Sky, l’Iva aumenta dal 10 al 20%; le reazioni

Sky, l’Iva aumenta dal 10 al 20%; le reazioni

Brutta sorpresa per gli abbonati di Sky, oltre 4 milioni di persone, che dal primo gennaio del prossimo anno saranno costretti a pagare più tasse, 'grazie' ad una misura prevista nel decreto anticrisi che abolisce l'Iva agevolata per i canoni di abbonamento alle pay tv, che crescerà dal 10 al 20 per cento

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    Brutta sorpresa per gli abbonati di Sky, oltre 4 milioni di persone, che dal primo gennaio del prossimo anno saranno costretti a pagare più tasse, ‘grazie’ ad una misura prevista nel decreto anticrisi che abolisce l’Iva agevolata per i canoni di abbonamento alle pay tv, Iva che crescerà dal 10 al 20 per cento.

    Immediata la reazione di Sky, che nei suoi tg ha messo addirittura la notizia al secondo posto dopo gli attentati in India: secondo Tom Mockridge, “le tasse generate grazie agli abbonati di Sky cresceranno a 580 milioni di euro, una crescita evidentemente in contrasto con l’affermazione del governo che questo pacchetto ‘sostiene lo sviluppo delle imprese’“.

    E se a sinistra si torna a parlare di conflitto di interessi, visto che il Governo non fa altrettanto per gli utenti dei programmi in pay per view, in primo luogo i possessori dei 2 milioni di 400 mila smart card distribuite da Mediaset, cioè il gruppo controllato dalla famiglia di Silvio Berlusconi, oltre al premier, secondo cui l’aumento dell’Iva colpirà anche le sue televisioni, parla proprio Mediaset.

    In una nota, l’azienda fa notare come Mediaset non sia “coinvolta dall’aumento dell’Iva, visto che “la norma riguarda solo la tv via satellite e via cavo; l‘eventuale coinvolgimento di Mediaset è insignificante, perché relativo soltanto agli abbonamenti mensili per alcuni canali digitali“, in particolare le 224 mila tessere vendute con il sistema Easy Pay, l’unico assoggettabile a un canone

    Ma quanto costerà in soldoni l’aumento dell’Iva dal 10 al 20%? Secondo le stime di alcune associazioni dei consumatori, dai 40 agli 80 euro l’anno, a seconda dell’abbonamento scelto, ma c’è anche chi parla di un aumento mensile degli abbonamenti (oggi tra i 15 e i 60 euro) di due euro e mezzo (quindi una trentina di euro l’anno): e non è escluso che molti dei 4,6 milioni di abbonati di oggi in futuro scelgano, per il prossimo anno, di non rinnovare l’abbonamento.

    Ma quali saranno le contromosse di Sky? Secondo il Sole 24 Ore, la rete di Murdoch, oltre al rincaro degli abbonamenti, vorrebbe non rinnovare l’accordo con il cinema italiano, quello per cui le pellicole sbanca-botteghino venivano acquistate ‘in automatico’ da Sky.

    Rupert Murdoch, inoltre, potrebbe chiedere a Bruxelles di non aspettare il 2001 per porre fine alle misure imposte dalla commissione Ue come contropartita alla fusione tra Tele+ e Stream.

    E fortuna che, in tanto bailamme, c’è sempre il solito Gene Gnocchi, secondo cui Murdoch “nell’ambito di una politica di contenimento dei costi“, ha deciso che “Caressa dovrà tagliare del 10% i suoi incipit, la D’Amico accorcerà di 10 centimetri le sue gonne per dare alla gente due ottimi motivi per continuare a guardare Sky, nonostante il raddoppio delle tasse per seguirla“.

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