Auditel, Servizio Pubblico, pubblicità: Michele Santoro e Piero Angela tra Rai e qualità tv

Circa 5 milioni di Euro di raccolta pubblicitaria per Servizio Pubblico: questi i numeri forniti da Michele Santoro

da , il

    Mentre la Rai è formalmente nel periodo di ‘interregno’, visto che con l’approvazione del bilancio 2011 avvenuto mercoledì scorso 28 marzo si è esaurito il mandato del Cda, Michele Santoro ne ‘approfitta’ per mandare qualche bordata alla sua ex azienda. Beh, non è una novità, senza dubbio: a colpire, però, non è tanto la sua provocatoria proposta di diventare Dg della Rai, con Freccero Presidente, quanto il suo ‘bilancio di previsione’ sugli introiti pubblicitari del suo talk, Servizio Pubblico. Gli ascolti non tradiscono e Santoro dichiara che ogni puntata di Servizio Pubblico raccoglie circa 400.000 euro di pubblicità. Considerato che sono un po’ tutti in crisi viene da pensare che quando c’è sostanza gli investimenti ci sono… In alto l’editoriale di Santoro a Servizio Pubblico di giovedì 29 marzo 2012, di seguito l’opinione di Piero Angela sulla cultura in tv.

    ‘Oggi il Cda ha approvato, nei tempi previsti, la proposta di bilancio per l’esercizio 2011. Fino all’avvento del nuovo Cda però il nostro dovere di Consiglieri è quello di continuare ad amministrare la Rai e così per quanto mi riguarda, intendo fare‘: così Paolo Garimberti al termine del CdA di mercoledì scorso, 28 marzo, che ha formalmente sancito la fine del CdA Rai. In attesa della nomina del nuovo consiglio – sebbene si debba ancora capire se si procederà seguendo la Legge Gasparri o se interverrà il governo Monti – consiglieri e presidente restano ai propri posti per l’ordinaria amministrazione, che in Rai è in realtà una chimera: tutto a Viale Mazzini assume i contorni dello straordinario.

    Intanto c’è un ‘servizio pubblico’ che procede spedito e tranquillo: parliamo del talk di Michele Santoro che nonostante qualche flessione negli ascolti regge bene la lunga distanza, più di quanto lo stesso Santoro immaginasse. ‘Per ogni puntata di Servizio Pubblico raccogliamo circa 400.000 euro di pubblicità e a fine stagione arriveremo a un totale di 4-5 milioni, un risultato fino a poco tempo fa impensabile e che rispecchia la crisi della Rai. La piccola esperienza che ho cominciato quest’anno – aggiunge Santoro ospite di un convegno dell’Idv – pensavo fosse destinata al successo per un piccolo numero di serate, basandomi sull’esperienza di Raiperunanotte per cui c’era stata una partecipazione di massa che voleva segnalare la necessità di cambiare il sistema. Evidentemente anche da parte degli investitori c’è una voglia di ribellarsi a un sistema bloccato, una voglia che non viene rilevata dal sistema politico‘. In basso il video integrale dell’intervento di Santoro al convegno dell’IdV.

    Una voglia di cambiare sistema che invece è ben percepito da buona parte dei telespettatori, che mai come in questa stagione tv si sono ‘ribellati’ ai cloni e alle ‘minestre riscaldate’ ormai senza sapore (come il Grande Fratello o le ‘imitazioni’ Star Academy e Baila!), premiando invece la spensieratezza e la classe di Fiorello da un lato e la follia di Italia’s Got Talent (oltre alla fiction, che ha regalato alcuni dei maggiori ascolti dell’anno tv, peraltro ancora in corso).

    Certo, il nostro riferimento resta l’Auditel, quel sistema di rilevazione degli ascolti e dei consumi televisivi che condiziona da anni e sempre con maggior forza l’offerta tv italiana. Un sistema che mostra sempre più i suoi limiti – evidenziati anche dalle sentenze dell’Agcom – e per il quale si continuano a suggerire, auspicare e anche applicare modifiche perché si giunga a un maggior equilibrio tra offerta, ascolti e qualità. La Rai di ‘domani’, quella che ha in mente Giancarlo Leone, guarda proprio a una limitazione del ‘peso specifico dell’auditel’ nella strutturazione dei palinsesti e nella costruzione dei format, ma vedremo solo tra qualche mese come questo si tradurrà nelle griglie Rai per l’Autunno 2012.

    Intanto ci fa piacere chiudere questo mese di marzo tornando ai suoi ‘inizi’, all’avventura di Widg che ha visto Televisionando impegnato sul campo insieme ad altri blog e siti italiani per sensibilizzare il pubblico e i media sulla necessità di un rpensamento del mercato tv, sempre più ripiegato su se stesso. Vi avevamo chiesto in un sondaggio quanto in realtà fossero per voi importanti i dati Auditel (considerata anche l’iniziativa di sciopero degli ascolti promosso domenica 4 marzo): beh, pochi dubbi sul vostro rapporto con l’Auditel.

    La maggior parte di chi ha partecipato al sondaggio dichiara, infatti, di non essere certo influenzato dal dato Auditel nella valutazione di un programma: cosa buona e giusta. Peccato invece che poi le emittenti tendano a cancellare prodotti, magari piacevoli e gradevoli, dagli scarsi ascolti. E’ stata una delle battaglie di Widg, incarnato dal Web Indice di Gradimento: nel frattempo gli investimenti pubblicitari calano, le aziende tv tagliano mentre cresce il rischio di un ricorso sempre più massiccio a programmi poco rischiosi e molto remunerativi, a scapito della qualità. Un problema che, purtroppo, non riguarda solo la tv…

    Intanto Piero Angela dà la sua autorevole opinione partecipando al convegno fiorentino ‘La Rai per i Beni culturali’: ‘Il vero nemico della cultura non è lo share ma la noia. La cultura spesso è stata ed è trasmessa da persone che parlano più ai loro colleghi, agli addetti ai lavori piuttosto che al grande pubblico televisivo e questo vale anche per la scienza. Il pubblico è sempre stato escluso per molto tempo dalla divulgazione culturale, risentendo di un certo modo italiano ed elitario di intendere la trasmissione del sapere. Abbiamo invece bisogno di una comunicazione culturale fatta in modo creativo, così da aiutare il pubblico ad accedere alle stanze chiuse del sapere, magari anche divertendosi. Il lunguaggio parlato e il linguaggio televisivo spesso impediscono di accedere a questi tesori del sapere. Dobbiamo cogliere la sfida offerta dalle nuove tecnologie per divulgare in maniera innovativa la conoscenza culturale e scientifica‘. Finalmente qualcuno che esce dai luoghi comuni e che sa cosa vuol dire fare tv: ovviamente ha già rifiutato la proposta di diventare Presidente della Rai. Quell’incarico con la tv non ha niente a che fare, in effetti…