Sky, 100mila euro di multa per lo spot ”Body Scanner”

L'Autorità Antitrust ha sanzionato Sky Italia con una multa da 100 mila euro per la campagna pubblicitaria radiotelevisiva Body Scanner

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    L’Autorità Antitrust ha condannato Sky Italia S.r.l al pagamento di una multa da 100.000 euro per la campagna pubblicitaria radiotelevisiva denominata “Tutto Sky a 29,90 euro al mese” e conosciuta dai telespettatori come quella del Body Scanner. La sanzione amministrativa è stata irrogata alla pay tv satellitare in seguito alla segnalazione fatta dal gruppo RTI per pratica commerciale scorretta e presunta ingannevolezza dei messaggi pubblicitari. Ormai la guerra tra Sky e Mediaset è in atto e si combatte con ogni mezzo. Dopo il salto i dettagli sulla vicenda.

    L’Antitrust, sanzionando Sky con una multa da 100.000 euro, ha dunque dato ragione al gruppo RTI in merito alla presunta pratica commerciale scorretta messa in atto dalla pay tv di Murdoch con gli spot radiotelevisivi diffusi sui principali canali nazionali tra il 10 febbraio e il 20 marzo 2010 per promuovere l’offerta “Tutto Sky a 29,90 euro al mese” per tre mesi e a cui si poteva aderire fino allo scorso 28 marzo 2010.

    In base alla segnalazione di presunta ingannevolezza fatta da RTI, e datata 22 febbraio, i messaggi pubblicitari erano suscettibili di indurre in errore il telespettatore medio riguardo alle caratteristiche, ai vincoli contrattuali, ai costi e alle condizioni economiche complessive dell’offerta pubblicizzata da Sky.

    In particolare secondo il segnalante i messaggi non specificavano:

    la circostanza che l’adesione all’offerta comporta la stipula di un contratto annuale e non trimestrale;

    il costo del servizio dopo i primi tre mesi;

    gli eventuali ulteriori importi dovuti alla sottoscrizione dell’offerta;

    i costi addebitati al consumatore in caso di recesso anticipato;

    il periodo di applicazione delle condizioni economiche previste dall’iniziativa promozionale.

    Ma non finisce qui: RTI ha sottolineato inoltre che questa campagna promozionale, incentrata sulla contrapposizione tra “chi ti offre solo calcio” (RTI appunto, concorrente di Sky) e un’offerta più ricca e a condizioni più vantaggiose (quella di Sky), avrebbe potuto integrare una fattispecie di pubblicità comparativa illecita fornendo una rappresentazione parziale, non veritiera e denigratoria dei servizi del concorrente sul digitale terrestre a pagamento.

    Di qui la multa da 100mila euro.