Spagna, la TVE dice basta alle corride in tv

Spagna, la TVE dice basta alle corride in tv

Decisione storica in Spagna, la Rtve (la radio televisione spagnola) ha vietato le corride perché figurano sotto la dicitura "violenza" contro gli animali

da in Attualità, Informazione
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    Decisione storica in Spagna la corrida viene giudicata troppo violenta ed è vietata dal palinsesto della Tve, la televisione pubblica iberica. Il nuovo manuale di stile, presentato lo scorso dicembre e approvato dal presidente Alberto Oliart, ha incluso la tauromachia sotto la dicitura “violenza con animali” all’interno del capitolo questioni sensibili. Il manuale, in concreto, stabilisce che la Rtve “no trasmetterà le corride al loro solito orario (nel pomeriggio) perché è all’interno della fascia protetta“. Il divieto della televisione nazionale spagnola non ha precedenti in un Paese, in cui in molti amano moltissimo la corrida che nonostante la sua crudeltà.

    I tori spariscono quindi dai palinsesti di radio e televisione pubblica in Spagna. La rete televisiva spagnola tiene comunque presente “la rilevanza che ha il mondo delle corride e l’influenza di molti aspetti socio-culturali” e infatti continuerà a parlare del mondo taurino in tv e in radio senza emettere però i tornei. Esisteranno infatti degli spazi appositi dedicati all’arte dei toreri e la programmazione seguirà “gli aspetti artistici, letterali, ambientali e sociali legati alla tauromachia“. Lo scorso 2 dicembre la Commissione Mista eletta dal Parlamento spagnolo (una sorta di nostra Commissione di Vigilanza) ha espresso un voto contrario a una mozione del Partido Popular che chiedeva alla Rtve l’emissione di almeno 10 corride ogni stagione. La rete televisiva iberica trasmetterà comunque le fiere taurine più importanti.

    In generale, sulla violenza sugli animali, il Manuale di stile, approvato dal Cda lo scorso 2 giugno stabilisce chei bambini vedono con angoscia la violenza esercitata nei confronti degli animali” e dunque “va evitata in tutti i media. Prosegue il manuale: “Nelle scene di caccia e e della mattanza degli animali si devono evitare gli aspetti più cruenti in modo che non si veda o si senta la sofferenza degli animali sacrificati“. Il manuale parla anche del comportamento che devono avere i giornalisti della rete di fronte ai temi “sensibili” come l’infanzia, la violenza di genere, terrorismo, il suicidio e l’immigrazione.

    Nel caso della violenza di genere non si deve “confondere la morbosità con l’interesse sociale“. Si segnala, dunque, che le “ricerche estetiche e la narrativa abituale dei reportage di fatti di cronaca non deve usare la realizzazione di notizie sulla violenza contro le donne“. Così, il manuale segnala che “devono essere protette le vittime di omicidi” con pixellature, maschere o voci distorte.

    Allo stesso modo, nel manuale si segnala che devono evitarsi le ricostruzioni di dettagli scabrosi che provocano “la morbosità e la commiserazione della vittima. Le ricostruzioni sono utili quando si utilizzano in ambito informativo e se sono necessarie per la comprensione dei fatti. I dettagli e le immagini scabrose [...] danno forma allo spettacolo“. Una parte del manuale è relativa ai politici imputati per evitare “sentenze parallele“. Va mantenuto, conclude il manuale, “un dibattito equilibrato e plurale sul significato politico delle informazioni che si stanno conoscendo e il modo in cui il partito coinvolto si comporta prima della sentenza finale“.

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