Sky sul Digitale Terrestre, l’UE frena

Sky sul Digitale Terrestre, l’UE frena

L'Unione Europea prende tempo e rimanda la decisione sul via libera a Sky sul mercato digitale terrestre italiano nel 2010: sembra che dietro al temporeggiamento dell'Antitrust europea ci sia un intervento diretto di Silvio Berlusconi

    L’approdo di Sky sulla piattaforma digitale terrestre italiana prima della scadenza del 2012, che sembrava ormai cosa fatta per la commissione Antitrust della Comunità Europea, sta subendo proprio in questi giorni una decisa battuta d’arresto. Sembrava mancasse davvero poco al sì ufficiale per l’arrivo di Sky Italia sul Dtt, ma il presidente dell’Antitrust, Joaquin Almunia, ha deciso di recuperare ulteriori informazioni sulla situazione del mercato tv italiano e di mettere per ora da parte la bozza d’accordo già pronta per la firma. Che i passaggi di Romani e le ‘sollecitazioni’ del Governo Italiano abbiano fatto effetto?

    Il Commissario europeo alla Concorrenza Joaquin Almunia ha ordinato una ricognizione aggiuntiva sul mercato televisivo italiano: questa la motivazione ufficiale con la quale, di fatto, di rallentano i tempi per il definitivo parere positivo allo sbarco anticipato – già al 2010 – di Sky Italia sulla piattaforma italiana del digitale terrestre. Solo qualche mese Almunia sembrava decisamente favorevole a dare l’assenso alla richiesta di Sky, che cercava di velocizzare i tempi, tagliando di due anni il vincolo 2012 – stabilito all’epoca della fusione di Stream e Telepiù e propedeutico alla posizione di monopolista sul satellite – dato l’ormai mutato panorama del mercato tv nazionale, col dtt sempre più esteso, in anticipo sugli iniziali piani di switch-off, e una concorrenza sempre più forte sul mercato pay di Mediaset Premium.

    Ovvio che proprio Mediaset sia la più preoccupata da un eventuale ingresso – già quest’anno – di Sky sul dtt: già il colosso di Murdoch ha rovinato i piani del Biscione per il Mondiale di Calcio 2010, ulteriori ‘sgambetti’ non sarebbero certo graditi. E così diplomazia e forze governative si sono mosse per ‘far riflettere’ Almunia e la commissione Antitrust, che quindi ora sembra aver deciso di muoversi con i piedi di piombo.

    A suggerire alla commissione un atteggiamento più cauto anche la ‘discesa in campo’ del Cavaliere Silvio Berlusconi, che negli ultimi tempi si sarebbe rivolto direttamente non solo ad Almunia, ma anche al Presidente di turno della Commissione dell’Unione Europea, Josè Barroso, almeno a quanto rivela MF – Milano Finanza.

    Una pronuncia è attesa prima dell’estate: ma vista la situazione politicamente delicata non ci stupiremmo se tutto slittasse all’autunno. Con buona pace di Sky, che di certo non starà ad aspettare con le mani in mano.

    445

     
     
     
     
     
    ALTRE NOTIZIE