Reality, protestano le troupe di Supervivientes e Pekín Express

Reality, protestano le troupe di Supervivientes e Pekín Express

Stesso reality, stessi problemi, paesi diversi

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    Se in Italia si è appena conclusa l’Isola dei Famosi, in Spagna è appena iniziato Supervivientes: stessa location, stessa troupe, stessa produzione (Magnolia) e stessi problemi. L’avvertimento del presentatore Jesús Vázquez sembra quasi una presa in giro per la troupe di un reality estremo: “Questo non c’entra nulla con daikiri e bikini” ha detto alla co-conduttrice Eva González, già Miss Spagna, che ha sostituito Mario Picazo, colpito dal tifo. Jordi Rosell, regista del reality in onda ogni giovedì, spiega: “Quest’anno è molto più dura sia per i naufraghi che per chi vive dietro le telecamere”. Nulla di nuovo sotto il sole del Nicaragua; ma anche i colleghi di Pekìn Express non se la passano meglio.

    Non è bastato il rodaggio con l’Isola dei Famosi 7: anche Supervivientes, versione spagnola del reality di RaiDue prodotto dalla Magnolia e realizzato, come ovvio, negli stessi luoghi scelti per l’edizione italiana sta facendo i conti con le lamentele della troupe, sempre la stessa, ma ora impegnata a seguire i naufraghi iberici.

    Il quotidiano spagnolo El Mundo ha illustrato quanto già denunciato da L’Espresso all’inizio dell’Isola 7, documentando le condizioni di vita e di lavoro tremende delle troupe di questi due reality. “Da quattro mesi 140 persone lavorano fino alle cinque o le sei del mattino“, racconta Rosell, con turni di lavoro che arrivano a 48 ore per ammortizzare i costi e gli spostamenti in barca dal quartier generale del programma alle diverse isole che ospitano i concorrenti. Pedro Juan Rivera, produttore esecutivo del reality dei naufraghi, è sopravvissuto alle due precedenti location, Repubblica Domenicana e Honduras. Uomo di mondo, riassume i problemi più frequenti: “Lavoriamo al sole, con molta umidità. Quando piove, e in queste zone solitamente lo fa e molto forte, devi rimanere lì registrando. Le notti sono molto difficili, perché resistere sveglio mentre gli altri dormono non è facile“.

    Non se la passano meglio i lavoratori impiegati in un altro reality estremo spagnolo, Pekín Express, una sorta di The Amazing Race che quest’anno toccherà i territori impervi di Vietnam, Cambogia, Laos, Indonesia e Malesia: l’obiettivo per i concorrenti è quello di attraversare l’area in meno di 13 giorni. A raccontare le difficili condizioni di vita una delle autrici, Leticia Molinero, che per affrontare la ‘trasferta’ si è vaccinata contro rabbia, tetano, epatite e febbre giapponese: “I concorrenti non se la passano bene e neanche noi“, afferma laconica. Leticia è una veterana di questo programma e ricorda ancora il suo primo giorno: “Eravamo a Peskov, non lontano da Mosca, con i concorrenti Begoña e Noel e suonò il beeper per dormire (il segnale del riposo dei partecipanti a questo reality n.d.r.), in mezzo al nulla, vicino a un fiume pieno di spazzatura. Lo spettatore questo non può saperlo“. In basso il promo di Pekìn Express.



    I punti di contatto tra i due reality non mancano, dalle notti insonni al tipo di rapporti imposti dalla produzione con i concorrenti. La Molinero racconta dal ‘fronte’ di Pekin Espress di non riuscire a dormire per più di tre ore durante il reality: “C’è da aspettare che i concorrenti chiudano gli occhi per andarsene. E anche ci si deve svegliare prima, alle 04.30 circa per preparare tutto quando si svegliano“; dal canto suo Rivera spiega: “Non possono neanche guardare negli occhi i concorrenti, né salutarli, niente di niente. Devono sentirsi molto isolati“. Gli fa eco la Molinero: “Devi essere distante. Sono sanno che mi chiamo Leticia. Gli diciamo che non esistiamo. È fondamentale non simpatizzare, perché altrimenti guadagnano terreno“. Eppure di gente che gira per l’isola ce n’è, visto che ci sono mediamente due telecamere, ciascuna accompagnata da due redattori e un fonico. Senza contare che l’attrezzatura pesa circa 15 kg, non certo piacevoli da trasportare sia che ci si trovi al sole del Nicaragua che si combatta con l’umidità dell’estremo oriente.

    Non solo difficoltà, certo: per le troupe si tratta comunque di esperienze uniche, soprattutto in Pekin Espress, come racconta la Molinero: “I cinesi si fermano a guardarti, gli indiani che vivono in piccoli villaggi arrivano a toccarti, perché non hanno mai visto un occidentale“. Alla fine chi ci lavora finisce, in alcuni casi, per condividere le motivazioni dei concorrenti: “Ho perso un’unghia del piede appena ho finito di attraversare il deserto di Rajasthan a 50°. Ma ho convinto il medico in Nepal che dovevo continuare. Quando ha visto quanta voglia avevo mi ha detto ‘Tutto è nella tua testa’. Non potevo tornare in Spagna“.
    Ma se da una parte i concorrenti hanno l’onore della tv per i lavoratori spesso c’è solo la fatica del backstage: soprattutto se le condizioni sono proibitive e i salari, causa crisi economica, non proprio all’altezza.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN L'Isola dei FamosiPechino Express 5Reality ShowmagnoliatelecincoTv Spagna Ultimo aggiornamento: Giovedì 02/06/2016 07:50
     
     
     
     
     
     
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