Sky Tg24 in guerra contro il DDL intercettazioni

Sky Tg24 in guerra contro il DDL intercettazioni

Emilio Carelli, direttore di Sky Tg24, annuncia battaglia legale alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo contro il ddl sulle intercettazioni

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    Emilio Carelli, direttore di Sky Tg24, è davvero uno dei pochi ad aver annunciato guerra dura, in tribunale, al ddl sulle intercettazioni approvato dal Parlamento. Da ieri, giorno della ‘protesta ufficiale’ degli organi di informazione italiana, il suo tg è listato a lutto e intende andare in fondo alla questione, segnalando in tutte le sedi, “fino alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo” una legge che “limita il dovere dei giornalisti di informare e dei cittadini di essere informati“. Lo ha intervistato Repubblica.

    Emilio Carelli continua nella sua battaglia – quasi solitaria purtroppo – contro le mille limitazioni alla libertà di stampa che stanno funestando questo 2010 italiano, ‘inaugurato’ dallo stop ai talk show politici in periodo pre-elettorale. Non a caso Sky Tg24 è l’unico tg che va in onda listato a lutto dopo l’approvazione del ddl sulle intercettazioni. Una scelta grafica capace “di esprimere ai nostri telespettatori la preoccupazione di Sky per questa legge che è un attacco grave alla libertà di informazione e nasconde una vera insofferenza verso la libertà di stampa“, ha detto il direttore a Repubblica.

    Una protesta che cerca di sensibilizzare il proprio pubblico sull’anomalia italiana e sul cambiamento imposto al giornalismo, rivendicando però la propria autonomia a dispetto delle leggi: “Col ddl intercettazioni non potremo parlare delle grandi inchieste chissà per quanto tempo. Noi, però, riconfermiamo il nostro impegno a dare tutte le notizie anche se questa norma intende limitare sia i giornalisti sia il diritto dei cittadini ad essere informati in maniera completa“. Al proprio fianco Carelli ha trovato i suoi editori, costretti dal ddl a ‘controllare’ strenuamente i contenuti onde evitare salate multe: “I nostri editori, Sky Italia e News Corporation, sono pienamente d’accordo nel considerare pessima queste legge e hanno annunciato un intervento verso tutte le autorità competenti, fino alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Perché queste norme costituiscono un’anomalia a livello europeo“.

    Anche in Italia c’è ancora una speranza.

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