia Liam McIntyre (Spartacus), Manu Bennett (Crixus), Dustin Clare (Gannicus), Dan Feuerriegel (Agron), Cynthia Addai-Robinson (Naevia) ed Ellen Hollman (Saxa) – altre tre new entry, Todd Lasance nel ruolo di un giovane ed ambizioso Giulio Cesare e Simon Merrells nel ruolo di Crasso, oltre ad Anna Hutchison in quello di Laeta. (Continua dopo la foto di IGN in cui si vede Simon Merrells mentre si prepara ad interpretare Crasso).

    Simon Merrels nel ruolo di Crasso

    DeKnight rivela che ci sono state un sacco di discussioni su come finire Spartacus, ‘verso la fine della seconda stagione abbiamo però capito che al 90% si sarebbe chiuso alla fine della terza stagione: allora abbiamo cominciato a pensare a quanto episodi sarebbero stati necessari per chiudere, se 12, 16 o 20: e guardando sia al lato creativo che a quello finanziario, abbiamo deciso per 10 episodi che contenessero le parti migliori della storia così da chiudere nella maniera più potente possibile‘.

    La stagione avrà come trama narrativa la battaglia finale tra Spartacus e Marco Crasso – quest’ultimo personaggio che secondo lo sceneggiatore ‘sarà molto determinato e con l’aiuto di Cesare darà la caccia a Spartacus, cosa che porterà a numerose battaglie in tutto il paese…‘ – e si concentrerà in particolare sul ‘costo della guerra, non solo fisico o finanziario, ma anche emozionale: entrambi i contendenti subiranno guai seri in questa stagione.

    Si può vincere ed essere sconfitti? Il film con Kirk Douglas rendeva bene questo aspetto, anche quando Spartaco stava per essere sconfitto, c’era un raggio di speranza con sua moglie e suo figli appena nato, che sarebbe vissuto come uomo libero. Tutti sanno come finirà questa stagione, ma come ci si arriverà? E quando ci arriveremo, come faremo in modo che questa stagione lasci comunque un messaggio? Penso sarebbe sbagliato chiudere con, e poi Spartacus e tutto il suo esercito furono trucidati, e i Romani vinsero la guerra‘.

    In un’intervista all’Hollywood Reporter DeKnight chiarifica il suo pensiero, ‘sarebbe ingiusto nei confronti di quei telespettatori che hanno passato quattro anni a guardare Spartacus se gli dicessimo che gli schiavi hanno perso, bisogna concludere in modo che sia chiaro che le battaglie dei protagonisti siano servite a qualcosa, al di là della vittoria o della sconfitta, che sia valsa la pena ribellarsi‘. Sempre all’Hollywood Reporter l’autore spiega che ‘War Of The Damned è una delle prime idee che ci sono venute in mente, volevamo un titolo che fosse epico ma che rappresentasse anche rovina e inquietudine, che fosse dark: abbiamo pensato che questo titolo spiegasse il senso di tutta la stagione, non solo quello dell’eroe: una delle cose che amo in War of the Damned è, come si trova la vittoria anche nella sconfitta? E cosa succede quando tu vinci, ma allo stesso tempo perdi? Queste saranno le due cose che esploreremo nel corso della terza stagione‘.

    Chiudiamo con un paragone a nostro avviso improprio, visto che annunciare la fine di una serie in anticipo fa venire in mente Lost, la conclusione sarà lostiana, ossia che farà parlare di sé anche ad anni di distanza dalla fine, o sarà una conclusione vera e propria? ‘Penso che Damon Lindelof – replica DeKnight – si è trovato davanti una sfida inpossibile, Lost era uno show costruito su così tanti misteri che è stato molto difficile dargli un finale soddisfacente, specialmente uno che fosse epico come quello che poi è stato trasmesso. Lo stesso si può dire per Battlestar Galactica, c’erano dei misteri costruiti in modo tale che nessuno sarebbe stato pienamente soddisfatto delle risposte. Fortunatamente – conclude lo sceneggiatore – nel caso di Spartacus non abbiamo costruito nessun mistero, e c’è una mitologia storica che ci aiuta in qualche modo‘.

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